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Lazio da sogno, Milan travolto

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È stata una serata di profonda lazialità, con la maglia-bandiera che ha regalato brividi e ricordi di una Lazio che vive sempre nei cuori e nelle menti del popolo biancoceleste. Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, quando gli eroi di Fascetti riscrissero la storia ed entrarono per sempre nell’album delle annate più belle. Allora quei calciatori mangiavano il pane dei poveri, oggi hanno onori e riflettori accesi, ma la fede dei tifosi è quella di sempre: incrollabile, senza confini, contagiosa. E alla fine è arrivato il trionfo, cercato con pervicacia per tutto l’incontro, a onorare una maglia che esalta l’agone e ha il sapore della magia.

RISALITA
La Lazio è risalita al terzo posto, in attesa delle risposte di Napoli e Sampdoria. Nonostante il volo della capricciosa Olympia che, come domenica scorsa, invece di planare sul trespolo al centro del campo, ha preferito ancora la terra di nessuno, nella zona della Sud. Sembrava un altro cattivo presagio, suffragato subito dal mortifero assolo di Menez, favorito da un errore Basta e non fermato né da Cana, né da Marchetti. L’inaspettato vantaggio ha complicato i piani della Lazio che ha preso comunque al guinzaglio la sfida, piantando le tende nella metà del Milan, costringendolo solo a contenere gli avversari.

ALLE CORDE
I rossoneri, messi alle corde dal monologo laziale, hanno intepretato una partita di sacrificio, portando anche 9-10 elementi sotto la linea della palla. Mazzoleni ha sorvolato su due interventi molto dubbi su Radu e su Mauri, Klose ha dimostrato di essere ancora un campione, Candreva ha imperversato sulla fascia destra. Un primo tempo d’attacco, che ha visto il centravanti tedesco sempre nel cuore della gara, dispensare assist, creare problemi ai difensori. Di ben altro lignaggio rispetto a Djordjevic, sfortunato nel finale a fratturarsi il malleolo. La Lazio ha comandato il gioco, però è apparsa troppo lenta nel giro palla e questo ha favorito la tattica di un Milan operaio, che ha giocato da provinciale, senza regalare niente allo spettacolo. Un Milan che ha fatto poco gioco e tanta malinconia al cospetto di una squadra che schiumava rabbia e voglia di reagire. La stessa buona Lazio vista nel primo tempo contro il Napoli, con la stessa difficoltà nel segnare. Alla Lazio, però, sono bastati pochi minuti per cambiare il destino della gara. Klose, un fenomeno che brilla di luce propria, ha sfoderato dal suo repertorio vocalizzi d’alta scuola, come il prezioso assist per il pareggio e la prodezza sul vantaggio, grazie a un clamoroso retropassaggio suicida di Montolivo. Il tedesco ha gettato nella sfida ogni risorsa: tecnica, carattere, orgoglio trascinando i compagni e dimostrando al tecnico che è ancora un centravanti affidabile.

CONTESTAZIONE
Il Milan, contestato dai propri tifosi, ha confermato enormi limiti di palleggio, di qualità e di organizzazione, oltre che insicurezza difensiva. Inzaghi ha provato a ridisegnarlo, con gli inserimenti di Cerci e Pazzini: è apparsa più squadra ma il costrutto è rimasto scarno e, soprattutto non ha saputo creare mai un’azione pericolosa. La rete di un inesauribile Parolo ha mandato in archivio il risultato e suggellato una serata indimenticabile, destinata a entrare di diritto nella storia della Lazio. Alla fine il Milan ha perso anche la testa e la follia di Mexes è stata la fotografia del drammatico momento rossonero, al quale ha fatto da contraltare il trionfo biancoceleste. Martedì a San Siro si replica.

 

(Il Messaggero) 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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