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Ledesma nel tunnel del rinnovo che non arriva, ora chiede chiarezza (Repubblica – ed. romana)

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VICECAPITANO non giocatore, ormai Ledesma è diventato un caso. All’italo-argentino, settimo nella classifica delle presenze all time della Lazio (306) nonché fondamentale per tanti anni, a fine stagione scade il contratto e ancora non ha ricevuto segnali sull’eventuale rinnovo. Con Lotito ha un buon rapporto, il presidente gli ha promesso un colloquio e il 32enne centrocampista aspetta senza fare polemiche come nel suo stile, si allena con la professionalità di sempre per farsi trovare pronto quando Pioli avrà bisogno di lui. Anche se ormai, fallita la prova con l’Udinese (ma quella sera fu un disastro generale), non è più considerato neanche la riserva di Biglia: quando il titolare è assente, gioca Onazi. L’amarezza c’è, non pensava di dover attendere tanto per un confronto sul futuro. Perché quello che chiede, Ledesma, è solo chiarezza. Pensa di meritarla, dopo tanti anni in biancoceleste (arrivato nel 2006, è innamorato di questa maglia). Vuole capire se ci sarà ancora posto per lui nel progetto Lazio oppure no: in questo secondo caso, con tutta la malinconia del mondo, potrebbe anche decidere — d’accordo con la società e se le offerte saranno adeguate — per una separazione già a gennaio. Diversi club sono interessati, a partire dalla Fiorentina: Cristian vorrebbe restare e rinnovare, sarà decisivo questo famoso colloquio con Lotito che il giocatore attende con ansia.

Proprio nel ruolo di regista, per il futuro, viene seguito da tempo il 23enne Jordy Clasie, nazionale olandese: l’amico De Vrij sarebbe felice di ritrovarlo in biancoceleste, il Feyenoord vuole almeno 12 milioni, la Lazio ci proverà se in estate andrà via il richiestissimo Biglia. Intanto arrivano buone notizie su Felipe Anderson, numero 10 del Brasile Under 21 impegnato in un torneo in Cina: dopo l’assist contro l’Australia, un gol alla Corea del Sud. Tornerà a Roma rigenera-Cristian to, forse.

a firma di GIULIO CARDONE 

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PAGELLE – Felipe Anderson gol e delizie, Cabral e Pedro timbrano. Ovazione per Leiva

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Strakosha 6 – Sul primo gol dell’Hellas Verona rimane inchiodato sulla linea di porta correndo da un palo all’altro senza mai uscire e Simeone lo batte da pochi passi. Non può nulla sulla conclusione di Lasagna dalla distanza mentre è reattivo sulla punizione di Caprari dal limite.

Lazzari 6 – Spinge tanto ma sbaglia ogni volta l’ultimo passaggio, emblematica l’accelerazione nel primo tempo dove preferisce il cross per la testa di Milinkovic che l’appoggio a Cabral.

Luiz Felipe 5 – La squalifica di Patric gli concede un commiato di fronte al pubblico ma non riesce a farsi apprezzare un’ultima volta. Per essere l’ultima volta davanti i tifosi biancocelesti non sfodera una partita memorabile. Soffre

Dal 46′ Kamenovic 6,5 – A sorpresa viene lanciato nella mischia ad inizio ripresa e si prende i primi applausi della sua avventura biancoceleste. Attento nelle chiusure e si prende anche la libertà di una sgroppata in avanti.

Acerbi 6 – Sbanda come tutta la difesa nei primi minuti di gara, si aggrappa all’esperienza fino a trovare il modo di gestire gli attaccanti di Tudor. Va vicino al 4-3 con un colpo di spalla in mischia che finisce sul palo.

Marusic 6 – Fase iniziale da incubo con Faraoni che lo svernicia un paio di volte, prende campo alla distanza facendosi anche apprezzare in un paio di sortite offensive.

Milinkovic 7,5 – Con la fascia al braccio e quella maglia addosso è di una bellezza disarmante. Ci prova in tutti i modi ad andare in gol ma non è fortunato, se fosse riuscito a timbrare dopo uno slalom gigante in mezzo alla difesa dell’Hellas sarebbe venuto giù lo stadio.

Cataldi 7 – Minuti iniziali di sofferenza con l’Hellas Verona che spinge sull’acceleratore, poi prende per mano la squadra. Detta i ritmi, recupera palloni ed ogni angolo è un pericolo.

Dal 73′ Lucas Leiva 6 – Chiude la sua avventura in biancoceleste con un lungo applauso al suo ingresso in campo. Proprio come nella sua prima partita ufficiale, saluta con un immancabile cartellino giallo alla sua maniera.

Basic 6 – Buona prestazione del croato che sembra aver ritrovato lo smalto della prima parte di stagione. Una iniezione di fiducia in vista del prossimo campionato dove deve crescere.

Dal 79′ Akpa Akpro SV

Felipe Anderson 8 – Chiude una stagione positiva in modo superlativo. Mette in porta Cabral due volte, trova la rete del pareggio e propizia  il ribaltone di Pedro. E’ croce e delizia il brasiliano, in serate come questa però fa godere chi lo guarda.

Cabral 7 – Dimostra le sue qualità Ci va vicino in apertura di gara per poi riuscire a trovare la prima rete in biancoceleste che riapre la partita. Una gioia meritata per un ragazzo sempre disponibile.

Dal 73′ Romero 6 – E’ sfrontato e ha personalità il ragazzo, ad ogni tocco di palla segue un applauso.

Zaccagni 7 – Gioca col dente avvelenato contro i suoi ex compagni, salta ripetutamente l’avversario di turno costringendolo al fallo sistematico e infatti fa ammonire tre uomini di Tudor. Un fastidio muscolare ad inizio ripresa fa chiudere la sua stagione.

Dal 48′ Pedro 7,5 – Esistono i giocatori, poi esiste una ristretta elitè di cui fanno parte i campioni. Lo spagnolo carica l’ambiente e segna da rapinatore il gol del momentaneo 3-2.

All. Sarri 6,5 – Era sufficiente un punto per chiudere la stagione al quinto posto e arriva con una gara emozionante. Buona la prima per questa annata, ora sotto  con il futuro.

 

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