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Per Lei Combattiamo

Delio Rossi: “Il Derby? Quando sali gli scalini e senti il boato della tua gente, l’adrenalina sale a mille”

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato l’ex Mister di Lazio e Sampdoria Delio Rossi per parlare della partita di stasera e del Derby di domenica prossima.
Mister stasera riparte il campionato. All’Olimpico arriva la Sampdoria. Secondo lei che partita sarà?
Una partita da prendere con le molle, anche perchè la Sampdoria, squadra che conosco molto bene, quest’anno è stata costruita con logica e competenza. Se è lì in alto a metà campionato un motivo ci sarà. Per vincere servirà la Lazio migliore. Sarebbe importante ottenere i tre punti anche per arrivare alla partita contro la Roma con lo spirito giusto.
 
Che atteggiamento si aspetta dalla squadra blucerchiata?
 
Credo che si giocherà la sua partita come ha sempre fatto da inizio stagione. E’ un undici che rispecchia molto la mentalità del suo allenatore.
 
Si aspettava un’esplosione di questo tipo da parte di Felipe Anderson?
 
Sì perchè è un giocatore che ha sempre messo in mostra delle qualità importanti. Magari inizialmente ha pagato la pressione che si era creata intorno a lui. Non dimentichiamoci che è stato pagato molto per l’età che ha. Ora che ha preso più fiducia in se stesso e che ha metabolizzato il nostro calcio sta dimostrando tutto il suo valore.
 
Che giudizio dà finora alla stagione della Lazio? E secondo lei dove dovrà intervenire nel mercato di gennaio?
 
Il giudizio non può che essere positivo. Nel mercato estivo la società ha colmato le lacune che aveva al centro della difesa, acquistando due buonissimi centrali. Peccato che Gentiletti si sia infortunato, perchè mi aveva impressionato molto. E’ quel tipo di centrale che io definisco dominante. De Vrij poi è sotto gli occhi di tutti, sta avendo una crescita esponenziale. Per quanto riguarda il mercato invernale sarà difficile trovare un giocatore pronto, anche perchè non gira un euro. Magari riuscendo a fare cassa con la cessione di qualche giocatore che non trova tanto spazio, si può riuscire ad acquistare un buon difensore centrale. Il mercato vero comunque è e resta quello estivo.
 
Quali sono i suoi giocatori preferiti della Lazio di oggi?
 
Ve ne dico uno per reparto: Gentiletti in difesa, Biglia a centrocampo e Klose in attacco.
 
Oggi la Sampdoria e domenica prossima il Derby. Visto che per alcuni giocatori è la prima stracittadina in assoluto, ritiene che sarà importante il compito che potranno svolgere i vari Mauri, Radu e Ledesma? Gente che ne ha già vissuti tanti e che era alla Lazio anche quando c’era lei in panchina.
 
Sicuramente sarà importante quello che trasmetteranno questi giocatori, i più esperti, ma penso che una partita come il Derby non possa essere presa sottogamba da nessuno, neanche dagli ultimi arrivati. Avendo vissuto anche il Derby di Genova posso dire che quello di Roma è quello più sentito, si vive tutto l’anno.
 
Come va preparato secondo lei un Derby nel migliore dei modi?
 
Paradossalmente bisogna calmare i giocatori. C’è una pressione talmente grande intorno a questa partita, che si rischia di arrivarci avendo già consumato troppe energie nervose e mentali. Bisogna essere bravi a far capire ai giocatori che è una partita sulla carta come tutte le altre, anche se in cuor tuo sai benissimo che non è così.
 
Come lo viveva personalmente a livello emotivo?
 
Cercavo di rimanere tranquillo e in parte ci riuscivo. Certo, quando sali gli scalini che ti portano in campo, senti il boato della tua gente e vedi lo stadio pieno di colori, l’adrenalina sale a mille.
 

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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