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Lotito: “Voglio liberare i calciatori dai procuratori, c’è molta ambiguità economica”

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 AS Livorno Calcio v SS Lazio - Serie A

In mattinata, ospite della trasmissione radiofonica Mix24 di Giovanni Minoli su Radio24, ha vestito i panni di dirigente della Figc. In primo luogo ha affrontato il tema dei procuratori: “Porterò in consiglio federale la deregulation dei procuratori, per cui non ci sarà più un albo: in questo settore c’è molta ambiguità economica nel passaggio tra i procuratori e questo a causa di alcune norme che avevamo nel nostro sistema. Nel momento in cui ci sarà la deregulation, verrà meno il diritto prioritario che un calciatore ha nei confronti del suo procuratore. Diciamo che c’è stata in passato una connivenza tra club, procuratori e calciatori. Un pot-pourri che ha determinato una forma di consociativismo. Io  –  continua Lotito  –  non sono per il consociativismo, sono per la condivisione. Oggi i calciatori hanno un procuratore, che è registrato, e dal quale non si possono muovere. Schiavi? No, meglio dire condizionati. Allora nel momento in cui si ha la deregulation, ognuno si prende chi vuole, nel momento che vuole, e se lo vuole. A quel punto viene meno il potere contrattuale del procuratore. Non so se siano stati coperti tanti affari ambigui in questi anni, sono cose che non mi appartengono”.

SULLO STADIO: “LA ZONA SCELTA DALLA ROMA È PIÙ A RISCHIO ESONDAZIONE”  –  Lotito è poi passato a parlare della Lazio, in particolare del suo progetto di “Stadio delle Aquile” ancora mai partito: “Dieci anni fa, sono stato un antesignano e abbozzai un’ipotesi di progetto che poi mi fu tarpato su presupposti di alcuni vincoli. Sono curioso di vedere che cosa succede a quello della Roma che si trova in una condizione forse peggiore di quel progetto della Lazio. È totalmente infondato dire che vorrei una legge senza regole per mettere a frutto i miei terreni sulla Tiberina. Innanzitutto non ho scelto ancora la location, ma al di là di questo, penso che uno stadio debba avere un’auto consistenza di carattere economico-finanziario, un equilibrio economico-finanziario finalizzato sia alla realizzazione che al mantenimento. Quei terreni erano un’ipotesi di lavoro. È si tratta di un’ipotesi ancora vera, distribuita su ben 550 ettari. Penso la più grande proprietà del comune di Roma. Se quei terreni sono a rischio esondazioni? Se lo fossero, figuriamoci quelli che stanno sulla sponda del Tevere che è dove verrà realizzato lo stadio della Roma. Ripeto: sono curioso di vedere che cosa succede, se ci sarà una parità di trattamento”.

“THOHIR È IL NUOVO MODO DI FARE CALCIO, GALLIANI NUMERO UNO IN EUROPA” – In seguito Lotito affronta il discorso relativo a al “conflitto” interista tra Thohir e Moratti: “Moratti ha rappresentato il periodo passato, del grande mecenate, che per passione ha investito tanti soldi. Oggi sicuramente il calcio, con il fair play finanziario necessità di un equilibrio economico-finanziario della società. E quindi non consente più di coltivare alcune passioni, che possono trovare consenso e invece viceversa, nella fattispecie trovano dissenso. Thohir rappresenta il nuovo modo di fare calcio. Non so se servisse qualcuno dall’Indonesia per ottenere questo rigore, questa è una scelta che non sta a me valutare perché Thohir è entrato nel sistema calcio con le idee chiare e sta dimostrando di avere capacità gestionali. Se è bravo? È un presidente che rispecchia la nuova filosofia del fare calcio”. Poi su Galliani: “Non si misura il potere contrattuale e la credibilità, è l’autorevolezza che uno acquisisce attraverso il consenso dei proprio colleghi: sotto questo punto di vista Galliani è il dirigente numero uno del calcio europeo, affettivamente parlando”.

tratto da La Repubblica

 

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Il Tempo | Lazio, Lotito-Sarri: firma vicina

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Aveva fame dopo la partita contro il Verona Maurizio Sarri. Voleva solo tornare a casa e mangiare. Per il futuro c’è tempo. Neanche troppo. Chissà se a pancia piena deciderà di sottoscrivere l’accordo che Lotito gli ha già presentato. Un rinnovo fino al 2025 che darebbe un segnale di continuità dopo un anno considerato di costruzione. Chiudere al quinto posto era l’obiettivo del tecnico, non proprio quello della società. Il presidente si aspettava qualcosa di più, non per questo non ha apprezzato il lavoro di Sarri durante tutta la stagione ed è pronto a continuare con lui. In settimana ci sarà un nuovo incontro per delineare gli ultimi dettagli. «Posso prendere qualsiasi tipo di decisione. – ha confidato dopo la gara con l’HellasLe politiche societarie le fa la società.  Siamo una delle poche non in mano ai fondi ma in mano a una famiglia. Questa è una cosa che mi fa impazzire. Si può fare un bel lavoro perché l’ambiente è bello e il gruppo si è compattato in maniera straordinaria specialmente negli ultimi mesi». Le basi sono state gettate, quindi. Cosa manca per la firma? «Se siamo contenti tutti e due andiamo avanti e facciamo contratti», parola di Maurizio. E la dirigenza sta facendo di tutto per accontentare il suo allenatore. Le premesse del calciomercato sono buone. Sono già circolati molti nomi, quasi tutti funzionali al progetto. Sarri ha chiesto un vice Immobile, Caputo è decisamente in pole, è un nome fatto dall’allenatore, il sogno rimane sempre quello di poter arrivare a Mertens. L’attaccante belga, che ha trascorso nove stagioni al Napoli, è in scadenza di contratto. C’è stato un contatto con il suo ex mister. Se dovesse lasciare Castel Volturno, tra le ipotesi c’è anche quella di venire a Roma. A parte Mertens e Caputo non si può escludere un attaccante giovane, magari che sappia anche giocare sull’esterno. A proposito di calciatori che si svincolano. Entro la fine del mese si cercherà di definire gli acquisti di Romagnoli e Vecino. Il primo ha chiesto un po’ di tempo per riflettere, ormai la distanza tra domanda e offerta è minima. Anche se Lotito preferirebbe prima liberarsi dell’ingaggio di Acerbi. Fronte Vecino si sta trattando solo sulla cifra e la durata del contratto: l’uruguaiano classe 1991 vorrebbe 2 milioni per quattro anni. Per la porta il nome più allettante è quello di Carnesecchi, anche se già l’Atalanta non lo regalerà. Lo spagnolo Patric ha rinnivato fino al 2027: bisogna solo ratificare e mettere nero su bianco: intesa da 1,3 milioni più bonus. Il Tempo/Daniele Rocca

 

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