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Lazio, oggi spareggio Champions

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Una notte per cuori forti, i trentamila dell’Olimpico provano a spingere la Lazio più alto per agganciare un posto in Champions League (col pari di ieri il Napoli è solo a +3) e blindare la quarta posizione che vale la piccola Europa. C’è la Fiorentina di Montella a capo di una interminabile colonia di ex romanisti (Pizarro, Aquilani che però è squalificato, Rosi, il diesse Pradè e persino la responsabile dell’ufficio stampa Elena Turra), uno scontro diretto fondamentale per il prosieguo della corsa alle prime posizioni. Servirà a chiarire le gerarchie con i biancocelesti che hanno vinto a Firenze e hanno un punto in più rispetto ai gigliati che però non perdono da tredici partite (otto di serie A) e sono con un piede in finale di Coppa Italia e nei quarti di Europa League. Squadra forte e in gran forma, guidata dal giovane talento Salah ma la Lazio non vuole perdere l’occasione di ribadire la propria candidatura. Pioli si vuole iscrivere alla volata finale per il terzo posto e per farlo deve battere i viola attesi tra soli tre giorni dalla sfida di andata contro la Roma. Il tecnico suona la carica: «Questa partita vale tanto, rappresenta uno scontro diretto: siamo vicini in classifica, lottiamo per gli stessi obiettivi. Per ottenere i risultati che ci siamo prefissati dobbiamo affrontare ogni gara come se fosse quella determinante. Avversario tosto? Siamo due squadre simili che vogliono giocare, vogliono fare la partita e non subire le azioni anche se Montella è alla sua terza stagione con i viola. Loro sono più avanti, in questi anni hanno subito delle sconfitte che li hanno aiutati a crescere».

Analisi lucida che non significa buttare le mani avanti ma è chiaro che la Lazio ha cominciato un progetto tecnico in questa stagione che la deve portare a lottare per i primi posti nel giro di 2 o 3 anni. «La classifica è corta ma noi – avverte Pioli – dobbiamo fare più punti possibili, dobbiamo provare a metterne tanti nella nostra classifica, non conta sapere prima i risultati delle altre squadre. Nei due organici ci sono diversi giocatori di qualità, questo è normale visto che abbiamo obiettivi importanti. Felipe e Salah? Il brasiliano ha nella velocità e nell’imprevedibilità i suoi punti di forza. Salah sta facendo bene, è veloce ed è in grado di strappare la partita. La Fiorentina però ha tanta qualità e noi la teniamo in grande considerazione ma anche loro hanno dei punti deboli e noi faremo la partita su questi. Le partite si vincono con il collettivo mai con il singolo, mi aspetto una squadra compatta e lucida».

Sarà un partita a scacchi a cui la Lazio si presenta senza almeno tre titolari: Gentiletti, ormai lungodegente e due dei tre centrocampisti titolari (Lulic infortunato e Parolo squalificato). Pioli spera che i suoi sappiano interepretare la partita con un po’ più di razionicinio, senza pressare in modo forsennato nel primo tempo per poi trovarsi con la lingua di fuori nel finale di partita come è accaduto spesso in questo campionato. L’allenatore emiliano ha le idee chiare: «Sarà importante giocarla bene tatticamente, soprattutto i tre centrocampisti dovranno muoversi bene dal basso per avere dei vantaggi. Dobbiamo solo capire che non si può giocare per 95 minuti con il piede sull’acceleratore ma che bisogna imparare a gestire i momenti di calo prestando maggiore attenzione». In ogni caso sarà spettacolo anche se da parte laziale c’è timore per la direzione di Tagliavento che ormai da anni perseguita i biancocelesti con arbitraggi perlomeno discutibili. Un avversario in più come se non bastasse la Fiorentina ma Pioli scommette sulla sua Lazio.

(Il Tempo) 

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CdS | Festa Lazio, quinto posto per 55.000

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Un grande pubblico saluta i biancocelesti: campionato concluso davanti alla Roma.

Come riportato dal Corriere dello Sport, notte d’altri tempi con il popolo biancoceleste che torna a riempire l’Olimpico. Erano 55.000 i tifosi presenti per mandare un messaggio a Lotito: serve una Lazio ancora più ambiziosa nella prossima stagione.
Ieri partenza schock dei biancocelesti, il Verona segna con Simeone e Lasagna. Poi la rimonta: Cabral, Felipe e Pedro. Hongla acciuffa il pari.

Immobile è per la quarta volta re dei marcatori. Lo precede, nella storia della Serie A, solo Nordhal: nessun attaccante italiano era mai riuscito nell’impresa. Ha vinto Sarri, applaudito sotto la Curva Nord, perché bastava un pareggio per finire quinto e piazzarsi davanti alla Roma (terzo anno di fila per la società). La qualificazione in Europa League può essere la base per costruire un futuro radioso, a patto di accontentarlo sul mercato e magari ribaltando il destino attraverso la conferma di un top player come Milinkovic, forse al passo d’addio nella scia di Leiva, Strakosha, Luiz Felipe e probabilmente Acerbi.

 

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