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Colonnese sul mercato della Lazio: “Se vogliono arrivare in Champions, dovevano muoversi diversamente”

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato Francesco Colonnese, ex difensore della Lazio dal 2000 al 2004 ed attuale opinionista RAI della trasmissione televisiva “90° minuto”.

Francesco tu sei stato 4 anni alla Lazio e ti sei tolto tante soddisfazioni. Dei 4 allenatori che hai avuto (Eriksson, Zoff, Zaccheroni e Mancini, ndr) qual è quello che ti è rimasto più nel cuore?
Sven Goran Eriksson. Secondo me è stato un grande Mister e, anche se poteva sembrare uno che non aveva il polso della situazione per i modi garbati che usava con i giocatori, posso assicurarvi che sapeva come farsi rispettare. Con me fu molto chiaro. Mi disse che mi aveva voluto per rinforzare il reparto, ma che sarei stato la riserva dei titolari. Ricordo a tutti che in quel periodo la Lazio, al centro della difesa, aveva gente del calibro di Nesta, Stam, Mihajlovic e Fernando Couto.
Certo che fa un certo effetto sentire tutti quei nomi in un solo reparto… Quando sei arrivato che impressione hai avuto dell’ambiente?
Favolosa. E’ stata senza dubbio la squadra più forte in cui abbia mai giocato. Era stato titolare nell’Inter di Ronaldo, ma quella Lazio era davvero stellare. Secondo me, con quella qualità, dovevamo vincere 5 Scudetti. Quando ci si allenava era un piacere. Vedevi 22 fenomeni tutti insieme. Incredibile.
Oltre al periodo di Cragnotti hai vissuto anche quello di Ugo Longo. Che ricordo hai di lui?
Splendido. Era una persona eccezionale, sempre con un sorriso per tutti. Ha gestito al meglio un periodo difficilissimo e ancora oggi conservo dentro di me la sua grande umanità.
Da ex collega di reparto cosa pensi di questa politica della Lazio di andare a prendere dei giovani difensori all’estero? Da De Vrij a Hoedt…
Non credo che sia questa la strada da intraprendere. Faccio un discorso generale per il calcio italiano e non solo per quanto riguarda la Lazio. Di ventenni di questo valore ce ne sono tanti anche da noi. Non stiamo parlando di Stam o di Mihajlovic, ma di buoni giocatori che puoi trovare anche qui. La qualità dei difensori italiani è sicuramente superiore e su questo mi sento di bacchettare l’operato dei settori giovanili. Non è possibile prendere tutti questi stranieri già nelle Primavere.
Ieri alle 23 si è chiuso il mercato invernale. Che giudizio dai a quello della Lazio?
E’ stato nullo. Per sopperire agli infortuni che ha avuto doveva intervenire con maggiore decisione. Serviva un centrale di valore che non credo possa essere Mauricio e un attaccante in grado di sostituire Djordjevic. Ovviamente dipende sempre da quello che si vuole centrare. Se la Lazio vuole arrivare in Europa League ha una rosa all’altezza, ma se vuole competere per il terzo posto doveva muoversi diversamente.

 

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Verona, il Presidente Setti: “Dovevo tenere Zaccagni, invece ho preso Caprari che ha fatto più gol di lui”

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 Intervenuto ai microfoni di TeleArena, il Presidente del Verona Maurizio Setti ha parlato ha parlato del calciomercato, tornando alla cessione di Mattia Zaccagni alla Lazio della scorsa sessione estiva.

Queste le sue parole:

Con Tudor sono stato chiaro: non so se la squadra verrà ridimensionata, sicuramente verrà cambiata. Per un imprenditore come me è fondamentale fare delle cessioni. Per come sono fatto io, credo che sia corretto promettere solo quello che si può fare. E devo fare un calcio che si auto sostiene. E quando arriva un’offerta importante per un giocatore, è il giocatore stesso a… vedere l’offerta. Certo, puntiamo sempre a migliorare. E i risultati si sono visti. Tieni Simeone? Tieni Barak? Tieni questo e quello? No, non lo possiamo fare. Ma poi: dovevo tenere Zaccagni. E, invece, ho preso Caprari che ha fatto più gol di Zac ed è stato chiamato in Nazionale. Non dobbiamo fossilizzarci. La società va messa al centro”. 

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