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Per Lei Combattiamo

Francesco Baccini: “Marchetti? Se non aveva Buffon, era il titolare della Nazionale”

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato il cantautore Francesco Baccini, grande tifoso del Genoa.
Francesco innanzitutto grazie per questo regalo che ci ha fatto. Tu sei un grande tifoso del Genoa. Che aria tira su da voi?
Diciamo che quest’anno abbiamo una buona squadra, che si è sempre ben comportata fino a quel furto subìto contro i vostri rivali cittadini della Roma. Ci hanno annullato un gol valido al 94°. Se fosse successo a parte invertite avrebbero dato sicuramente il gol. Anche contro il Napoli abbiamo dovuto subire un arbitraggio scandaloso. Peccato, perchè se perdi per demeriti tuoi è un conto, in questo modo fa rabbia. Il calo delle ultime giornate è coinciso anche con l’assenza di Perotti, che è il vero fulcro del nostro gioco.
Come nasce il tuo amore per il Genoa?
Nel modo più assurdo. Pensate che mio padre era un tifosissimo del Genoa e anch’io stavo per prendere quella strada. Siccome ero un bravo portiere, un giorno, mentre giocavo per le strade di Genova, venne a parlarmi un osservatore della Sampdoria. Avevo 9 anni. Accettai, fino a diventare il secondo portiere della Primavera della Samp. Non vi dico mio padre come la prese, potete immaginarlo. Tutto questo fino a quando compii 15 anni. In quell’anno mi ruppi un femore, smisi di giocare e mio padre morì. Quando tornai allo stadio, sia per la rabbia di non poter diventare un portiere della Samp, che per amore di mio papà, mi sentii trascinato verso i colori rossoblu. Da lì in poi sono diventato un tifoso sfegatato, ho scritto l’inno per la squadra e non mi perdo nemmeno una partita.
Come vedi la partita di lunedì sera?
E’ una partita da tripla. La vostra è una squadra strana, da cui non si sa mai cosa aspettarsi. Io ricordo che all’andata, se aveste fatto tre/quattro gol nel primo tempo, non avreste rubato nulla. Invece è finita 1-0 per noi. Sicuramente la Lazio gioca molto bene a calcio, ma spreca anche tanto. Diciamo che se sono in serata i vostri giocatori di punta è dura. Penso a Mauri, a Candreva, a Klose…
Pensi che la Champions League sia un obiettivo alla portata della Lazio?
Perchè no? In questo momento io farei più la corsa sulla Roma che sul Napoli. Il Napoli mi sembra una squadra in forma e che ha tutte le carte in regola per centrare il secondo posto. La Roma nelle ultime partite l’ho vista in caduta libera. In questa lotta ci metto anche la Fiorentina di Montella.
Cosa pensi del presidente Preziosi?
E’ un buon presidente. Una parte della tifoseria lo contesta a spada tratta, ma io credo che negli ultimi anni non possiamo lamentarci dei piazzamenti ottenuti. Siamo arrivati in Europa League e abbiamo avuto tantissimi ottimi calciatori: da Borriello a Matri, da Criscito a Perin.
Da ex portiere cosa pensi di Federico Marchetti?
E’ uno dei migliori portieri italiani. E’ sfortunato a giocare negli anni in cui c’è un certo Gigi Buffon, altrimenti poteva essere tranquillamente il portiere della Nazionale.

 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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