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Per Lei Combattiamo

Brocchi: “Lazio, puoi battere la Juve. Orgoglioso di questo club”

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione
radiofonica in onda tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13
sugli 88.100 FM, che ha contattato Cristian Brocchi, ex centrocampista della
Lazio amatissimo dai tifosi biancocelesti ed attuale allenatore della
Primavera del Milan.

Cristian tu sei uno dei giocatori più amati della recente storia
biancoceleste.

“Non posso che ringraziare tutti i tifosi della Lazio. Lo dico ogni volta che
posso. Io mi sento legato a questo ambiente quasi come se fosse casa mia. Ho
sempre considerato la maglia della Lazio una maglia molto importante e mi
sono sempre battuto per onorarla al meglio”.

Ti aspettavi che, dopo l’esperienza al Milan, riuscissi a trovare così tanto
affetto altrove?

“Inizialmente no. Il Milan è un po’ la mia seconda famiglia. Sono cresciuto
in questo club e ancora adesso lavoro qui come allenatore della Primavera,
ma l’affetto che ho ricevuto a Roma dalla gente laziale è qualcosa di
impagabile”.

Che sensazioni hai provato per la vittoria della Coppa Italia il 26 maggio
del 2013?

“Una grande emozione. Diciamo che è stata la ciliegina sulla torta di tutto
il mio periodo alla Lazio. Purtroppo non ho potuto giocare la finale per
l’infortunio che mi ha costretto al ritiro dalla carriera agonistica, ma vi
assicuro che la gioia che ho provato è stata indescrivibile.

Nel tuo periodo alla Lazio hai avuto quattro allenatori
diversi: Delio Rossi, Ballardini, Reja e Petkovic. A chi ti senti più
legato?

“Senza nulla togliere a nessuno, l’allenatore con cui ho avuto il rapporto
migliore è stato Edy Reja. E’ arrivato in un momento delicatissimo ed ha
ottenuto dei risultati molto importanti”.

Qual è il calciatore che ti ha impressionato di più alla Lazio per tecnica e
talento?

“Forse la mia risposta ti sorprenderà. Dico Matuzalem. E’
normale che nell’ultimo periodo, complice quel brutto fallo che mi ha
costretto al ritiro, si è parlato di lui in chiave negativa, ma io non porto
rancore a nessuno.
Probabilmente, conoscendolo, non si era reso conto del fallo che mi aveva
fatto”.

Quel che dici ti fa onore. Noi, da tifosi, ci rimanemmo molto male anche e
soprattutto perchè non venne neanche a chiederti scusa…

“Matu era un calciatore molto temperamentale. Ogni tanto faceva qualche
entrata fuori posto. Mi dispiace che ci sia andato di mezzo io e
sinceramente mi sarei aspettato più vicinanza soprattutto dopo. Ad ogni modo
ribadisco, non porto nessun rancore verso di lui”.

Come vedi la partita di sabato sera contro la Juventus?

E’ una di quelle partite che si prepara da sola. Le motivazioni non
mancheranno. Bisognerà mettere in mostra quello che si è visto prima di
Empoli. Ho molta stima di Pioli. E’ riuscito da subito ad imprimere il
proprio marchio al gioco della Lazio e a mettere in campo una filosofia
vincente.

C’è una partita alla quale ti senti più legato?

Al derby vinto 2-1 al 93° con il gol di Miro Klose.
Venivamo da una serie di sconfitte contro la Roma, a volte anche ingiuste.
Vincere in quel modo fu una goduria assoluta.

Cristian ti va di salutare i tifosi della Lazio?

Assolutamente. Un caro saluto a tutti. Vi porto sempre nel mio cuore. Sempre
FORZA LAZIO!
 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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