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FOCUS – La Lazio e la ripresa del campionato negli ultimi 14 anni: un rapporto fatto di amore e odio

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Quando si ricomincia, qualunque cosa sia, è sempre difficile. Non fa eccezione, ovviamente, il calcio. Gennaio, oltre che per il mercato, è anche il mese della ripresa del campionato,il mese che porta la lotta a tutti gli obiettivi nel vivo.

La ripresa del campionato e la Lazio hanno un rapporto di amore-odio: prima si piacciono, poi si lasciano. Ma non possono evitarsi, ovviamente.

Prendendo in considerazione gli ultimi 14 precedenti, dunque dalla stagione scudettata del 1999/2000, si evince immediatamente una sensazione di equilibrio: 6 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte.

Ma andiamo ad analizzarle nel dettaglio:

1999/2000, Venezia-Lazio 2-0: La truppa di Eriksson si presenta al gelo del Penzo da prima della classe e quindi da favorita. Il piccolo Venezia di Spalletti non sembra preoccupare, così Salas e compagni scendono in campo senza cattiveria. I padroni di casa ne approfittano e prima con Ganz e poi con Maniero rifilano un pesante ko ai biancocelesti. Quella sconfitta, però, darà il via al dolce epilogo del 14 maggio 2000: Lazio campione d’Italia!;

2000/2001, Lazio-Napoli 1-2: La fine dei campioni d’Italia, la fine del ciclo di Eriksson. La Lazio finisce il 2000 con il fiatone e il 2001 non porta miglioramenti. La squadra è stanca, spenta e cede il terreno anche al Napoli di Mondonico. I partenopei passano per 2-1, grazie alla rete di Amoruso e il clamoroso autogol di Pancaro, che rendono vano il rigore segnato da Mihajilovic nel finale. La foto di una stagione da incubo, chiusa al terzo posto con lo scudetto alla Roma;

2001/2002, Inter-Lazio 0-0: E’ la scellerata stagione di Zaccheroni, che subentra a Zoff. La Lazio non tiene il passo delle grandi e arranca verso la mediocrità. Come mediocre è il pareggio ottenuto a San Siro tra due squadre in crisi. A fine stagione i capitolini chiuderanno con un anonimo 6° posto;

2002/2003, Brescia-Lazio 0-0: E’ la prima stagione da allenatore di Mancini, la rinascita laziale. La squadra diverte i tifosi, gioca un calcio divertente. E i risultati arrivano. La Lazio va in vacanza in lotta per lo scudetto ma alla ripresa stecca, pareggiando 0-0 contro il Brescia. Zero occasioni e Mancini ferma a 7 la serie di vittorie consecutive in trasferta. Nella gara di ritorno contro i lombardi, però, Corradi e compagni conquisteranno il 4° posto e quindi la Champions League;

2003/2004, Reggina-Lazio 2-1: Ancora mal di ripresa. La Lazio di Mancini chiude il 2003 con alti e bassi, dovuti anche alla Champions. Nonostante questo, però, continua a rimanere nelle zone nobili della classifica e la sfida al Granillo di Reggio Calabria del 6 gennaio fa pensare a un altro risultato positivo. Complice forse anche Collina, che espelle un po’troppo fiscalmente Muzzi e Oddo. L’illusorio vantaggio di Liverani  non basta, Di Michele e Cozza rendono piena di carbone la befana laziale. Ma a fine stagione sarà festa, con il 6° posto e la Coppa Italia conquistata contro la Juventus;

2004/2005, Lazio-Roma 3-1: L’epifania più bella della storia biancoceleste. Prima stagione dell’era Lotito, la truppa di Papadopulo affronta la Roma nel derby. La Lazio è sfavorita ma ha Di Canio. Il numero 9 è carico e conduce la squadra alla vittoria: netto 3-1, grazie alla sua rete e a quelle di Cesar e Rocchi. Inutile il provvisorio 1-1 di Cassano, dopo 10 stracittadine senza successi, il derby è laziale. Quella sarà una delle poche gioie di una stagione difficile, chiusa comunque con la qualificazione all’Intertoto;

2005/2006, Lazio-Ascoli 4-1: E’ l’anno di Calciopoli. Prima annata di Delio Rossi, la Lazio gioca bene. L’8 gennaio all’Olimpico arriva l’Ascoli e la lezione è servita: Di Canio, Mudingayi, Pandev e Tare rimontano l’iniziale vantaggio di Guana. A fine campionato Rocchi e compagni arriveranno sesti, ma verranno penalizzati di 30 punti per illecito sportivo, retrocedendo al 16° posto;

2006/2007, Lazio-Siena 1-1: L’ultima qualificazione in Champions. La Lazio inizia la stagione con il fardello del -11, poi diventati -3, e dopo una partenza difficile comincia ad ingranare, infilando 8 vittorie consecutive. La ripresa avviene il 14 gennaio, all’Olimpico arriva un Siena in difficoltà, ma non sarà facile. Rocchi al 61′ porta avanti i suoi, ma all’87’ Cozza, secondo gol contro la Lazio alla ripresa del campionato, gela i padroni di casa. Piccola nota stonata di una stagione ricca di fantastici acuti;

