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[ESCLUSIVA] Makinwa: “Gorica come Parma: senza stipendi e nessuno ne parla”. Poi retroscena Lazio e futuro di Onazi…

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Baciato dalla sfortuna. Potrebbe essere questo il titolo della carriera di Stephen Ayodele Makinwa. Arrivato a Roma come l’acquisto più costoso, all’epoca, dell’era Lotito, dopo le positive esperienze con Atalanta e Palermo, segna subito al debutto contro il Milan, facendo sognare i tifosi. Ma i problemi al ginocchio destro ne condizioneranno il rendimento, facendolo correre male. Un problema non da poco, visto che la sua arma principale era proprio la velocità.

Attualmente al Gorica, Makinwa è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it: “Sono qui in Slovenia perché sono amico del direttore. A luglio avevo finito l’esperienza in Cina, senza essere pagato e con il solito problema al ginocchio, così lui mi ha convinto ad accettare la proposta del Gorica per curarmi bene e intanto giocare. Purtroppo ora non è facile, visto che stiamo vivendo una situazione simile al Parma”.

Capitolo Lazio: a Roma, nonostante fossi allenato dal tuo mentore Rossi, le cose sono andate male. Perché?

“Rossi è stato il migliore allenatore che io abbia mai avuto, ma purtroppo il problema al ginocchio mi ha condizionato. Correvo male e mi infortunavo spesso. Mi dispiace perché se fossi stato bene avrei potuto dimostrare il mio valore”.

Nonostante questo, però, sei riuscito a debuttare in Champions League.

“Giocare la Champions è il sogno di qualsiasi giocatore. Non potrò mai dimenticare la partita con il Real Madrid, riuscimmo a pareggiare contro una delle squadre più forti al mondo”.

Se avessi avuto più fiducia le cose sarebbero andate diversamente?

“Sicuramente. Il ginocchio mi ha dato problemi ma se avessi avuto più fiducia avrei potuto fare meglio. Ricordo che nell’estate del 2008 fui costretto a pagarmi un’operazione a mie spese, nonostante fossi ancora sotto contratto con la Lazio…”

Segui ancora la Lazio?

“Certamente. Io tifo Lazio, ho casa a Roma. E’ forte, ha un grande allenatore che la fa giocare bene, può arrivare terza. Spero che riesca ad avere più fortuna, sopratutto con gli infortuni”.

Senti spesso il tuo connazionale Onazi?

“Lui è come un fratello per me. Gli auguro una carriera migliore della mia, con più fortuna”.

Attualmente a Roma fa fatica a giocare e ha molte richieste in Premier. Fossi in lui andresti via?

“Forse sì. La Lazio è una grande squadra ma se gli arrivasse la chiamata di una big inglese o spagnola dovrebbe pensarci bene”.

Il calcio africano è in grande crescita…

“Il calcio africano da anni ormai sforna talenti. Il problema è che non tutti riescono ad arrivare in Europa. Chiunque merita una chance. Comunque se uno ha il talento alla fine esce fuori”.

In futuro rimarrai nel mondo del calcio?

“Lo spero. Mi piacerebbe aiutare i giovani africani. Quando arrivano qui sono abbandonati a loro stessi. Ad esempio io fui costretto a pagare multe salate perché non sapevo che una volta approdato in Italia dovessi fare la dichiarazione dei redditi, non me lo aveva detto nessuno”.



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ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

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Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste; il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine campionato.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andare nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


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