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Una Lazio sfortunata si arrende all’incubo Higuain: Napoli terzo

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Una Lazio sfortunata ridotta ai minimi termini cede il passo in casa contro il Napoli e perde il 3° posto. I biancocelesti sono stati puniti dal gol del solito Higuain, 10° gol stagionale e 6° in 4 partite contro l’aquila. I partenopei scavalcano così gli uomini di Pioli, portandosi da soli in zona Champions.

FORMAZIONI. Grandi sorprese negli schieramenti da una parte e dall’altra. Pioli in emergenza, senza Felipe Anderson, Mauri, De Vrij e Lulic, presenta un’inedita difesa con Basta-Cana-Radu-Cavanda e rilancia Ledesma accanto a Biglia e Parolo. Nel Napoli, Benitez sosituisce lo squalificato Britos con Strinic e lascia fuori Hamsik per De Guzman.

BERISHA SBAGLIA, HIGUAIN SEGNA. La gara inizialmente è equilibrata. Entrambe le squadre tentano di fare la partita, così la differenza la fanno i singoli. 18′ Mertens lancia Higuain, el Pipita difende palla da un intervento molle di Radu, entra in area di rigore e, da posizione defilata, batte un colpevole Berisha, che prende gol su proprio palo.

Candreva e compagni non si abbattono e caricano a testa bassa, ma la fortuna non è con loro. Parolo prende la traversa e Cavanda, completamente solo, cicca clamorosamente la palla del possibile 1-1.

ENTRA KLOSE MA NON CAMBIA NULLA. Nella ripresa Pioli mette Klose per Ledesma e passa a un coraggioso 4-2-4, ma la sostanza non cambia. La Lazio fa la partita senza però creare veri pericoli a Rafael e rischia di subire il 2-0 ma Higuain fallisce il raddoppio. Successivamente entreranno anche Cataldi (al debutto in A) e Pereirinha ma la porta del Napoli rimarrà inviolata.


 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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