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[ESCLUSIVA] Eva Henger: “I miei preferiti sono Mauri e Rocchi. E poi sulla Tommasi…”

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Eva Henger

Famosa, sexy attrice e showgirl, Eva Henger, non ha mai nascosto la sua fede biancoceleste. Legata sentimentalmente dal 2005 con il produttore cinematografico Massimiliano Caroletti, anche lui grandissimo tifoso laziale, è stata contatta in esclusiva dalla redazione di LazioPress.it.

Ecco la sua intervista:

 

Lei è una laziale acquisita grazie alla fede biancoceleste di suo marito. Quale è il suo giocatore preferito della Lazio?

Laziale acquisita per forza, ma simpatizzante del Torino da sempre perché il grande Torino aveva un DT ungherese. Ormai laziale per ovvie ragioni. Il giocatore preferito nella Lazio è sicuramente Stefano Mauri per amicizia e bravura, e un grande ex come Tommaso Rocchi.

 

Dove avete visto e come avete festeggiato il 26 maggio?

Abbiamo festeggiato a casa. Mio marito sembrava indemoniato (ride) ! E’ stata un serata fantastica e grazie a Dio risolta a favore della Lazio, altrimenti in casa mia sarebbe stato lutto cittadino.

 

Le capita, vivendo a Roma, di partecipare agli sfottò con i cugini romanisti?

A me personalmente non mi hanno mai colpito, ma vedo mio marito con i suoi amici e riesco a stento a credere come un essere umano possa essere così coinvolto in una squadra di calcio. Devo dire che è comunque divertentissimo.

 

Come avete vissuto la sconfitta di sabato con la Juventus?

Onestamente serenamente perché anche mio marito ha accettato la sconfitta, visto che la Juventus si è dimostrata più squadra e assolutamente più forte. Non si può sempre vincere.

 

Le piace la Lazio di oggi?

Ripeto sempre per ciò che ascolto da mio marito: squadra più forte degli ultimi anni e lui dice che Djordjevic farà grandi cose.

 

Negli ultimi giorni Sara Tommasi è balzata alle cronache dei social per le sue espressioni colorite contro i laziali e napoletani. Nel nostro caso ha offeso tutto il popolo laziale (“i laziali sono cretini nel DNA”). Si è sentita offesa anche Lei? Come si sente di risponderle?

Preferisco da Signora non rispondere a simili affermazioni, dettate secondo me solo dalla continua ricerca del far parlare ad ogni costo di sè.
 


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ESCLUSIVA | Manfredonia: “Sarri sta facendo un ottimo lavoro con una rosa non di primissimo piano. Derby? Giocarlo un grande sogno per un ragazzo di Roma”

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Una partita che non ha bisogno di presentazioni, una gara che “ferma” l’intera città di Roma. Questo è Lazio-Roma, il Derby della Capitale. Alle 18:00 è in programma, allo Stadio Olimpico di Roma, il fischio d’inizio, tra due squadre reduci da differenti stati d’animo dopo i risultati dello scorso giovedì in Europa. In vista della stracittadina, valida per la 27° giornata di Serie A ed importante in chiave corsa ad un posto in Champions League, la redazione di LazioPress.it ha intervista, in esclusiva, un doppio ex che ha vestito entrambe le maglie nella sua carriera: Lionello Manfredonia. Cresciuto nelle giovanili biancocelesti, trascorre ben otto stagioni con la maglia della Prima Squadra. Prima di approdare poi in giallorosso per tre anni, Manfredonia indossa per due stagioni la maglia della Juventus, conquistando anche lo Scudetto nella stagione ‘85/’86.

 

La Lazio alterna grandi vittorie e prestazioni, come quella di Napoli, o contro Milan ed Atalanta, a partite sottotono dove lascia per strada punti preziosi. Qual è il suo pensiero sul lavoro svolto da Sarri fin qui?

“Sarri sicuramente sta facendo un ottimo lavoro pur avendo una rosa non di primissimo piano. Romagnoli sembra un giocatore pienamente recuperato dopo le opache stagioni al Milan, Patric un giocatore che sta migliorando di partita in partita”.

Anche la Roma, nei risultati, ha degli alti e bassi. In termini di gioco invece, quali differenze ci sono tra la squadra di Mourinho e quella di Sarri? Chi tra questi due grandi allenatori vede avanti nel proprio percorso?

“Anche la Roma ha una rosa ristretta, ma quando ci sono tutti può fare grandi partite, come contro il Salisburgo in Europa o la Juventus in campionato”.

Da doppio ex di Lazio e Roma, com’è vivere l’attesa, la settimana del Derby della Capitale da calciatore? Che sensazioni, emozioni ha provato?

“Per un calciatore che nasce nel vivaio di Lazio o Roma l’impatto emotivo alla stracittadina è diverso da chi viene da fuori. Se le cose vanno male, il tifoso lascia perdere gli “stranieri” e critica i giocatori locali. Per me è stato più semplice disputare il derby di Torino, molto meno coinvolgente. Ma comunque rimane un grande sogno per un ragazzo di Roma poterlo disputare”.

Tra Lazio e Roma ci sono solo due punti di differenza e, insieme ad Inter, Milan ed Atalanta, sono in piena lotta per un posto nella prossima Champions League. Tre posti per cinque squadre, quante possibilità hanno i biancocelesti di qualificarsi? Che lotta vede per queste 12 giornate che rimangono?

“È un campionato strano, svoltosi in due fasi, prima e dopo il Mondiale. Anche le piccole squadre tolgono punti alle grandi, solo il Napoli è al di sopra di tutti. Parecchi infortuni poi hanno condizionato le squadre, vedi Immobile nella Lazio o Dybala nella Roma. Entrambe possono rientrare nelle prime quattro”.

 


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