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Per Lei Combattiamo

Felice Pulici: “Il derby del 28 novembre 1976, che vincemmo 1-0, fu la partita più bella della mia carriera”

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato Felice Pulici, il portiere del primo Scudetto biancoceleste.

 

Felice, dato che oggi ci sono stati i suoi funerali, vorremmo iniziare l’intervista dedicando un pensiero a Uber Gradella.

Giustissimo. Ero presente per salutare Uber perchè credo sia doveroso rendere omaggio a quest’uomo che, ancor prima che per meriti sportivi, si è contraddistinto per il suo amore verso la Lazio. Ricordiamo a chi non lo sapesse che questo signore, che giocava in porta come me, di fronte alla prospettiva di lasciare la Lazio, smise addirittura di giocare perchè non voleva vestire nessun’altra maglia. Un esempio unico nella storia di questa Società.

 

Siamo a 3 giorni dal Derby. Come vedi la partita di domenica?

Mi dispiace molto per l’infortunio di Lulic, che considero uno degli elementi cardine di questa squadra. Detto questo non stravolgerei lo scacchiere tattico, ma sostituirei semplicemente Senad con un altro giocatore. Il primo che mi viene in mente è Gonzalez, ma se fossi in Pioli mi rischierei la carta Cataldi. E’ un ragazzo di grande talento, che nonostante la giovane età può diventare un giocatore importante per il futuro. Candreva lo inserirei in un secondo momento.

 

Come credi che arrivino a questa partita sotto il punto di vista mentale le due squadre?

Secondo me la Roma ha tanta paura di noi. Non mi sembra che con l’Udinese meritasse di vincere, inoltre non avranno qualche giocatore importante, su tutti Gervinho. La Lazio ci arriva bene. Contro la Sampdoria ha dimostrato di essere una vera squadra. Diciamo che sono moderatamente fiducioso.

 

Tu hai disputato tanti Derby. A quale sei più legato?

A quello del 28 novembre 1976 che vincemmo 1-0 con gol di Giordano. Fu la partita più bella della mia carriera. Parai tutto quello che potevo parare. Probabilmente, anche se avessimo giocato per due giorni di fila, i romanisti non mi avrebbero fatto gol. Fu un Derby molto particolare anche sotto il punto di vista emotivo, perchè il Mister Maestrelli stava molto male, tant’è che dopo poche ore ci lasciò. 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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