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Approvate le riforme sul tetto delle rose e il tesseramento di calciatori extracomunitari

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Approvate a maggioranza la riforma del tetto alle rose delle società di Serie A, il provvedimento per il tesseramento dei calciatori extracomunitari e la modifica art. 22 bis delle Noif. E’ quanto stabilito nella riunione odierna che il presidente della Figc Carlo Tavecchio ha definito “un Consiglio federale chiave dall’inizio della nuova gestione, che riflette la filosofia del fare”. Sono dunque partite le prime riforme, senza il sostegno dei rappresentanti di Aic e Aiac.
Il complesso delle norme approvate oggi, insieme all’introduzione dei principi del fair play finanziario nel sistema delle Licenze Nazionali, tende alla ricerca di una sostenibilità economico-finanziaria dei Club con conseguente stimolo all’investimento nei vivai nazionali. I punti principali riguardano: le rose delle squadre di Serie A a 25 calciatori, di cui 4 cresciuti in Italia e 4 cresciuti nel vivaio del club per cui sono tesserati, libero tesseramento degli Under 21 (la stragrande maggioranza è italiana); la riforma dei cosiddetti ‘giovani di serie’; il giovane extracomunitario al primo tesseramento deve essere residente in Italia ed essere entrato nel nostro Paese con i genitori non per ragioni sportive e comunque aver frequentato la scuola per almeno 4 anni (tali calciatori non possono essere utilizzati per la sostituzione di un nuovo calciatore extracomunitario); la sostituzione del calciatore extracomunitario sarà possibile solo nel caso di esistenza del contratto da professionista da almeno 3 anni (dal 2012).
Per quanto riguarda il tesseramento dei nuovi calciatori extracomunitari, le società potranno tesserarne un massimo di due a condizione che uno vada a sostituire un altro extracomunitario, mentre l’altro abbia un comprovato curriculum sportivo (2 presenze in lista gara ufficiale nella stagione in corso o 5 presenze in lista gara in carriera).
E’ stato inoltre approvato all’unanimità l’indirizzo FIFA riguardo il regolamento sugli intermediari. La nuova disciplina sarà vagliata nelle prossime settimane e verrà posta in votazione nel prossimo Consiglio Federale. Infine, sono stati approvati all’unanimità il nuovo regolamento del Club Italia e la modifica dell’art. 7 dei principi informatori per il Regolamento dell’AIA
A completare il quadro delle riforme, sarà avviato a breve l’approfondimento con tutte le componenti per la ristrutturazione del Settore Giovanile e Scolastico e la riforma dei campionati.
Il presidente Tavecchio ha anche ha portato all’attenzione del Consiglio la proposta di delibera concernente gli atti di violenza ai danni degli ufficiali di gara, tematica che ha trovato la condivisione di tutte le componenti. Detto provvedimento prevede una ulteriore e maggiore responsabilizzazione a livello societario, anche attraverso l’introduzione dell’onere del versamento delle spese arbitrali per tutte le società i cui tesserati e dirigenti si renderanno protagonisti di condotte di violenza nei confronti degli ufficiali di gara. Lo stesso provvedimento sarà posto in votazione nel prossimo Consiglio Federale.
Inoltre il Consiglio ha approvato all’unanimità la variazione al budget 2014 e 2015 dopo i “tagli” del Coni. In proposito il presidente federale ha sottolineato che “apriremo dei fronti per studiare l’ipotesi di sfruttare i marchi del calcio in modo da trattare direttamente con il governo sugli introiti derivanti dalle scommesse sul pallone”.

Nelle comunicazioni iniziali, Tavecchio ha illustrato l’andamento dell’attività internazionale, con particolare riferimento alle recenti gare delle Nazionali A maschile e femminile e dell’Under 21. Al riguardo, Tavecchio ha chiesto al Consiglio una riflessione per favorire lo sviluppo dei progetti tecnici della Nazionale nel periodo non compreso nelle date internazionali FIFA. La Lega Nazionale Professionisti di Serie A, raccogliendo l’invito del presidente federale ha proposto un tavolo tecnico Figc/Lega/Club per contemperare le legittime reciproche esigenze. Tavecchio ha poi portato all’attenzione del Consiglio la situazione della ripartizione dei contributi Coni alle Federazioni, anticipando la sua presenza nella prossima riunione della Commissione per i riparti. Il presidente ha comunicato che il CONI ha riconosciuto alla FIGC un ulteriore contributo di 2,6 milioni, rinunciando inoltre ai fondi della Fondazione per la mutualità del calcio professionistico per le stagioni 2014/2015 e 2015/2016.
E’ stata poi ricordata la decisione del Governo di porre al di fuori dei vincoli del patto di stabilità l’impiantistica sportiva; il prolungamento del contratto di Cabrini alla Nazionale A Femminile, con l’estensione della responsabilità tecnica su tutte le Squadre Giovanili; la firma del contratto di advisor commerciale con Infront e Gruppo 24Ore.
Su proposta del presidente della Lega Nazionale Professionisti – Serie B Andrea Abodi, il Consiglio federale ha ricordato la memoria del calciatore della Virtus Lanciano Lorenzo Costantini, scomparso prematuramente per una rara forma di leucemia. L’intero Consiglio ha espresso massima vicinanza e solidarietà alla famiglia ed al club. 

