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Gonzalez amaro: “Volevamo vincere”

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Finora in questa stagione El Tata aveva calcato il campo solo per 30′ scarsi sempre al Bentegodi contro il Verona nel pareggio per 1-1. Oggi finalmente è tornato titolare e ai microfoni di Lazio Style Channel ha analizzato così la gara contro il Chievo: “Oggi è stata difficile, sapevamo che loro facessero questo tipo di partita. Tanti cross, ma la nostra testa non c’era mai. Sono stati bravi a chiudersi, a mettersi dietro e più del pareggio non è arrivato. Albano Bizzarri? E’ un grande amico e un grande portiere. Lu ha fatto sempre bene. Oggi per due volte è stato strepitoso. E’ anche merito suo se il Chievo ha pareggiato questa sera. Io cerco sempre di dare il meglio, in qualsiasi posizione. Fino ad ora non ho giocato moltissimo, ma oggi sono soddisfatto. Dispiace perché volevo vincere”. Cosa serve per ripartire? “Serve la grinta, la voglia, l’atteggiamento giusto. Quando non si trovano gli spazi diventa difficile. Abbiamo realizzato tanti cross ma poche volte sono finiti sulla nostra testa. Il terreno di gioco? Non buono, ma non è una scusa. Anche per loro era nella stessa condizione”. Gonzalez è poi intervenuto anche ai microfoni di Sky, commentando: ”  “Siamo dispiaciuti per questo pareggio. Abbiamo trovato una squadra chiusa che ci ha concesso poco, quando abbiamo avuto le occasioni ci ha pensato Bizzarri”. La Lazio nelle ultime tre partite è riuscita ad ottenere un solo punto, andando in rete una sola volta con Djordjevic contro l’Empoli, ma l’uruguaiano non crede che i biancocelesti siano in crisi: “Oggi l’atteggiamento è stato giusto, volevamo i tre punti e abbiamo dato il massimo. Ci è mancata un po’ di lucidità nei cross, non abbiamo fatto la differenza e va dato merito anche a loro”.

In conclusione Gonzalez lancia un messaggio a Pioli: ““Per un giocatore di sostanza non è facile stare tanto fuori. Io ho bisogno di continuità e non la sto trovando. Avevo giocato solo trenta minuti un mese fa, ma ho dato il massimo. Volevamo i tre punti, ma dobbiamo lavorare di più”

 

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Il Tempo | Lazio, Lotito-Sarri: firma vicina

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Aveva fame dopo la partita contro il Verona Maurizio Sarri. Voleva solo tornare a casa e mangiare. Per il futuro c’è tempo. Neanche troppo. Chissà se a pancia piena deciderà di sottoscrivere l’accordo che Lotito gli ha già presentato. Un rinnovo fino al 2025 che darebbe un segnale di continuità dopo un anno considerato di costruzione. Chiudere al quinto posto era l’obiettivo del tecnico, non proprio quello della società. Il presidente si aspettava qualcosa di più, non per questo non ha apprezzato il lavoro di Sarri durante tutta la stagione ed è pronto a continuare con lui. In settimana ci sarà un nuovo incontro per delineare gli ultimi dettagli. «Posso prendere qualsiasi tipo di decisione. – ha confidato dopo la gara con l’HellasLe politiche societarie le fa la società.  Siamo una delle poche non in mano ai fondi ma in mano a una famiglia. Questa è una cosa che mi fa impazzire. Si può fare un bel lavoro perché l’ambiente è bello e il gruppo si è compattato in maniera straordinaria specialmente negli ultimi mesi». Le basi sono state gettate, quindi. Cosa manca per la firma? «Se siamo contenti tutti e due andiamo avanti e facciamo contratti», parola di Maurizio. E la dirigenza sta facendo di tutto per accontentare il suo allenatore. Le premesse del calciomercato sono buone. Sono già circolati molti nomi, quasi tutti funzionali al progetto. Sarri ha chiesto un vice Immobile, Caputo è decisamente in pole, è un nome fatto dall’allenatore, il sogno rimane sempre quello di poter arrivare a Mertens. L’attaccante belga, che ha trascorso nove stagioni al Napoli, è in scadenza di contratto. C’è stato un contatto con il suo ex mister. Se dovesse lasciare Castel Volturno, tra le ipotesi c’è anche quella di venire a Roma. A parte Mertens e Caputo non si può escludere un attaccante giovane, magari che sappia anche giocare sull’esterno. A proposito di calciatori che si svincolano. Entro la fine del mese si cercherà di definire gli acquisti di Romagnoli e Vecino. Il primo ha chiesto un po’ di tempo per riflettere, ormai la distanza tra domanda e offerta è minima. Anche se Lotito preferirebbe prima liberarsi dell’ingaggio di Acerbi. Fronte Vecino si sta trattando solo sulla cifra e la durata del contratto: l’uruguaiano classe 1991 vorrebbe 2 milioni per quattro anni. Per la porta il nome più allettante è quello di Carnesecchi, anche se già l’Atalanta non lo regalerà. Lo spagnolo Patric ha rinnivato fino al 2027: bisogna solo ratificare e mettere nero su bianco: intesa da 1,3 milioni più bonus. Il Tempo/Daniele Rocca

 

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