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Lotito-Petkovic: il “doppio” contratto e i tecnici senza accordo collettivo

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Che bello, almeno sotto Natale uno vorrebbe parlare di calciomercato, di Lazio vicina a Hector Moreno – magari ci casca – e invece, gira e rigira, con Olympia in fondo la cuore si finisce sempre in un’aula di tribunale. Il 10 dicembre scorso infatti il giudice Mimmo, della sezione Lavoro del Tribunale Civile di Roma, ha rinviato a fine febbraio la decisione circa la competenza territoriale del ricorso presentato da Vladimir Petkovic – e dai suoi ex collaboratori, il preparatore atletico Rongoni ed il vice Manicone – avverso il licenziamento per giusta causa promossa dalla Lazio lo scorso 4 gennaio; la decisone verrà presa dalla dottoressa Cerroni che ritornerà titolare del procedimento. Spulciando le carte emerge intanto che Lotito avrebbe proposto una conciliazione, offrendo il pagamento di tre dei sei mesi di stipendio reclamati dal tecnico svizzero (gennaio-giugno 2014, ndr), prima palla rispedita al mittente. Petkovic il 23 dicembre 2013, dopo aver firmato con la Svizzera, chiama Lotito per avvisarlo dell’avvenuta sigla. La scelta rientra nei suoi diritti perchè il regolamento consente agli allenatori di firmare per una nuovo club, o nazionale, lungo tutto l’ultimo anno di contratto, mentre per i calcatori questa facoltà vale solo dal 1 febbraio al 30 giugno dell’ultimo anno contrattuale; d’altro canto Lotito non contesta la firma, ma il fatto che Petkovic alla domanda “sei in trattativa con la Svizzera?”, avrebbe sempre risposto “no”. Tornando alla competenza, nell’ultima udienza i legali dell’ex allenatore dello Young Boys hanno mostrato il contratto con scritto “siglato in Roma”, la controparte ha replicato invece che nella copia depositata in Lega Calcio ci sarebbe scritto “firmato in Formello”, ma essendo ancora il documento in via Rosellini il giudice Mimmo ne avrebbe disposto l’acquisizione. Lotito, presente a Viale Giulio Cesare, per rafforzare la tesi avrebbe ricordato come tutti gli incontri di natura lavorativa si terrebbero a Formello, fatto smentito in tempo reale dai legali di Petkovic che hanno mostrato la convocazione per il loro assistito del 2 gennaio scorso, su carta intesta e recante l’indicazione “Villa San Sebastiano”. Detto delle due copie dei contratti singolarmente “conformi”, ai più distratti era sfuggito il motivo per il quale Lotito non si fosse rivolto alla giustizia sportiva ma direttamente a quella ordinaria, con un po’ di fatica ci siamo arrivati. Da cira due anni l’accordo collettivo per gli allenatori della serie A non viene rinnovato, di conseguenza non esistono i collegi arbitrali a dirimere le vertenze economiche concernenti diritti disponibili che sfociano direttamente nei rami dell’ordinamento statutario. Così Lotito, come aveva già fatto con Galderisi nel settembre 2012 (vertenza persa con Lodo arbitrale pronunciato a luglio 2013 che ha dato ragione a Nanù, ndr) ha licenziato per giusta causa Petkovic, i cui legali non hanno potuto far altro che rivolgersi al tribunale del Lavoro.

In conclusione, la domanda sorge spontanea: da chi dipende il fatto che la Lega di A non rinnovi l’accordo per i tecnici?

(fonte:Gianluca La Penna Lazio Family)

 


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Massimo Maestrelli e la Curva intitolata a papà Tommaso: “Chiamale se vuoi… Emozioni” | FOTO

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Oltre al successo della Lazio contro lo Spezia per 4-0, la giornata di ieri è entrata di diritto nella storia biancoceleste. Prima del match contro i liguri, è stata intitolata ufficialmente la Curva Sud a Tommaso Maestrelli, allenatore della Lazio vincitrice del primo Scudetto. Al taglio del nastro, oltre al Presidente della Lazio Claudio Lotito, era presente anche il figlio di Tommaso, Massimo Maestrelli, che ha ricevuto un targa commemorativa.

Questa mattina, lo stesso Massimo, ha ricordato la giornata di ieri attraverso Instagram. L’immagine pubblicata è accompagnata dal messaggio in ricordo di papà Tommaso: “E chiamale se vuoi… Emozioni, Babbo”.

 

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