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Per Lei Combattiamo

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano: “A distanza di 5 anni dobbiamo ancora scoprire con esattezza i veri responsabili della sua morte.

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato in esclusiva Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi, il geometra romano deceduto 5 anni fa durante la custodia cautelare. Stefano era un tifoso della Lazio.

 

Buongiorno Ilaria e benvenuta. Oggi è il 22 ottobre. 5 anni fa, all’ospedale Sandro Pertini di Roma, moriva tuo fratello Stefano…

Sì, purtroppo a distanza di 5 anni dobbiamo ancora scoprire con esattezza i veri responsabili della sua morte.
Non ho mai negato che Stefano avesse sbagliato e che fosse un tossicodipendente, ma nessuno si doveva permettere di fare quello che ha fatto. Mio fratello è stato massacrato di botte nei sotterranei delle aule di tribunale, dove in teoria si dovrebbe fare giustizia. Dopo essere stato malmenato è stato portato in aula. Stefano fu trattato come un uomo senza fissa dimora, fu mandato in galera senza neanche essere guardato in faccia. Tutto questo è successo a Roma, in un tribunale italiano, nel 2009… E’
allucinante. Mio fratello è morto di dolore in un reparto ospedaliero italiano. C’è stata un’omertà vergognosa anche da parte dei medici di allora. Tutti sapevano e nessuno ha detto niente.

 

A che punto è il processo? Ci sono degli sviluppi?

C’è stata una prima sentenza importante. Ha condannato i medici e assolto i poliziotti, non perchè non ci sia stato il pestaggio, cosa che è stata riconosciuta, ma perchè non si sa con certezza chi abbia preso parte al massacro.
Abbiamo sbugiardato le teorie che dicevano che Stefano avesse le fratture alle ossa prima di arrivare all’ospedale.
Oggi siamo in Appello, con una giustizia che finalmente sta cercando di fare chiarezza sulla vicenda. Nessuno di noi vuole un colpevole a tutti costi, ma vuole la verità. Noi vogliamo che lo Stato italiano ammetta che 5 anni fa Stefano fu ammazzato da chi, invece, dovrebbe difenderci ogni giorno.

 

Senti, per salutarci, possiamo raccontare un aneddoto su Stefano? Come diventò della Lazio?

Stefano diventò della Lazio grazie al nonno. La nostra era una famiglia di romanisti e lui da bambino simpatizzava per la Roma. Quando il nonno morì, dal momento che era attaccatissimo a lui, diventò tifoso della Lazio, ma laziale vero. 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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