Connect with us

 

Per Lei Combattiamo

Lotito più forte degli scandali: la Lega Pro lo salva di nuovo

Published

on

@LazioPress.it ha un nuovo account Instagram. Torna a seguirlo. CLICCA QUI


 Parole, parole, soltanto parole. Nelle dichiarazioni e nei comunicati tutti pronti a dichiarare guerra a Lotito che poi, alla prima occasione buona, stravince su tutta la linea. Ieri a Firenze l’assemblea di Lega Pro ha infatti eletto a maggioranza con 33 voti su 60 Arpaia del Vigor Lamezia, uomo di Tavecchio e di Lotito (presente come patron della Salernitana), come nuovo consigliere federale in Figc. Per ristabilire il diritto del più forte è bastato che, rispetto all’assemblea di dicembre in cui le società erano 69 perché partecipavano anche le retrocesse, e in cui non fu approvato il bilancio e fu chiesto di sfiduciare il presidente Macalli, questa volta in apertura fossero distribuiti e approvati all’unanimità i contributi della legge Melandri. Certo, a parole non tutto è andato liscio. Sono volati insulti e minacce. Il dg dell’Ischia Iodice, quello che ha registrato la telefonata che ha scoperchiato l’affaire , ha definito Lotito una “miseria umana”.

E L’ASSEMBLEA si è spaccata. Per cavilli burocratici non è stato ammesso al voto sulla sospensione della seduta il delegato dell’Ascoli, ma tanto la richiesta (28 a favore, 29 contro e 2 astenuti) non sarebbe passata. Così come è stata plateale, ma poco efficace, l’uscita dall’aula dei 27 oppositori durante l’ele – zione di Arpaia. Alla fine nel calcio vincono i soldi. E in Lega Pro, da vent’anni feudo del padre padrone indiscusso Macalli, terra di mezzo pallonara tra società fallite a ripetizione, stipendi non pagati, infiltrazioni criminali, i soldi arrivano dalla mutualità dei diritti tv (un terzo del 6% della Serie A, una ventina di milioni per 60 squadre) e dalla legge Melandri che paga i contributi di sviluppo. Certo, qualcosa si muove, dopo le polemiche dimissioni di Pancalli da presidente del Settore giovanile e scolastico, quelle di Garimberti da presidente della giuria del Premio di Letteratura sportiva, ieri Tardelli ha rifiutato l’incarico di coordinatore dei centri tecnici regionali federali. “Per motivi tecnici”, dice l’ex campione del mondo al Fatto Quotidiano ma è sempre un brutto colpo d’immagine per la Figc. Tuttavia alla fine alla conta dei voti ha vinto ancora Lotito, e con lui Tavecchio, Macalli e Galliani: gli uomini di Infront. Perché a parole sono tutti pronti a sfidare il potere, ma nei fatti non succede nulla. Dopo le dichiarazioni di ieri del presidente dell’assocalciatori Tommasi (“Basta parole servono i fatti”) e dell’ad juventino Marotta (“de – ve intervenire la politica”), oggi per chiedere la decadenza di Lotito da consigliere federale sarà presentata un’interrogazione da alcuni senatori del Pd, ben consapevoli però che per la Carta Olimpica il governo non può assolutamente interferire con gli affari del Coni, ma solo esercitare quella moral suasion che però il governo (né tantomeno il Coni) non esercitò ad agosto, lasciando campo libero a Tavecchio. Tuttavia in questi giorni sembra che da parte del sottosegretario Delrio ci sia la volontà di chiedere al Coni di fare chiarezza.

