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Una Lazio corsara sbanca il Friuli e riprende l’assalto all’Europa

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Una Lazio cinica e spietata sbanca il Friuli grazie ad una rete dagli undici metri di Candreva (terzo gol in campionato per l’ala laziale) e vola a 37 punti in classifica, a -5 dal Napoli che ieri ha arrestato bruscamente la sua corsa in quel di Palermo. Una vittoria, dunque, ancor più preziosa e che rilancia le ambizioni di terzo posto di Klose e compagni, obiettivo che sembrava si fosse allontanato oltre modo dopo gli ultimi stop contro il Cesena e in casa contro il Genoa.

PRIMO TEMPO. Pioli opta per il solito 4-3-3 con Onazi al posto di Cataldi che va a formare la cerniera di centrocampo insieme a Biglia e Parolo, in avanti il terminale offensivo è Miro Klose, con Candreva e Anderson larghi. Stramaccioni si affida ad un 3-5-2 con il solito Di Natale in avanti in coppia con Thereau. L’inizio di gara è un po’ confuso, con imprecisioni nel gestire il pallone da una parte e dall’altra. L’episodio chiave del match arriva al 21′ quando Candreva, involatosi sulla fascia destra, mette in mezzo un pallone sul quale Klose s’avventa in vantaggio su Wague che, però, lo spinge, mandandolo a terra: l’arbitro non ha dubbi, è rigore (la Lazio non beneficiava di un penalty dalla prima giornata di campionato contro il Milan, ndr). Dal dischetto si presenta Candreva che con calma olimpica beffa Karnezis con il “cucchiaio”. Flebile e poco convinta la reazione dell’Udinese, affidata al solito Di Natale che, poco dopo la mezzora, ci prova con un velleitario e debole pallonetto dal limite dell’area, ma Berisha blocca la sfera senza particolari patemi. Sul finire di primo tempo è ancora Candreva a rendersi pericoloso dalle parti di Karnezis: l’ala di Tor de’ Cenci raccoglie un invito dal limite di Onazi, ma la sua conclusione termina sul fondo, non impensierendo di molto il portiere greco dell’Udinese.

SECONDO TEMPO. Nella ripresa Pioli decide di sostituire Onazi, già ammonito, con Cataldi, più abile del nigeriano nella gestione della palla. Stramaccioni, invece, manda in campo gli stessi undici che hanno chiuso la prima frazione di gara. La Lazio è padrona del campo e gestisce senza particolari problemi la partita a proprio piacere, regolando all’occorrenza le timide offensive dell’Udinese. Al 54′ i capitolini sfiorano anche il raddoppio: Parolo serve in area un pallone che Anderson controlla male e sul rimpallo giunge Candreva che colpisce con violenza, ma Karnezis para e, sulla respinta del portiere friulano, lo stesso ex Santos non inquadra la porta e manda la palla alle stelle. I biancocelesti insistono, alla ricerca del secondo gol e allora è Basta questa volta ad involarsi sulla sua fascia di competenza e a servire Klose in mezzo all’area, ma la conclusione del tedesco è  murata da un difensore friulano. L’Udinese, però, è viva e prova ad agguantare il pareggio con Guillherme che prende la mira e lascia partire un tiro al fulmicotone sul quale, però, Berisha vola e respinge in angolo. Sul finire arriva anche l’ammonizione a Felipe Anderson che costringerà il brasiliano, diffidato, ad un ruolo da spettatore nella prossima sfida di campionato contro il Palermo.

 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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