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CdS | Scudetto 1915, l’avv. Mignogna scrive a Gravina: “Lazio Campione, prove decisive”

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Come riportato dal Corriere dello Sport, l’avvocato Gianluca Mignogna, promotore delle iniziative per l’assegnazione dello scudetto 1915 ex aequo alla Lazio e al Genoa, ha indirizzato la seguente lettera a Gabriele Gravina, presidente della FIGC.

Egregio Presidente, in occasione del Centenario della Grande Guerra, com’è noto, abbiamo richiesto alla Federcalcio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 al Genoa e alla Lazio, rispettivamente primatista settentrionale e primatista centro-meridionale al momento della sospensione bellica dei campionati indetta il 23 maggio 1915.
Da allora è passato molto tempo, ma il procedimento pentente in Figc non ha ancora avuto una positiva definizione, senza che il sottoscritto, i 40.000 firmatari della Petizione all’uopo promossa, i tanti tifosi biancazzurri e tutti gli sportivi italiano abbiano potuto comprenderne le reali motivazioni. 

Come Lei Sa, la precedente Commissione di Saggi della Figc aveva già stabilito che l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915, invero, sarebbe stata l’unica soluzione onde ovviare al clamoroso vulnus giuridico/sportivo emerso in questi anni di approfondite ricerche. Successivamente abbiamo trasmesso alla Commissione Storica da Lei nominata il 30 maggio 2019 tutti i documenti probatori che, come speleologi, siamo riusciti a riesumare dagli abissi del dimenticatoio, dagli archivi pubblici e dalla storiografia calcistica nazionale.

Abbiamo svolto tali ricerche documentali con assoluto rigorismo storico, giuridico e sportivo, comprovando l’effettivo stato di fatto delle competizioni in essere ed almeno quattro risultanze decisamente fondamentali:
1) Non esiste alcuna delibera della FIGC che abbia formalmente e ufficialmente attribuito al Genoa il titolo di Campione d’Italia 1914/15;
2) Il club ligure ottenne a tavolino esclusivamente il titolo di Campione Settentrionale 1914/15, verosimilmente nell’ambito della scissione federale del 1921, ma medio tempore tale assegnazione fu acriticamente equivocata sino ad essere tramandata ai posteri come attributiva “de facto” del titolo di Campione d’Italia 1914-15;
3) Al Campionato Meridionale 1914/15 si iscrissero esclusivamente due squadre partenopee, ma le relative sfide furono più volte rimandate, una volta disputate vennero annullate per irregolarità di tesseramento e le successive ripetizioni non si ultimarono prima della suddetta sospensione bellica, con la conseguenza che il Girone Campano alla fine risultò pedissequamente declassato a mera valenza regionale;
4) Le fonti rinvenute ci hanno viceversa rivelato che la Lazio fu proclamata Campione Centro-Meridionale 1914-15, sicchè, in base all’articolo 15 del Regolamento Ufficiale dell’epoca avrebbe avuto il diritto di disputare la “Finalissima Nazionale” per contendere alla primatista settentrionale la conquista dello Scudetto 1915.

La Storia ci tramanda che l’insorgenza, il protrarsi e gli effetti della Prima Guerra Mondiale non permisero mai più la disputa di tale sfida tricolore, così come è assai verosimile che anche il secondo dopoguerra impose a tutta l’Italia, compresa quella calcistica, di volgere lo sguardo solo verso il futuro onde riemergere dalle ceneri del conflitto, distogliendolo da ogni altra questione pregressa e legata ad un passato fin troppo complesso e doloroso.

A distanza di 107 anni da quel fatidico 24 maggio 1915, tuttavia, riteniamo opportuno e stiamo a richiederLe che la Federcalcio ponga fine a tale ingiustizia ultracentenaria, sancendo d’ufficio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 a Lazio e Genoa, dando piena attenuazione a quei fini costitutivi che la prepongono alla somministrazione della giustizia sportiva ed attuando “latu senso” i disposti di cui alla Norma 70 della Carta Olimpica in tema di attribuzione sportive a pari merito.

Egregio Presidente, noi siamo Laziali, discendenti diretti di quel Popolo del Latium che fondò la Civiltà Latina, originò l’antica Roma ed esportò i valori dell’Aequitas e della Iustitia in tutto il mondo. È per questo che, nell’auspicare un intervento federale finalmente conciliativo e definitorio, ci appelliamo alla Sua sensibilità istituzionale invocando l’applicazione del noto brocardo del Diritto Romano, al Campionato 1914/15 ed a tutti i campionati anteguerra ancora contesi: “Ubi Ius Ibi Remedium”.

 

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