2007/2008, Lazio-Genoa 1-2: Stagione da incubo. La Lazio soffre la Champions e anche in campionato si vede. I primi 6 mesi sono da zona retrocessione e alla ripresa arriva il Genoa. Mauri porta avanti i suoi, ma la doppietta di Borriello ribalta tutto e la Lazio si arrende. Fortunatamente da quella sconfitta la squadra si rialzerà, conquistando salvezza, derby e semifinale di Coppa Italia, persa contro l’Inter;

2008/2009, Reggina-Lazio 2-3: Pandev inizia il 2009 con il botto. La Lazio inizia il campionato alla grande, sotto la stella di Zarate. Tra novembre e marzo, però, l’argentino subisce una flessione così tocca al macedone rimpiazzarlo. Al Granillo c’è una Reggina in forma, che dopo 4′ passa con Corradi su rigore (dubbio). Pandev rifiuta l’idea della sconfitta e con una magica tripletta regala il successo ai suoi, disintegrando gli uomini di Pillon (nonostante la solita rete di Cozza, la terza contro la Lazio alla ripresa del campionato). La squadra si esprimerà a fasi altalenanti, ma a fine stagione arriverà la Coppa Italia contro la Sampdoria;

2009/2010, Lazio-Livorno 4-1: La prima -e unica- stagione di Ballardini. 6 mesi da incubo, senza gioco e carattere. Questa sarà l’ultima vittoria di Ballardini in campionato, prima del provvidenziale avvento di Reja. Quell’11 gennaio è anche la prima di Floccari, che lascerà subito il segno: due gol, insieme a quelli di Kolarov e Rocchi, e Livorno annichilito. A fine stagione la squadra con Reja ritroverà la retta via, raggiungendo la salvezza;

2010/2011, Genoa-Lazio 0-0: L’inizio di stagione del Reja 1.0 è da applausi: solidità e vittorie. E l’incubo Ballardini è dimenticato. La squadra è in piena corsa Champions, ma soffre il mal di gol, non a caso perderanno il 4° posto per la differenza reti. A Marassi i biancocelesti dominano un tempo, colpendo un palo con Hernanes e sprecando una clamorosa occasione con Floccari. Nella ripresa, però, esce il Genoa, ma Muslera tiene: pareggio a reti bianche e 5° posto a fine torneo, dietro l’Udinese;

2011/2012, Siena-Lazio 4-0: Ripresa da incubo. La truppa di Reja crolla a Siena con un 4-0 senza attenuanti. Le doppiette di Destro e Calaiò condannano Klose e compagni a un’umiliante sconfitta. La squadra però è stata costruita bene e a fine stagione sfiorerà ancora la Champions, perdendola per 2 punti ancora a vantaggio dell’Udinese;

2012/2013, Lazio-Cagliari 2-1: Il 2013, l’anno più bello, quello del 26 maggio. Gli uomini di Petkovic stupiscono e arrivano a gennaio con appena 3 punti in meno della Juventus capolista. Alla ripresa c’è il Cagliari, una gara da non fallire. La gara sembra mettersi male quando al 62′ Sau porta avanti i sardi ma questa è la stagione della Lazio: prima Konko e poi Candreva dal dischetto ribaltano tutto, il pubblico sogna. Tuttavia sarà un’illusione, visto che nei successivi mesi la squadra andrà in crisi, rivincendo solo il 30 marzo contro il Catania. In Coppa Italia, però, le cose andranno meglio e si chiuderanno nel modo più bello possibile: con la vittoria in finale nel derby contro la Roma, grazie a Lulic;

2013/2014, Bologna-Lazio 0-0: Stessa situazione del 2010: La Lazio ha cambiato timoniere. Lo spettacolo di Petkovic è finito, ad agosto ha perso la Supercoppa contro la Juventus e i primi 6 mesi sono stati da incubo. Via al Reja 2.0 e via ai risultati positivi. I capitolini riprendono la marcia e il 6 gennaio battono l’Inter all’Olimpico grazie alla zampata di Klose nel finale. Quella sarà la svolta della stagione laziale, che finirà a pochi punti dall’Europa League e che darà il benvenuto a Pioli. Il resto è storia recente…



 


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Meloni, la sorella Arianna: “Io e Giorgia non siamo della Lazio, ma in famiglia…”

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Intervenuta ai microfoni de Il Messaggero, la sorella di Giorgia Meloni Arianna, ha parlato della vita privata della neo premier svelando un aneddoto riguardante la fede della famiglia.

Queste le sue parole:

“Sfatiamo subito un falso mito. Io e Giorgia non siamo laziali. Abbiamo sempre tifato Roma. A casa solo mamma è biancoceleste. Ora lo sono anche le mie figlie perché mio marito, Francesco Lollobrigida, è lazialissimo”.

  


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