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Per Lei Combattiamo

F. Anderson: “Vogliamo la Champions”. E sul paragone con CR7…

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E’ certamente la stella più luminosa in questo momento della Lazio, l’uomo che sta incantando tutti all’ombra del Colosseo. Elargisce assist in quantità industriale, segna, regala magie e sta portando i biancocelesti sempre più su in classifica. Sogna Anderson, sognano i laziali: con il brasiliano questa Lazio non ha limiti. Proprio il brasiliano si è concesso in un’intervista a SambaFoot.com, parlando così del suo straordinario momento e dei progetti e obiettivi futuri.

Felipe, come ti spieghi il tuo grande momento in Italia?

“E’ il frutto di un lavoro lungo con l’allenatore, i miei compagni e la mia famiglia. Tutti sapevano che avrei avuto bisogno di tempo perché il calcio brasiliano e quello italiano sono diverso. Ma poco a poco, sto raccogliendo i frutti del mio lavoro e della mia perseveranza”.

Questa trasformazione è avvenuta in pochi mesi… In cosa in particolare?

“Sono riuscito ad adattarmi all’intensità e alle dinamiche di gioco qui in Italia. L’intensità in Brasile non è la stessa. Il ritmo è più alto, devi essere al top per 90 minuti per fare bene. Ho bisogno di essere al 100% per fare la differenza. E’ stato tutto nuovo per me. Ho anche dovuto imparare a lavorare senza palla”.

La Lazio sta disputando una buona stagione e la Champions League è alla portata. Quali sono i veri obiettivi del club?

“La Champions League è il nostro primo obiettivo, vogliamo il terzo posto. Era l’obiettivo fissato dall’inizio della stagione”.

Ci sono molti brasiliani nella Roma, il club rivale. Sei in contatto con loro? 

“Ci vediamo a volte. Ma per caso, in un aeroporto, in un ristorante. Non li conosco bene”.

Nell’ultima partita ti hanno paragonato a Cristiano Ronaldo…

“Sono onorato. Questo è un segno che il mio lavoro è riconosciuto.Essere paragonato al miglior giocatore del mondo è una cosa molto importante”

Hai giocato con Neymar al Santos. Come valuti il suo momento?

“È un ragazzo tranquillo, parliamo di volta in volta. E’ in Europa da meno di un anno e mezzo. Sono contento di vederlo a questo livello, se lo merita davvero”.

Per il 2015, cosa desideri? La Seleção?

“Recentemente mi sono unito all’Under 21 per un tout in Cina che abbiamo vinto. Voglio continuare ad avere questa possibilità, sarà così se continuerò a fare il mio lavoro. E’ stato un punto di svolta per me: dopo questo successo ho segnato 5 gol in 5 partite e forinito 5 assist. Il mio sogno è quello di giocare le prossime Olimpiadi in Brasile”.

Ti senti pronto per la prima convocazione nella prima squadra brasiliana?

“E’ difficile da dire. Ora sto attraversando un buon periodo in Italia, in un campionato complicato. Questo è un vantaggio per me fare la differenza in un grande club europeo imparando i compiti tattici che sono fondamentali a livello internazionale. Non mi metto pressione, la cosa più importante è aiutare i miei compagni di squadra qui nella Lazio. Il resto verrà naturalmente”.

In cosa sei migliorato in Italia?

“Sono un giocatore veloce. Prima in Brasile non usavo la velocità perchè non mi muovevo senza palla. Ora che invece è così, ho più possibilità di fare la differenza”.

Segui la Ligue 1?

“Sì, è un campionato fisico, molto difficile. Il campionato italiano è più tattico. La Ligue 1 è un bellissimo campionato con ottimi giocatori”

Il PSG è un club che ammiri?

“Sì, mi piace questo club. Ci sono un sacco di brasiliani. Marquinhos ad esempio è un grande difensore. Il PSG pratica un bel gioco, mi piace vedere le loro partite”.

C’è un club in cui sogneresti di andare a giocare?

“Tutti i giocatori risponderebbero con Barcellona, per esempio. Ma non mi piace parlare del mio futuro, mi concentro sul presente”.

A quale giocatore ti ispiri di più?

“Mi piacciono Neymar e Cristiano Ronaldo. Si tratta di due giocatori che possono giocare senza palla, la loro velocità è spettacolare”. 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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