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FOCUS – De Vrij, la Lazio ha trovato il suo leader

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Trenta luglio 2014, la piazza laziale è delusa. La Roma ha infatti letteralmente scippato il centrale Davide Astori, quel centrale mancino tanto sognato dalle parti di Formello. I tifosi biancocelesti chiedono un confronto con Tare ad Auronzo. Il ds albanese promette che a fine mercato, in caso di mercato deludente, presenterà le sue dimissioni. Così in quel momento, Lotito e il suo braccio destro capirono che bisognava fare qualcosa per far riavvicinare il pubblico alla Lazio e per dare alla difesa un erede di Biava e Dias. In quei giorni gli obiettivi erano Astori e De Vrij: il primo sembrava alla portata, il secondo no. Ma perso l’ex Cagliari, il presidente biancoceleste non aveva altra scelta, così si tuffò sul centrale del Feyenoord.

MONDIALE DA TOP PLAYER. Prendere il 22enne sembrava improbabile, quasi utopico. De Vrij veniva infatti da un grande Mondiale con la sua Olanda, terminato al terzo posto, che gli era valsa la palma di “miglior difensore del torneo”. Quindi su di lui si era scatenata un’asta, che vedeva in testa il Manchester United di Van Gaal, suo ct in Brasile. La beffa per il sorpasso della Roma, però, non permetteva altri passi falsi, dunque Lotito decise di accelerare i tempi per portare a Roma il suo difensore. L’accordo fra le società fu raggiunto proprio quel 30 luglio, sulla base di 8,5 milioni di euro. I tifosi laziali si scatenarono, andarono a Fiumicino in 5 mila per accogliere il loro nuovo ministro della difesa che riuscì a sconfiggere anche il temporale, slittò di qualche ora il suo volo, pur di abbracciare i suoi nuovi tifosi.

LEADER DELLA DIFESA. L’inizio non è stato facile. Le pressioni, la prima volta fuori dall’Olanda, le poche vacanze a causa del Mondiale e, soprattutto, la lingua. Stefan capiva poco i suoi compagni, visto il suo italiano scadente. “Chiedo ai miei compagni di parlare in inglese”, disse a settembre. Il suo ambientamento sembrava quindi ancora lungo, visto anche il suo debutto difficile a San Siro contro il Milan (dove procurò anche un rigore, ndr). Ma i grandi giocatori si vedono da questi momenti. Il numero 2 da quel momento si è rimboccato le maniche e in poco tempo ha cominciato a regalare sicurezza a Marchetti e compagni. Nemmeno lo sfortunato ko di Gentiletti, suo partner ideale, lo ha frenato. Ciani, Cana e Novaretti, si sono alternati tutti ma la prova di De Vrij è stata sempre la stessa: ai limiti della perfezione. Anche sabato sera, nel tracollo contro la Juventus, l’olandese è stato l’unico a salvare la faccia. La Lazio ha finalmente trovato il protettore delle sue ambizioni europee.

 

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Il Messaggero | Mertens-Lazio, Sarri lo chiama: ma Lotito deve alzare l’offerta a un biennale da 2 milioni

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Fascia a Immobile, poi viene il resto della squadra. Questo il pensiero di Sarri per la sua Lazio, un po’ come accadeva al Chelsea con Giroud e Pedro. Ora il suo top player è Ciro, che prosegue il percorso di riabilitazione dalla microfrattura al malleolo della gamba destra. Infortunatosi contro la Sampdoria, il bomber è stato costretto a saltare Juventus e Verona. Non ci sarà nemmeno per la sfida tra Italia e Argentina a Wembley, ma di lì a poco tornerà a pieno regime. Le terapie svolte a Formello mentre il resto della squadra era già in vacanza gli permetteranno di ristabilirsi in un mese. Da metà giugno in poi inizierà il countdown per la ricerca di altri record. Quest’anno è diventato il più grande marcatore della storia della Lazio sia in Serie A che in tutte le competizioni, superando un mito come Piola. Il conto recita 182, lo stesso accumulato in carriera nel massimo campionato nostrano del quale è il principale bomber in attività. Corre e segna Immobile, anche quest’anno capocannoniere grazie ai 27 centri segnati in 31 partite: “Sono davvero felice per questo premio. Bello arrivare davanti a calciatori come Lautaro e Vlahovic”. Non è una novità per il numero 17, visto che è la quarta volta che ci riesce. Un traguardo, quest’ultimo, mai raggiunto da nessun attaccante italiano, ma l’ex Scarpa d’Oro vola basso: “Senza il mister, lo staff e ovviamente i miei compagni di squadra non ci sarei riuscito”, senza dimenticare le proprie radici: “Lo dedico a mia moglie, ai miei figli e alla mia famiglia”.

CERCASI VICE

Nordahl a cinque titoli è già nel mirino. Per arrivarci il miglior attaccante della Serie A 21-22 dovrà avere un degno vice, quasi un’impresa per Sarri: “Trovare un giocatore di alto livello che possa accettare la situazione che c’è qui come centravanti è difficilissimo”. Eppure non c’è scampo. Se in questa stagione Immobile ha giocato meno di sempre da quanto è sbarcato nella Capitale (40 presenze) lo si deve all’assenza di una valida alternativa, circostanza che lo ha costretto a spingersi spesso oltre i propri limiti. Con Muriqi di ritorno e bocciato a più riprese, Sarri sogna (e chiama) Mertens. L’offerta del Napoli è di un anno con opzione per un altro a 1,5 milioni di euro più bonus. Per accaparrarsi il Ciro belga la Lazio dovrà mettere sul piatto un biennale ad almeno 2 milioni e assicuragli un ruolo da comprimario. Per questo non va sottovalutata l’opzione Caputo. Sempre classe ’87, avallato dallo stesso Immobile, ma la Sampdoria vuole alzare il prezzo a 3 milioni. Come giovane il Comandante punterebbe volentieri su Pinamonti di rientro all’Inter dall’Empoli. L’unica controindicazione sarebbe la pretesa dei nerazzurri: circa 20 milioni di euro. Un pericoloso dejà vu da evitare per una riserva. Nessun segnale al momento per Esposito, sempre dell’Inter, e Burkardt del Mainz.

L’EVENTO

Stasera alle 20:45 allo stadio Olimpico andrà in scena il quadrangolare amichevole Insieme per la Pace tra Lazio Women, Empoli femminile, Nazionale Italiana Suore e Nazionale Attori 1971. Iniziativa di beneficenza voluta espressamente dal club e il cui ricavato sarà destinato alla ricostruzione di un reparto di pediatria oncologica in Ucraina e alla onlus So.Spe di suor Paola. A sorpresa in tribuna Tevere ci sarà anche Beppe Signori per firmare copie del suo libro Fuorigioco.

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