Connect with us

 

Per Lei Combattiamo

Gaby Mudingayi: “Tornerei a piedi alla Lazio, non sono stato bene, di più!!”

Published

on

@LazioPress.it ha un nuovo account Instagram. Torna a seguirlo. CLICCA QUI


 

Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM di Elleradio, che ha contattato Gaby Mudingayi, ex centrocampista tutto cuore e grinta della Lazio di Delio Rossi.

 

Gaby quando pensiamo a te ci vengono in mente due cose. La prima è che sei un guerriero e la seconda è che ridi sempre. Hai lasciato in tutti i tifosi della Lazio uno splendido ricordo.

Questa è una cosa che mi fa tanto piacere e che mi riempie d’orgoglio. Ancora oggi la gente mi dimostra tanta stima ed affetto. Non sono stato bene alla Lazio, di più!

 

Qual è stato il più bel momento che hai vissuto alla Lazio?

Tutto. Non riesco a scegliere. Il mio periodo a Roma è coinciso con il momento migliore della mia carriera. Venivo dal Torino e grazie alla Lazio ho giocato prima in Serie A e poi in Champions League.

 

Tu sei un mediano di rottura. Hai segnato un solo gol con la nostra maglia, in Lazio-Ascoli 4-1. Cosa hai provato in quel momento?

Premesso che per me correre dietro agli avversari è sempre una gioia, una cosa che mi carica sempre, devo dire che segnare all’Olimpico davanti ai nostri tifosi fu incredibile. Se vi ricordate feci un’esultanza come se fossi fuori di testa. Non essendoci abituato, improvvisai sul momento.

 

Alla Lazio come allenatore hai avuto Delio Rossi? Che rapporto avevate?

Avevo ed ho tuttora un ottimo rapporto con lui. Delio è una persona straordinaria, mi ha dato tanto. Grazie a lui ho giocato tante partite, ho fatto il mio esordio in Champions League. Lui non è uno che parla molto, ma è una persona vera.

 

In Italia, oltre che con il Torino e la Lazio, hai giocato anche con il Bologna e l’Inter. Quali sono i giocatori che ti hanno impressionato di più?

Su tutti Javier Zanetti, un esempio di professionalità strepitoso, ma anche Di Canio, Liverani, Sneijder e Stankovic non erano da meno.

 

Gaby segui sempre la Lazio?

Assolutamente. Io a Roma ho lasciato un pezzo del mio cuore.
Non tutti possono indossare la maglia della Lazio. Bisogna essere consapevoli dell’importanza di quella maglia, onorarla e rispettarla. In biancoceleste sono cresciuto tantissimo sia come calciatore che come uomo.

 

Che ricordo hai del Derby vinto 3-0 nel 2006?

Splendido. Il Derby è una partita a sè. Fu la prima cosa di cui mi parlarono i tifosi. Quella sera facemmo tutti una grandissima partita. Ci fu quel gol fantastico di Ledesma, il rigore di Oddo e la rete di Mutarelli.

 

Gaby sappiamo che hai appena firmato per la squadra spagnola dell’Elche. Torneresti un giorno alla Lazio?

Verrei anche a piedi dalla Spagna per rigiocare alla Lazio (ride, ndr). E’ la squadra del mio cuore. Sono stato benissimo e sono stato trattato con rispetto dai tifosi.
Quando arrivai qualcuno mi disse che la tifoseria laziale era razzista. Niente di più falso. I tifosi mi hanno sempre incitato e supportato. 

Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio. DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS

 


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Per Lei Combattiamo

PAGELLE – Felipe Anderson gol e delizie, Cabral e Pedro timbrano. Ovazione per Leiva

Published

on

@LazioPress.it ha un nuovo account Instagram. Torna a seguirlo. CLICCA QUI


 

Strakosha 6 – Sul primo gol dell’Hellas Verona rimane inchiodato sulla linea di porta correndo da un palo all’altro senza mai uscire e Simeone lo batte da pochi passi. Non può nulla sulla conclusione di Lasagna dalla distanza mentre è reattivo sulla punizione di Caprari dal limite.

Lazzari 6 – Spinge tanto ma sbaglia ogni volta l’ultimo passaggio, emblematica l’accelerazione nel primo tempo dove preferisce il cross per la testa di Milinkovic che l’appoggio a Cabral.

Luiz Felipe 5 – La squalifica di Patric gli concede un commiato di fronte al pubblico ma non riesce a farsi apprezzare un’ultima volta. Per essere l’ultima volta davanti i tifosi biancocelesti non sfodera una partita memorabile. Soffre

Dal 46′ Kamenovic 6,5 – A sorpresa viene lanciato nella mischia ad inizio ripresa e si prende i primi applausi della sua avventura biancoceleste. Attento nelle chiusure e si prende anche la libertà di una sgroppata in avanti.

Acerbi 6 – Sbanda come tutta la difesa nei primi minuti di gara, si aggrappa all’esperienza fino a trovare il modo di gestire gli attaccanti di Tudor. Va vicino al 4-3 con un colpo di spalla in mischia che finisce sul palo.

Marusic 6 – Fase iniziale da incubo con Faraoni che lo svernicia un paio di volte, prende campo alla distanza facendosi anche apprezzare in un paio di sortite offensive.

Milinkovic 7,5 – Con la fascia al braccio e quella maglia addosso è di una bellezza disarmante. Ci prova in tutti i modi ad andare in gol ma non è fortunato, se fosse riuscito a timbrare dopo uno slalom gigante in mezzo alla difesa dell’Hellas sarebbe venuto giù lo stadio.

Cataldi 7 – Minuti iniziali di sofferenza con l’Hellas Verona che spinge sull’acceleratore, poi prende per mano la squadra. Detta i ritmi, recupera palloni ed ogni angolo è un pericolo.

Dal 73′ Lucas Leiva 6 – Chiude la sua avventura in biancoceleste con un lungo applauso al suo ingresso in campo. Proprio come nella sua prima partita ufficiale, saluta con un immancabile cartellino giallo alla sua maniera.

Basic 6 – Buona prestazione del croato che sembra aver ritrovato lo smalto della prima parte di stagione. Una iniezione di fiducia in vista del prossimo campionato dove deve crescere.

Dal 79′ Akpa Akpro SV

Felipe Anderson 8 – Chiude una stagione positiva in modo superlativo. Mette in porta Cabral due volte, trova la rete del pareggio e propizia  il ribaltone di Pedro. E’ croce e delizia il brasiliano, in serate come questa però fa godere chi lo guarda.

Cabral 7 – Dimostra le sue qualità Ci va vicino in apertura di gara per poi riuscire a trovare la prima rete in biancoceleste che riapre la partita. Una gioia meritata per un ragazzo sempre disponibile.

Dal 73′ Romero 6 – E’ sfrontato e ha personalità il ragazzo, ad ogni tocco di palla segue un applauso.

Zaccagni 7 – Gioca col dente avvelenato contro i suoi ex compagni, salta ripetutamente l’avversario di turno costringendolo al fallo sistematico e infatti fa ammonire tre uomini di Tudor. Un fastidio muscolare ad inizio ripresa fa chiudere la sua stagione.

Dal 48′ Pedro 7,5 – Esistono i giocatori, poi esiste una ristretta elitè di cui fanno parte i campioni. Lo spagnolo carica l’ambiente e segna da rapinatore il gol del momentaneo 3-2.

All. Sarri 6,5 – Era sufficiente un punto per chiudere la stagione al quinto posto e arriva con una gara emozionante. Buona la prima per questa annata, ora sotto  con il futuro.

 

Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio. DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS

 


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Continue Reading

I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW