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[ESCLUSIVA] Cribari, ex Lazio ed Empoli: “Il gruppo è forte, può insidiare anche la Roma”

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ROMA – Empoli-Lazio si avvicina, e il passato torna prepotente a bussare alla porta. Una porta che Emilson Sanchez Cribari ha deciso di lasciare sempre aperta. La storia racconta di un giovane brasiliano, bravo nella marcatura e forte nei colpi di testa, che all’età di 18 anni lascia casa, affetti e famiglia, nel lontano Brasile, per tentare la fortuna dall’altra parte del mondo. Il sogno, è quello di diventare un calciatore professionista. Sei anni tra le file dell’Empoli servono al giovane difensore per prendere sicurezza, conoscere il campionato italiano e farsi valere. Nel 2004 il passaggio all’Udinese e l’anno successivo l’approdo in maglia biancoceleste. Esperienze forti, emozioni importanti. Tutto è gelosamente custodito nello scrigno di ricordi che Cribari ha deciso di aprire in esclusiva per Laziopress.it.

Domenica si affronteranno Empoli e Lazio. Tu sei un ex di entrambe le squadre. L’ultimo confronto tra i due club risale al 2008, in quell’occasione in campo c’era anche tu. Che partita sarà per te?

Per me non si tratta di una partita normale. Ho passato sei stagioni all’Empoli e cinque alla Lazio ed entrambe le squadre mi hanno lasciato tantissimo. Tanti ricordi, vittorie, momenti bellissimi e tanta gratitudine da parte mia per entrambe le società. Sicuramente in questo momento la Lazio è in gran forma, ha molta qualità e soprattutto vedo un gruppo molto unito. Ha trovato i suoi leader in campo e fuori. Bravo mister Pioli che sta sfruttando bene i suoi ragazzi e riesce a farli esprimere al meglio. Ha trovato la giusta disposizione in campo e il giusto modulo da utilizzare. Inoltre vedo che i tifosi laziali si stanno riavvicinando alla squadra, e questo è fondamentale. L’Empoli invece da sempre riesce a valorizzare i giovani, e ha un bravissimo allenatore. Io conosco bene l’ambiente e so che possono affrontare al meglio questo campionato. Domenica mi aspetto una gara aperta, difficile per entrambe le squadre, ma non so dire un pronostico. Da tifoso sia dell’Empoli che della Lazio mi auguro che a fine stagione entrambi i club abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati.

 
 
Pensi che la lazio sia già abbastanza competitiva così, oppure dovrebbe agire sul mercato in entrata a gennaio?

Sono convinto che la forza della squadra è il gruppo. I migliori risultati che ho ottenuto in carriera sono arrivati quando la squadra era unita come una famiglia. Più che agire sul mercato quindi punterei a questo. Così si raggiungono gli obiettivi.

 

A proposito di obiettivi, sappiamo che la Lazio punta a tornare in Europa. Tu pensi che possa riuscire ad arrivare terza e puntare con forza la Champions?

Avendo giocato cinque anni a Roma ho avuto modo di studiare la storia e la grandezza di questo club e dei suoi tifosi. Penso quindi che la Lazio debba sicuramente puntare alla Champions. Per una società così deve essere la normalità. Ora ha trovato la giusta dimensione e deve puntare in alto. Questo deve essere il suo obiettivo. Sono convinto che possa dare fastidio anche a chi lotta per lo scudetto e dire la sua. Le qualità ci sono tutte e penso che la Lazio meriti questo tipo di campionato e soprattutto i suoi tifosi meritano questo tipo di soddisfazioni.

 

Parlando di Campions League non possiamo non ricordare quella partita contro la Dinamo Bucarest, nella quale sei sceso in campo con la mascherina dopo un delicato infortunio. Quel gesto è rimasto nel cuore dei tifosi laziali.

Quello è stato per me un momento fondamentale. Quella partita è valsa la qualificazione ai gironi di Campions e non potevo mancare. Era un privilegio che pochi avevano. È stato un momento indimenticabile. La decisione di giocare in una situazione di emergenza è venuta naturalmente. Quando vesti una maglia così importante diventi prima di tutto un tifoso e dai tutto per quella squadra. Nonostante l’infortunio non mi sono risparmiato e ho deciso di scendere in campo. Devo dire che ancora oggi ricevo messaggi di affetto per quel gesto e mi fa un immenso piacere. Chi veste questa maglia deve dare tutto perché rappresenta tifosi grandissimi.

