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La difesa è l’arma in più, ora Marchetti non trema

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SS Lazio v ACF Fiorentina - Serie A

ROMA – Sembra Zemanlandia, invece è Piolilandia. Il regno dove finalmente anche la difesa può fare la sua bella figura. Dove addirittura – non crederete ai vostri occhi – ora sembra trovarsi meglio che nel “catenaccio” di Reja. Ecco il sorpasso contro la Fiorentina: dal suo ritorno, nelle prime 11 giornate del 2014, zio Edy aveva incassato 9 reti; Pioli è adesso a 8 gol al passivo nelle 11 giornate di questo 2015. Merito soprattutto dell’ascesa del gigante de Vrij (nella foto), ieri a Ovindoli sulla neve col compagno Parolo. La Lazio si ritroverà stamattina alle 10.30 per la ripresa a Formello con questa bella statistica sottomano in vista del Torino. I biancocelesti erano arrivati a Natale con ben 19 gol subiti in 16 gare. Da gennaio il cambio di rotta con una sola rete nelle ultime quattro giornate. La Lazio ha adesso la terza migliore difesa con 27 centri al passivo, dietro a Juve (14) e Roma (19), non solo perché tutti i reparti si sacrificano, ma perché finalmente non litiga con l’infermeria. Così la retroguardia, ormai stabile con Basta-De Vrij-Mauricio-Radu, sta ritrovando solidità. Così anche Marchetti non trema più: zero tiri concessi alla Fiorentina, 9.5 a partita in 26 giornate. Adesso però c’è un altro tabù da sfatare: la Lazio non vince cinque partite di seguito da oltre quattro anni, dal 31 ottobre 2010. C’è di nuovo Reja nel mirino e la difesa: quel pokerissimo – interrotto dalla sconfitta nel derby del 7 novembre – si esaurì a Palermo con il centro di Dias. Quest’anno non ha ancora mai segnato un difensore in campionato. Magari cambierà qualcosa con il rientro di Gentiletti o con Hoedt a giugno. A proposito, Tare lavora ancora sul prossimo mercato: prosegue da dicembre la trattativa con la Dinamo per l’esterno Dzsudzsak, ma ancora nessun viaggio del ds a Mosca.

(Il Messaggero) 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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