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De Vrij sul derby: “I tifosi me ne parlano da quando sono arrivato”

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Il derby è La Partita. Una sfida che nella capitale si vive tutto l’anno. La tensione in questi giorni è palpabile e lo percepiscono anche i giocatori delle rispettive compagini romane che saranno poi i protagonisti in campo. Ha parlato della stracittadina il centrale laziale Stefan De Vrij, intervistato dal portale nos.nl: “Sento parlare della partita con la Roma dal primo giorno in cui sono arrivato. I tifosi mi dicono sempre del derby dell’11 gennaio e che è molto importante per loro. Non posso ancora dire se sono più nervoso del solito. In ogni caso, è sempre bello poter giocare un match del genere”. Sulla scelta di venire a Roma, poi, commenta così: Prima del Mondiale non avevo ancora scelto dove andare. Una volta finito, avevo molte opzioni, ma la Lazio era la migliore. Sapevo che qui sarei maturato come calciatore“. La vita romana piace non poco all’ex Feyenoord, ambientatosi alla grande nella capitale. “Io e la mia ragazza ci troviamo benissimo, tutti sono molto gentili con noi. L’italiano? Piano piano sto migliorando, anche se pensavo di impararlo prima“. Un tifo caldo, quello laziale, che esterna spesso in modo morboso il proprio affetto verso i propri beniamini. “In città, quando sono in un negozio ci sono una cinquantina di persone davanti alla porta. Ma non mi dà fastidio. Ogni tanto mi capita di fare delle foto, ma forse a Rotterdam era anche peggio”. L’adattamento e l’approccio con la Serie A: Devo dire che in termini di ritmo e passo, non c’è molta differenza con l’Eredivisie. Qui in Italia il calcio è molto più tattico. L’azione va anche lentamente, poi all’improvviso si accelera. Giocare 90 minuti così è molto allenante, soprattutto per un difensore”.

 


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Basic: “Posso giocare ovunque a centrocampo, voglio essere importante per la Lazio”

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Nel giorno del suo 26eesimo compleanno, il centrocampista della Lazio Toma Basic ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio del suo andamento stagionale in biancoceleste e dei Mondiali in Qatar.

Queste le sue parole:

“Stasera farò una festa con mio fratello visto che è anche il suo compleanno e i miei amici. Il primo tra i miei compagni di squadra a farmi gli auguri è stato Kamenovic, poi a seguire Cataldi, Milinkovic e Hysaj. In generale ho sentito più o meno tutti”. 

“Adesso parlo meglio italiano. è cambiato molto dallo scorso anno. Sento che tutti mi vogliono bene. Per il futuro spero di giocare di più e di poter dare una mano alla squadra. Credo che per crescere di più mi manca solo il gol. In queste ultime partite però ho dimostrato di poter essere utile alla causa. Spero di proseguire così”.

Non sto vendendo molto il mondiale, sono concentrato molto sulla famiglia e gli amici. Ho visto la partita di Sergej ieri, ho visto anche la Croazia. Ha un girone tosto, ma se lo passa credo che tutto sia possibile. Può ripetere il percorso del 2018. Non mi ha sorpreso la sconfitta della Germania. Il Giappone ha tanti calciatori che militano in Bundesliga e giocano titolari. Finale? Spero naturalmente la Croazia e vedo bene l’Inghilterra. È forte e può fare strada nella manifestazione”. 

L’ultimo risultato negativo con la Juventus non cancella ciò che di buono abbiamo fatto finora. Possiamo continuare così anche nella seconda parte della stagione. Vogliamo arrivare il più in alto possibile in classifica. Spero di poter essere importante per la Lazio per poi ritornare in Nazionale. Per quanto riguarda le altre, se il Napoli continua così per altre cinque-sei partite sarà dura riprenderli. Dobbiamo pensare solo al Lecce il resta verrà dopo. Derby? Vincere il primo giocato in carriera è stata una grande emozione”.

Posso giocare in tutte le posizioni, anche a destra o al posto di Cataldi. Al Bordeaux ho giocato anche in un centrocampo a due. Era totalmente diverso. Mi piace suonare la chitarra e cantare, ma lo faccio da solo senza l’ausilio di un professore. L’altra passione che ho è quella per le freccette. Nella mia cameretta ho un bersaglio con cui mi esercito”. 

  


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