TANTO CHE SAREBBE previsto per oggi un “punto sulla questione” tra Malagò e Delrio soprattutto perché di mezzo ci sono soldi pubblici e non pochi. Basti pensare a quelli dati dal Coni alla Figc solo nel 2014 ammontano a 68 milioni di euro. Intanto sempre oggi Malagò, che già nei giorni scorsi non era stato tenero, in una conferenza stampa alla Rai prevista già da tempo nell’ambito di un premio, a domanda su Lotito risponderà con parole assai dure. Alcuni dicono che si spingerà fino a chiederne le dimissioni dalla Figc, ma è più probabile che non lo faccia, anche per mere questioni di regolamento. E infine, ancora oggi, il superprocuratore Palazzi deciderà come e quando sentire Iodice e Lotito, e dopo averli ascoltati se deferire Lotito (per cosa poi, per linguaggio scurrile?). Se il governo, il Coni o la Procura federale riuscissero a togliere a Lotito il suo ruolo di consigliere in Figc, questi non potrebbe più presentarsi a bordo campo a seguito della Nazionale, non sarebbe più il “Lotito ovunque” che impazza sul web. Ma la rete di potere e relazioni del calcio, come si evince dall’ultima assemblea di Lega Pro, resta ben salda nelle sue mani. O meglio, e questo è il punto fondamentale della questione, nelle mani di chi attraverso gestione dei diritti tv, produzioni, immagini d’archivio, sponsorizzazioni e mille altre cose, possiede il circo, e usa Lotito come fanteria. Tutto il resto, sono solo parole.

Il fatto quotidiano 

Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio. DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS

 


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Per Lei Combattiamo

Il Tempo | Lazio, Lotito-Sarri: firma vicina

Published

on

@LazioPress.it ha un nuovo account Instagram. Torna a seguirlo. CLICCA QUI


 

Aveva fame dopo la partita contro il Verona Maurizio Sarri. Voleva solo tornare a casa e mangiare. Per il futuro c’è tempo. Neanche troppo. Chissà se a pancia piena deciderà di sottoscrivere l’accordo che Lotito gli ha già presentato. Un rinnovo fino al 2025 che darebbe un segnale di continuità dopo un anno considerato di costruzione. Chiudere al quinto posto era l’obiettivo del tecnico, non proprio quello della società. Il presidente si aspettava qualcosa di più, non per questo non ha apprezzato il lavoro di Sarri durante tutta la stagione ed è pronto a continuare con lui. In settimana ci sarà un nuovo incontro per delineare gli ultimi dettagli. «Posso prendere qualsiasi tipo di decisione. – ha confidato dopo la gara con l’HellasLe politiche societarie le fa la società.  Siamo una delle poche non in mano ai fondi ma in mano a una famiglia. Questa è una cosa che mi fa impazzire. Si può fare un bel lavoro perché l’ambiente è bello e il gruppo si è compattato in maniera straordinaria specialmente negli ultimi mesi». Le basi sono state gettate, quindi. Cosa manca per la firma? «Se siamo contenti tutti e due andiamo avanti e facciamo contratti», parola di Maurizio. E la dirigenza sta facendo di tutto per accontentare il suo allenatore. Le premesse del calciomercato sono buone. Sono già circolati molti nomi, quasi tutti funzionali al progetto. Sarri ha chiesto un vice Immobile, Caputo è decisamente in pole, è un nome fatto dall’allenatore, il sogno rimane sempre quello di poter arrivare a Mertens. L’attaccante belga, che ha trascorso nove stagioni al Napoli, è in scadenza di contratto. C’è stato un contatto con il suo ex mister. Se dovesse lasciare Castel Volturno, tra le ipotesi c’è anche quella di venire a Roma. A parte Mertens e Caputo non si può escludere un attaccante giovane, magari che sappia anche giocare sull’esterno. A proposito di calciatori che si svincolano. Entro la fine del mese si cercherà di definire gli acquisti di Romagnoli e Vecino. Il primo ha chiesto un po’ di tempo per riflettere, ormai la distanza tra domanda e offerta è minima. Anche se Lotito preferirebbe prima liberarsi dell’ingaggio di Acerbi. Fronte Vecino si sta trattando solo sulla cifra e la durata del contratto: l’uruguaiano classe 1991 vorrebbe 2 milioni per quattro anni. Per la porta il nome più allettante è quello di Carnesecchi, anche se già l’Atalanta non lo regalerà. Lo spagnolo Patric ha rinnivato fino al 2027: bisogna solo ratificare e mettere nero su bianco: intesa da 1,3 milioni più bonus. Il Tempo/Daniele Rocca

 

Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio. DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS

 


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Continue Reading

I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW