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Giancarlo Morrone: “Bob Lovati un fratello per me, Di Canio sapeva sempre cosa fare”

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato Giancarlo Morrone, figura storica della Lazio, che ha ricoperto più ruoli all’interno della società.

 

Giancarlo tu sei arrivato alla Lazio alla fine del 1960. Che squadra trovasti?

Era una Lazio con molti problemi. Cercammo di evitarlo, ma a fine anno purtroppo retrocedemmo in Serie B. Non mi importava però. Alla Lazio stavo bene e nacque subito un grande legame con la piazza.

 

Una delle figure con cui hai avuto uno splendido rapporto è Bob Lovati. Che ricordo hai di lui?

Bob era come un fratello per me. Passavamo molto tempo insieme anche con le nostre mogli e i nostri figli. Era davvero una persona eccezionale, ha dato tutto quello che aveva per la Lazio.

 

Altri personaggi di quegli anni ai quali ti senti legato?

Al dottor Renato Ziaco e a Nanni Gilardoni. Erano persone prima che personaggi. Nel calcio attuale la genuinità di un tempo sta svanendo…

 

Oltre ad essere stato un grande calciatore, sei stato anche allenatore delle giovanili della Lazio…

Sì per me quello è stato un periodo molto importante.
Custodisco un bellissimo ricordo di quegli anni. C’era gente come Marini, Calisti, Ielpo, Rizzolo, Saurini. E poi c’era Di Canio…

 

Ecco, tu che hai avuto la fortuna di conoscere ed allenare Di Canio da ragazzo, puoi dirci che tipo era?

Era uno molto estroverso, che sapeva sempre quello che doveva fare e lo faceva. Ricordo che in un Derby giovanile iniziò a dribblare tutti, ma non tirava mai. Io gli
dicevo: “Tira! Tira!” e lui niente. Dribblò anche il portiere e fece gol. Questo era Paolo Di Canio.

 

Venendo all’attualità, ti immaginavi una Lazio così in alto in classifica?

Onestamente sì. Anche dopo le sconfitte avevo detto che la squadra sarebbe andata bene, perchè gioca un bel calcio.
Inoltre stimo molto Pioli.

 

Attualmente la Roma è a soli tre punti…

Non vedo l’ora che arrivi il Derby. Ho molta fiducia in quella partita. La Lazio è la squadra giusta per giocare contro i giallorossi. La Roma, quando viene pressata, va in difficoltà. Lo hanno dimostrato il Bayern Monaco e il Napoli. La Lazio ha queste caratteristiche.

 

Dei giocatori attuali chi ti piace di più?

In assoluto dico Biglia. Sta dando sicurezza e personalità in un ruolo chiave. Mi piacciono anche i due attaccanti. Se da Djordjevic sono rimasto positivamente sorpreso, di Klose non so più cosa dire se non che è eterno.

 

Giancarlo un’ultima domanda. Dov’eri il 26 maggio del 2013?

Ero a casa con i miei figli e con i miei amici. Ci siamo riuniti tipo stadio. Ho vissuto la partita come tutti i laziali, con ansia e trepidazione. Aver vinto la Coppa contro la Roma è un qualcosa che rimarrà per sempre.
Avrei pagato per giocare! Anche solo 10 minuti…

 

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MOVIOLA | Lazio-Verona: bravo Colombo nella gestione dei cartellini. Sul 3-3 possibile fallo su Kamenovic

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E’ l’arbitro Andrea Colombo, sezione di Como, a dirigere l’ultima partita della Lazio in stagione. Il 32enne gestisce bene la gara, soprattutto per quanto riguarda i cartellini gialli che vengono sventolati ogni qualvolta serva. Ecco la moviola di Lazio-Verona, finita 3-3:

Al 10′ un replay mostra una forte e continua trattenuta ai danni di Luiz Felipe nel corso della punizione calciata da Cataldi dalla destra. Mentre il pallone percorre rapidamente tutta l’area di rigore, l’italiano viene trattenuto vistosamente. L’arbitro non vede, il VAR non interviene.

Dubbi sul gol del 3-3 del Verona: Hongla colpisce Kamenovic in scivolata dopo che il difensore della Lazio ha preso il pallone che beffa l’uscita di Strakosha.

 

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