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Manuel Belleri: “Rossi e Pioli sono persone più che personaggi, preferiscono lasciar parlare il campo”

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato Manuel Belleri, ex terzino destro della Lazio di Delio Rossi. Belleri, prima di arrivare alla Lazio, ha giocato nell’Udinese.

Manuel tu hai giocato sia con la Lazio che con l’Udinese. Che idea ti sei fatto della partita di ieri?
E’ stata la partita perfetta per la Lazio. Più che la spettacolarità del gioco serviva la vittoria. Oltretutto non era facile vincere su un campo ostico come quello di Udine, quindi bene così.
Da ex collega di reparto, puoi darci un giudizio sulla partita di Dusan Basta e sul suo rendimento sino a questa parte di stagione?
Penso che sia stato uno dei migliori in campo. Non era facile, da ex, fornire una buona prestazione. A volte l’emozione di tornare a giocare in uno stadio che è stato tuo per tanto tempo può giocare brutti scherzi, invece lui mi è sembrato molto tranquillo. Basta è un giocatore molto importante che ha avuto qualche problema con la continuità di rendimento per l’infortunio muscolare che ha subìto verso inizio stagione, ma stiamo parlando di un terzino che secondo me diventerà uno dei pilastri della difesa della Lazio.
Se dovessi dare la palma del migliore in campo a chi la daresti?
Ad Antonio Candreva. Ha deciso la partita con il rigore, che oltretutto aveva propiziato insieme a Klose con quel bel cross dalla destra. Veniva da un momento difficile, con gente che lo criticava, ed essere riuscito a far gol è una bella iniezione di fiducia per lui. Mi auguro che adesso torni ad essere il giocatore ammirato ad inizio stagione.
Parliamo un po’ della difesa della Lazio. Come giudichi il pacchetto arretrato biancoceleste?
Credo che su tutti si stia mettendo in mostra De Vrij. Ha avuto un inizio non semplice a Milano con il Milan alla prima giornata, ma esclusa quella partita ha fatto vedere di essere un grande giocatore. Quando gioca lui l’intero reparto è più sicuro. Diciamo che Pioli è stato un po’ sfortunato. Si è ritrovato a dover gestire tanti infortuni e a non poter schierare con continuità la stessa linea difensiva. Da ex difensore posso dire che questa è una cosa che incide molto, soprattutto nella sincronia dei meccanismi.
Tu alla Lazio sei stato allenato da Delio Rossi. Non ti sembra che Pioli per certi aspetti possa ricordarlo? Parliamo sia a livello umano che di lavoro sul campo.
Sì, è un parallelismo che ci può stare. Sia Rossi che Pioli sono persone più che personaggi. Preferiscono lasciar parlare il campo. Hanno un atteggiamento molto professionale e lavorano tanto sul gruppo.
Manuel questo turno ha visto la sconfitta del Napoli, il pareggio della Roma e la vittoria della Fiorentina. Pensi che siano queste tre le squadre con cui la Lazio possa giocarsi l’Europa o secondo te ce sono delle altre?
Penso di sì, anche se non escluderei da questo discorso l’Inter di Mancini. Ha fatto un buon mercato e mi sembra che nelle ultime settimane stia tornando ad essere una squadra. Discorso diverso per la Sampdoria. Paradossalmente l’arrivo di Eto’o ha creato più problemi che vantaggi.
In conclusione, qual è stato il momento più bello che hai vissuto qui con noi a Roma?
La qualificazione alla Champions League nel preliminare a Bucarest contro la Dinamo. Fu un grandissimo traguardo, una cosa di cui vado molto fiero.

 

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Il Messaggero | Mertens-Lazio, Sarri lo chiama: ma Lotito deve alzare l’offerta a un biennale da 2 milioni

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Fascia a Immobile, poi viene il resto della squadra. Questo il pensiero di Sarri per la sua Lazio, un po’ come accadeva al Chelsea con Giroud e Pedro. Ora il suo top player è Ciro, che prosegue il percorso di riabilitazione dalla microfrattura al malleolo della gamba destra. Infortunatosi contro la Sampdoria, il bomber è stato costretto a saltare Juventus e Verona. Non ci sarà nemmeno per la sfida tra Italia e Argentina a Wembley, ma di lì a poco tornerà a pieno regime. Le terapie svolte a Formello mentre il resto della squadra era già in vacanza gli permetteranno di ristabilirsi in un mese. Da metà giugno in poi inizierà il countdown per la ricerca di altri record. Quest’anno è diventato il più grande marcatore della storia della Lazio sia in Serie A che in tutte le competizioni, superando un mito come Piola. Il conto recita 182, lo stesso accumulato in carriera nel massimo campionato nostrano del quale è il principale bomber in attività. Corre e segna Immobile, anche quest’anno capocannoniere grazie ai 27 centri segnati in 31 partite: “Sono davvero felice per questo premio. Bello arrivare davanti a calciatori come Lautaro e Vlahovic”. Non è una novità per il numero 17, visto che è la quarta volta che ci riesce. Un traguardo, quest’ultimo, mai raggiunto da nessun attaccante italiano, ma l’ex Scarpa d’Oro vola basso: “Senza il mister, lo staff e ovviamente i miei compagni di squadra non ci sarei riuscito”, senza dimenticare le proprie radici: “Lo dedico a mia moglie, ai miei figli e alla mia famiglia”.

CERCASI VICE

Nordahl a cinque titoli è già nel mirino. Per arrivarci il miglior attaccante della Serie A 21-22 dovrà avere un degno vice, quasi un’impresa per Sarri: “Trovare un giocatore di alto livello che possa accettare la situazione che c’è qui come centravanti è difficilissimo”. Eppure non c’è scampo. Se in questa stagione Immobile ha giocato meno di sempre da quanto è sbarcato nella Capitale (40 presenze) lo si deve all’assenza di una valida alternativa, circostanza che lo ha costretto a spingersi spesso oltre i propri limiti. Con Muriqi di ritorno e bocciato a più riprese, Sarri sogna (e chiama) Mertens. L’offerta del Napoli è di un anno con opzione per un altro a 1,5 milioni di euro più bonus. Per accaparrarsi il Ciro belga la Lazio dovrà mettere sul piatto un biennale ad almeno 2 milioni e assicuragli un ruolo da comprimario. Per questo non va sottovalutata l’opzione Caputo. Sempre classe ’87, avallato dallo stesso Immobile, ma la Sampdoria vuole alzare il prezzo a 3 milioni. Come giovane il Comandante punterebbe volentieri su Pinamonti di rientro all’Inter dall’Empoli. L’unica controindicazione sarebbe la pretesa dei nerazzurri: circa 20 milioni di euro. Un pericoloso dejà vu da evitare per una riserva. Nessun segnale al momento per Esposito, sempre dell’Inter, e Burkardt del Mainz.

L’EVENTO

Stasera alle 20:45 allo stadio Olimpico andrà in scena il quadrangolare amichevole Insieme per la Pace tra Lazio Women, Empoli femminile, Nazionale Italiana Suore e Nazionale Attori 1971. Iniziativa di beneficenza voluta espressamente dal club e il cui ricavato sarà destinato alla ricostruzione di un reparto di pediatria oncologica in Ucraina e alla onlus So.Spe di suor Paola. A sorpresa in tribuna Tevere ci sarà anche Beppe Signori per firmare copie del suo libro Fuorigioco.

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