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In tanti lo vogliono, la Lazio prova a blindarlo

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ROMA – In tanti lo vogliono, cercano il suo procuratore, chiedono informazioni sul futuro. Perché Lucas Biglia è nei sogni di tanti club europei, tra cui anche il real Madrid, e l’idea di strapparlo alla Lazio non sembra voler tramontare. Basti pensare che tra l’estate scorsa e gennaio, c’è stato un incredibile via vai telefonico. Alla fine, però, Lucas Biglia è rimasto nella capitale e non con il muso, come farebbero tanti, bensì felice e soddisfatto. Al punto che il Principito sta pensando se mettere radici alla Lazio. Anche se molti danno per scontata la sua partenza a luglio (destinazione un top club straniero) davanti a una grande offerta, che sia di nuovo il Real o il Psg, Lotito potrebbe resistere di nuovo e trovare sponda proprio in Lucas.
IL PERNO – Lui e la sua famiglia, nonostante i risaputi problemi di ambientamento del primo anno, non pensavano di trovarsi così bene a Roma. Sembra addirittura che la moglie Cecilia, completamente sedotta della città, stia spingendo per acquistare una casa, sempre nei pressi del centro sportivo di Formello, dove vivono attualmente insieme ai due figli Allegra e Alessio, quest’ultimo nato proprio nella capitale a circa un mese dal suo arrivo. «Sono innamorato della Lazio e della città, insieme potremmo fare grandi cose, lo sento». Parole che Biglia ultimamente ripete spesso e non sono proprio messe lì a caso. D’altronde, dando un seguito alle parole del diesse Tare, sulla possibilità di competere nell’immediato futuro per il titolo, come si potrebbe rinunciare a cuor leggero ad una calciatore forte come il regista della nazionale argentina? D’altronde, Lucas, insieme a Klose, Candreva, de Vrij e Felipe Anderson, fa parte della colonna vertebrale della Lazio.

L’OGGETTO DEL DESIDERIO – La strada nel calcio però è piena d’ostacoli e d’insidie. E niente è scontato. Come testimonia la vicenda di fine d’agosto, quando Biglia è stato a un passo dal Real Madrid, una della squadre più forti al mondo voleva lui per sostituire Xabi Alonso passato al Bayern. Le “merengues” si erano fatte sotto offrendo quasi venti milioni di euro al club biancoceleste, che Lotito ha rifiutato. Trattativa confermata pure da Carletto Ancelotti, quasi infastidito per il rifiuto. Non solo. Anche il Psg di Blanc avrebbe messo gli occhi sull’argentino e da qui a giugno qualche altro club si farà avanti. Soprattutto se Lucas dovesse continuare a giocare così bene e a guidare la Lazio verso traguardi importanti. Il suo procuratore, Montepaone, a breve dovrebbe essere nella capitale per fare il punto della situazione e non è escluso che si possa parlare di un adeguamento contrattuale. E mettere un mattone importante per una permanenza sorprendente, lunga e duratura.

Il Messaggero 


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Fabrizio Corsi, il patron dell’Empoli: “Parisi alla Lazio?  A gennaio non se ne parla. Su Vicario…”

edo9923@hotmail.it'

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Il presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, è intervenuto a Radio Incontro Olympia. Tema centrale è stato l’asse Empoli-Lazio in ambito calciomercato. Queste le sue parole:

“Ascolto domande di mercato intorno ai giocatori dell’Empoli che, oltre a farmi arrabbiare ed a rompermi le scatole, non voglio nemmeno prendere in considerazione perché il mio compito da presidente è proteggere i miei ragazzi ed in generale tutto l’ambiente Empoli che per me è un patrimonio da salvaguardare. Parisi alla Lazio? È una di queste… A gennaio non se ne parla, proprio per il motivo appena spiegato. Vicario? È meritatamente il terzo portiere della nazionale, per noi e per lui la convocazione rappresenta il riconoscimento e l’apprezzamento migliore. Con la Lazio c’era stato un contatto, una telefonata, dopo la quale mi aspettavo un affondo successivo che però non è mai avvenuto perché hanno virato su Maximiano e Provedel che noi conosciamo bene, veramente un ottimo portiere anche lui giustamente chiamato da Mancini.

 

Sarri? Un’icona del calcio italiano. Continua ad essere quel maestro di campo transitato qui in Toscana, Lotito ha scelto il meglio, mentre altri hanno optato per tecnici che anziché il campo stesso preferiscono allenare stampa e tifosi…”.

 

  


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