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Champions League: Juventus-Olympiacos 3-2, Inferno e Ritorno

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Nella quarta giornata di Champions, la Juve conquista una fondamentale vittoria contro l’Olympiacos e riapre il discorso qualificazione. Allo Stadium finisce 3-2 per i bianconeri, che sbloccano il match con una punizione di Pirlo (21′) ma vengono raggiunti da Botia (24′). Nella ripresa arriva il provvisorio 1-2 di N’Dinga (61′), prima della rimonta firmata da un autogol di Roberto (65′) e da Pogba (66′). Vidal sbaglia un rigore al 95′.

LA PARTITA
Se finisci risucchiato dentro all’inferno e hai la forza di uscirne vivo, da quel momento in poi puoi essere in grado di qualsiasi cosa. La Juve porta a casa tre punti di vitale importanza e resta in corsa per la qualificazione agli ottavi. Una vittoria con le unghie, con il cuore, con la classe dei propri campioni (Pirlo Pogba) e la fortuna (sull’autogol diRoberto) di chi se la va a prendere, perché stavolta ha più fame degli altri. E forse, alla fine, in una serata così, poco importa per il rigore sbagliato da Vidal al 95′. Un errore oggettivamente pesante, perché il 4-2 avrebbe garantito ai bianconeri il vantaggio negli scontri diretti con l’Olympiacos.

Per il primo spartiacque della stagione, Allegri si presenta con un 4-3-1-2 condizionato dalle numerose assenze in difesa. Il nuovo modulo, comunque disegnato su misura per la gara d’attacco a cui erano chiamati i bianconeri, garantisce una buona proprietà di palleggio in mezzo al campo ma toglie solidità alla difesa, che più volte scricchiola sulle ripartenze dell’Olympiacos. La Juve comincia aggressiva: squadra corta, buona intensità, esterni (Asamoah e Lichtsteiner) che spingono e pressing immediato una volta persa palla. Il problema, però, è che il 4-2-3-1 dei greci – come da previsione – si trasforma in un 4-5-1 compatto e decisamente dinamico, che intasa gli spazi sulla trequarti non consentendo ai bianconeri gli inserimenti da dietro. In un contesto simile servirebbe uno spunto delle punte (Morata e Tevez), ma entrambe non hanno lo smalto per cambiare il match con l’uno contro uno. In una situazione così paralizzata, puntuale, arriva la spaziale punizione di Pirlo (21′), che scavalca la barriera e timbra l’1-0. Una gioia che dura una manciata di secondi, visto che alla prima occasione i greci non perdonano: Botia anticipa Chiellini su azione d’angolo e, di testa, trafigge Buffon all’angolino (24′).

La Juve, come accaduto nel secondo tempo di Atene, si riversa nella metà campo dei greci ma fallisce occasioni in serie: Morata (31′) e Pogba (44′) mandano a lato da ottima posizione, Vidal si divora un gol clamoroso in apertura di ripresa (56′) mentre l’Olympiacos – silenzioso ma perennemente vivo – è un serpente pronto a spedire i bianconeri lontano dall’Europa più prestigiosa. Minuto 61: sugli sviluppi di una punizione, Maniatis crossa da destra per N’Dinga, che a centro area ruba il tempo a Bonucci e di testa infila sotto la traversa. A questo punto la Champions è già finita un’altra volta, e ancora prima rispetto alla passata stagione col Galatasaray. Succede, invece, che Llorente (entrato al 58′ per Morata) al 61′ provochi di testa l’autogol di Roberto (la palla colpisce il palo, sbatte sul portiere e rotola in porta) e un minuto più tardi Pogba scaraventi in porta il destro della liberazione. Poteva essere un’apoteosi, se solo Vidal avesse realizzato il rigore finale. Ma un successo del genere va goduto lo stesso fino in fondo, tirando un bel sospiro prima delle altre due finali: Malmoe Atletico Madrid, per entrare – intanto – nelle migliori 16 d’Europa.

LE PAGELLE 

Pogba 7 – Il processo di trasformazione da ottimo giocatore a fuoriclasse passa, per forza, da partite del genere. Bisogna decidere quando conta, fare la differenza quando la squadra ne ha più bisogno. Festeggia le 100 presenze con la Juve nel migliore dei modi.

Marchisio 6,5 – Pressa e riparte, costruisce e difende. Prova di qualità e sostanza, poi esce stremato.

Morata 5 – L’avvio, con un paio di accelerazioni brucianti, sembra incoraggiante. Lo spagnolo, invece, esce presto dal match e si divora una nitida palla-gol a due passi dal portiere (31′).

Chiellini 5 – Si perde Botia in occasione dell’1-1. Senza Bonucci (nella difesa a tre) che gli guarda le spalle, fa molta più fatica.

Afellay 6,5 – Perde diversi palloni e non calcia un granché bene, però in contropiede fa tremare più volte la Juventus con la sua rapidità.

Mitroglou 5 – Pericolo numero uno della vigilia, invece gira a vuoto e non punge mezza volta.

IL TABELLINO

JUVENTUS-OLYMPIACOS 3-2
Juventus (4-3-1-2): Buffon 5,5; Lichtsteiner 6, Bonucci 5,5, Chiellini 5, Asamoah 6,5 (38′ st Pereyra sv); Marchisio 6,5 (26′ st Padoin 6), Pirlo 6,5, Pogba 7; Vidal 5; Morata 5 (13′ st Llorente 6,5), Tevez 6.
A disp.: Storari, Ogbonna, Coman, Giovinco. All.: Allegri 6,5
Olympiacos (4-2-3-1): Roberto 5,5; Elabdellaoui 6, Botia 6,5, Abidal 6, Masuaku 6,5; N’Dinga 6,5 (33′ st Kasami sv), Milivojevic 5,5; Maniatis 6,5 (38′ st Diamantakos sv), Dominguez 5,5 (27′ st Fuster 6), Afellay 6,5; Mitroglou 5.
A disp.: Megyeri, Leandro Salino, Avlonitis, Bouchalakis. All.: Michel 6
Arbitro: Atkinson (Inghilterra)
Marcatori: 21′ Pirlo (J), 24′ Botia (O), 16′ st N’Dinga (O), 20′ st aut. Roberto (O), 21′ st Pogba (J)
Ammoniti: 
Tevez (J); Botia (O)
Espulsi: –
Note: 
Roberto para un rigore a Vidal al 95′

tratto da sportmediaset.it

 


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L’Italia batte l’Ungheria e si qualifica alle Finals di Nations League

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A Budapest gli Azzurri vincono contro la squadra allenata da Rossi e si aggiudica la qualificazione alle Finals di Nations League. L’Italia sblocca la partita nel primo tempo con Raspadori che sfrutta un errore della difesa ungherese. Nella ripresa Dimarco realizza la rete del 2-0 contro l’Ungheria.

  


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