 

Un altro momento per te molto importante è stato il derby vinto per 3 a 0 con successivo bagno nella fontana di Delio Rossi. In quella occasione hai sfiorato anche il gol. Che ricordo hai di quella gara?

Il bagno del mister nella fontana rimarrà per sempre nella mente dei tifosi laziali. È stata una bellissima partita, dominata dall’inizio. A volte mi capita di rivederla qui a casa e quel tiro sulla traversa poteva enfatizzare ancora di più i bellissimi ricordi che ho di quegli anni. Dopo tempo ho avuto modo di parlare con quello che era allora il portiere della Roma, Doni, e mi ha detto che la parata sul mio colpo di testa è stata una delle più difficili della sua carriera. L’importante però è stato il risultato finale, perché vincere un derby è come vincere un trofeo. Una serata davvero speciale, che porterò nel cuore per sempre.

 

Ancora più bello è vincere un trofeo in un derby. Hai avuto modo di seguire la finale di Coppa Italia del 26 maggio?

Sapevo perfettamente cosa significava quella partita per tutta la città, per tutto l’ambiente laziale. Ero troppo nervoso e non me la sono sentita di guardare la partita in diretta. Da fuori è sempre tutto più difficile. Ricordo perfettamente che appena ho saputo del risultato ho esultato come se fossi stato io in campo. Soltanto in quel momento ho rivisto la partita. Guardarla sapendo già che la Lazio aveva vinto è stato più semplice. E’ stata una vittoria magica, che la gente laziale ha meritato.

 
 
La Roma quest’anno punta a vincere le scudetto. Tu vedi comunque la Juventus favorita oppure pensi che stia avanti il club giallorosso?

Conosco molto bene la rivalità che c’è tra Lazio e Roma e penso che questo debba motivare ancora di più chi veste la maglia biancoceleste. Tutto lo spogliatoio laziale deve pensare che può dar fastidio a questa Roma e magari puntare addirittura ad arrivare davanti a loro. Per quanto riguarda la Juventus credo che stia ancora un passetto avanti rispetto alle altre, anche se quando cambi allenatore ci sono degli interrogativi che rimangono e a cui solo il tempo può rispondere. La Lazio deve pensare a fare il suo campionato, motivata anche dal pensiero di raggiungere la Roma.

 

Nella tua carriera hai giocato anche a Napoli. Pensi che in questo momento sia superiore alla Lazio? E per quanto riguarda le vicende extra calcio, nel corso della gara contro la Roma è stato esposto uno striscione che inneggiava alla violenza, in riferimento alla morte di Ciro Esposito. Che idea ti sei fatto in merito alla vicenda e come si può intervenire?

La violenza va combattuta da tutti gli organi competenti. Tutto l’ambiente calcistico ha una grande arma in mano per dare il buon l’esempio e combattere ogni tipo di violenza sia dentro che fuori lo stadio.

Il Napoli è una squadra di qualità. Sono stato lì un anno e devo dire che i tifosi spingono molto la squadra. Guardando questo inizio di stagione credo che Napoli e  Lazio lotteranno fino alla fine per il raggiungimento della Champions League e potranno anche dare fastidio a Juventus e Roma.

 

Chiudiamo con la tua carriera. Cosa stai facendo in questo momento e come ti immagini dopo il calcio giocato?

Dopo sedici anni lontano da casa ho sentito la necessità di stare vicino alla mia famiglia e ai miei genitori. In ogni caso sto continuando ad allenarmi con il mio personal trainer, Glenio, che ringrazio, e spero a gennaio di rientrare in campo. Vorrei trovare una squadra e giocare ancora una o due stagioni.

Poi nel futuro vedo i giovani. Vorrei tornare in Brasile e dedicarmi ai ragazzi che sognano di fare calcio. Vorrei dare loro il buon esempio e lo stimolo giusto per diventare calciatori professionisti. Se ci credi molto i desideri si realizzano.

 

 

 

 



 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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