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Totocalcio, fece “13” miliardario nell’81, ma il Coni ancora non ha pagato. Indovinò anche la sconfitta in casa della Lazio

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Era l’8° giornata di campionato. Domenica 1 novembre 1981 e la Lazio di Castagner cade in casa con il Catania, grazi3 alla marcatura di Cantarutti al 57′. Un po di sconforto e sofferenza per i tifosi della Lazio, ma tantissima gioia per Martino Scialpi, ambulante, che quando con 500 lire e due semplici colonne vinse poco più di un miliardo di vecchie lire al totocalcio. Allora pensò di essere diventato ricco, invece iniziò la sua rovina. Sono passati 34 anni e quest’uomo non ha ancora ricevuto un centesimo. Non solo: si è dovuto difendere dall’accusa di frode da cui è stato assolto nel 1987. E nonostante nel 2012 un giudice abbia definitivamente stabilito, dopo un’infinita querelle legale che è passata dai tribunali di Lecce, Salerno, Bari, Roma e Taranto, che Scialpi ha diritto di avere dal Coni 2.604.823,59, l’ente si rifiuta ancora di pagare. Oggi la somma che dovrebbe finire sul conto corrente di Scialpi è accantonata in una filiale Bnl di Roma (banca del Coni) in attesa che un giudice decida sull’ennesimo ricorso presentato dal Coni. L’ultima udienza del 3 dicembre è stata rinviata al 6 maggio del 2015.

LA VICENDA – Quando un martedì mattina del novembre del 1981 Scialpi, credendosi miliardario, porta la schedina vincente nella sede del Coni a Bari, si sente rispondere che la ricevuta non è mai arrivata. Per loro non c’è stata nessuna vincita. Su consiglio di un avvocato, l’uomo corre alla ricevitoria. Spera di ricevere spiegazioni dalla signora Annamaria Taiana, che allora gestiva la tabaccheria a Martina Franca. Nel frattempo fa un esposto alla procura di Taranto. Invece dei chiarimenti viene chiamato dai Carabinieri che lo informano che la titolare della tabaccheria lo ha denunciato per minacce. A distanza di poco tempo scopre pure di dover rispondere alle accuse di truffa del Coni e della Guardia di Finanza: Scialpi avrebbe falsificato la schedina. Iniziano le battaglie legali: Scialpi è un ambulante, soldi ne ha pochi, gli pignorano la casa, sua moglie non ce la fa più, lo lascia, ha difficoltà a mandare avanti i suoi tre figli. Le sue fortune se ne vanno in spese legali: oltre 400 mila euro. In compenso è dai tribunali che arrivano le buone notizie. Viene assolto dalla minacce alla tabaccaia e una sentenza del 1987 lo assolve pienamente dall’accusa di aver falsificato la schedina: una perizia dice che è autentica.

corriere.it

 
 
 
 


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CdS | Provedel è fatta: arriva stasera

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Questa sera Ivan Provedel, l’ottavo acquisto della Lazio, arriverà a Roma. Domani sosterrà le visite mediche e firmerà il contratto che lo legherà alla Lazio per 5 anni. E’ sempre stato il primo nome di Sarri, si giocherà il posto con Maximiano, con cui dividerà lo spazio viste le tre competizioni.

E’ stata una trattativa lunga e difficile, anche perché negli ultimi tempi si era inserito il Napoli, ma il portiere friulano ha sempre voluto la Lazio, la sua svolta professionale a 28 anni.

Provedel è cresciuto giocando come centravanti negli Allievi del Treviso a 15 anni, ecco perché sa usare molto bene i piedi. E’ alto più di 1.90m, ma è talmente esplosivo che vola da un palo all’altro. Il 30 aprile, giorno di Spezia-Lazio segnata dal gol di Acerbi in fuorigioco, tirò fuori una prestazione super e ora potrà finalmente giocare per i biancocelesti.

Corriere dello Sport

 
 
 
 


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