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FOCUS – Tardini prima volta per Keita e Felipe Anderson

jacoposimonelli@yahoo.it'

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La vita di un calciatore è fatta di momenti. A volte ne basta uno per far diventare grande un giocatore. Come nella vita, un solo episodio può cambiare la storia e la vita di una persona.

Prendiamo il caso di Candreva: arrivato al posto del tanto sognato Honda a gennaio 2012 con la nomina di romanista. L’esterno era lontano anni luce da quello ammirato a Livorno, che gli era valso la chiamate della Juventus e della Nazionale. Ogni volta che scendeva in campo veniva fischiato dai tifosi biancocelesti, poi ecco la svolta. 7 aprile 2012, gara Lazio-Napoli e primo gol realizzato con l’aquila sul petto dall’ex Cesena, che in poco tempo si è preso la Lazio e ripreso l’Italia. Sicuri che sarebbe andata allo stesso modo se quel giorno l’ex partenopeo De Sanctis avesse parato il suo tiro?

Arriviamo a Keita: 10 novembre 2013, gara Parma-Lazio. I biancocelesti di Petkovic, ancora ubriachi per la vittoria del 26 maggio, sono la brutta copia della squadra ammirata l’anno prima e navigano in pericolose acque. Da poco tempo ha esordito un giovane esterno classe ’95, Keita Balde Diao. Nelle precedenti partite ha sempre sfornato grandi giocate, tutti sanno che il suo momento arriverà prima o poi. E arriva quel giorno, al Tardini: Candreva parte sulla destra, ma viene fermato. La palla, però, arriva all’ex Barcellona che mantiene la lucidità per saltare Gobbi e Mirante, prima di depositare dolcemente la palla in rete. Adesso, in questo campionato il numero 14, dopo un inizio difficile, sembra essersi ripreso. La Lazio ha bisogno di lui.

Ecco, finalmente, il momento di Felipe Anderson: 7 dicembre 2014, in pratica ieri, ancora Parma-Lazio al Tardini, lo stadio che fa sbocciare i talenti.. Gobbi, sempre lui, perde una brutta palla da ultimo uomo, così Djordjevic ne approfitta e parte verso la porta difesa da Iacobucci. Ma il serbo è defilato, non può calciare da quella posizione. In mezzo c’è però un giovane brasiliano, cresciuto alla scuola del Santos, quando, con la numero 10, giocava insieme ad un certo Neymar. Impossibile quindi, per l’ex Nantes, non servirlo con una palla al bacio che Felipe, con un morbido tocco, capitalizza al meglio. La speranza ora è che tra qualche anno, sempre più stupiti dal talento del numero 7 si possa affermare: cosa sarebbe successo se quel giorno Gobbi non avesse perso quel pallone?



 


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CdS| Chiarimento tra Sarri e società: il tecnico non rischia il posto

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Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport l’allenatore della Lazio Maurizio Sarri avrebbe avuto un confronto con il ds Fabiani già iniziato dopo la risposta data in conferenza stampa sul mercato. La società, infatti, vorrebbe che il mister biancoceleste non incappasse in trappole mediatiche. Alla conclusione di tutto è, poi, stato ribadito come ci sia piena fiducia in Sarri e come il tecnico non è a rischio esonero.

 


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