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Bollini: “I genitori figura fondamentale per i ragazzi del settore giovanile.” E su Cataldi…

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Un incontro importante sotto il profilo del confronto e scambio di opinioni quello andato in scena ieri a Coverciano fra Antonio Conto e gli allenatori delle Primavere, Allievi dei club di Serie A e B e i responsabili tecnici delle selezioni della Lega Pro e della Lega Nazionale Dilettanti. L’ex tecnico della Juventus ha insistito molto sul  bisogno impellente di trasmettere ai giovani la cultura del lavoro. Un concetto già largamente abbracciato da Alberto Bollini che, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3, ha commentato così sulla giornata di ieri: “Incontro che ha organizzato la federazione, allenatore d’eccezione: Conte e il suo staff. Il ct azzurro ha fatto una disamina sulla cultura del lavoro nel settore giovanile, dicendo che dobbiamo ritrovare la gioia della fatica. Mi associo a lui, troppe volte si sperimentano nuove metodologie, il calcio spagnolo, il calcio tedesco, ma l’Italia ha una storia, una cultura pazzesca alle spalle. Bisogna ritrovare la voglia di faticare, di imparare. In poche parole, lavorare con gli obiettivi giusti. Si è accennato il discorso della “settimana tipo” nel settore giovanile, che non può essere uguale a quello di un grande. Il giorno prima della gara, ad esempio, è un giorno in più di lavoro che non può essere finalizzato solo ai tre punti e al risultato della gara, ma alla crescita”. Fondamentale è la figura dei genitori per l’ex tecnico della Primavera biancoceleste: C’è il rischio che arrivati al settore giovanile importante si sentano appagati, per questo la figura dei genitori e di chi segue i ragazzi è fondamentale. Lo spirito dev’essere quello di lavorare con gli obiettivi in testa, non quello di “farcela” come calciatori. Deve crearsi un ambiente in cui si può crescere, senza creare appagamento. Il tecnico non deve solo allenare, è anche un educatore. Non sono le due ore in campo che ti fanno capire se un mister è adatto al settore giovanile, bisogna saperci fare anche dal punto di vista psicologico. Ma noto che in Italia ci sono validi tecnici”. In conclusione Bollini ha parlato degli ex Primavere che oggi sono o in prima squadra o a fare esperienze altrove: “E’ fondamentale, dopo la Primavera, continuare un percorso per diventare un calciatore adulto, senza farsi abbagliare dalla categoria. Alcuni giovani vanno in serie superiori e incontrano difficoltà, altri in Lega Pro e un paio di anni li troviamo in A. Importante vedere l’ambiente in cui andrà a giocare. Non si può sbagliare lì. I nostri ragazzi stanno facendo bene, in modo particolare Crecco. Anche Filippini sta andando bene. Minala non mi stupisce, c’entrava poco con il nostro settore, doveva avere un primo ambientamento per poi immergersi nel calcio professionistico. Ho fiducia in Rozzi. Lombardi ha incontrato qualche difficoltà, come normale che sia, ma ce la sta facendo. E sono orgoglioso di Keita, Onazi, e Cataldi: anzi, a quest’ultimo faccio i miei complimenti, è un vanto per il nostro settore giovanile”. 



 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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