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Per Lei Combattiamo

Parla Mauri: “Questo è un grande gruppo, ma rimaniamo con i piedi per terra. E sui giovani…”

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Un capitano in “Stile Lazio”. Questo è Stefano Mauri, un centrocampista che segna quanto un attaccante. Un rifinitore e bomber, che lavora per la squadra e poi arriva puntuale in zona gol. Tutto questo all’età di 35 anni. E questa stagione ha già segnato 8 gol, prima volta in carriera. Un grande uomo prima che un grande calciatore, perché non è facile resistere agli attacchi gratuiti di buona parte della stampa sul calcio scommesse: “Non è stato facile resistere a quegli attacchi -ammette il brianzolo ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3- sicuramente mi ha aiutato il carattere. Quando uno sa quello che ha fatto o non ha fatto è tranquillo. Anche se alla lunga fa male essere tirato sempre in ballo”. Ogni estate lo si trova sempre fuori le formazioni titolari dei giornali, eppure a settembre è puntualmente in campo. Durante il suo periodo alla Lazio ha avuto molti allenatori e nessuno ha potuto fare a meno di lui.

Come stai?

“Ho ancora un’infrazione al mignolo del piede che mi dà fastidio. Ora sto lavorando bene ma durante la partita sento ancora qualcosa. È un momento particolare del campionato e nonostante il problema ho stretto i denti e sono sceso in campo”.

Ti trovi bene con il 4-2-3-1? 

“Più che il modulo conta occupare bene gli spazi. Siamo un gruppo unito”.

Keita e soprattutto Felipe Anderson stanno facendo grandi cose…

“Stanno facendo benissimo. Per loro è più facile farsi prendere dall’entusiasmo. Noi più esperti rimaniamo con i piedi per terra, soprattutto in una città come Roma. Cerchiamo di fargli capire che la prossima gara è sempre la più importante”.

Prossima gara che è il Torino…

“Sono una buona squadra. Chiudono bene gli spazi, ti fanno giocare male. Negli ultimi anni eravamo noi quelli che facevano giocare male le squadre, ora siamo cambiati. Vogliamo vincere, sarà una tappa importante per continuare la scalata”

Lunedì Cataldi ha chiuso la gara da capitano, è stata un’investitura?

“No, è stato un premio ad un ragazzo che si sta comportando molto bene. Volevamo fargli capire che è un giocatore importante come ce ne sono altri in questa squadra”.

In futuro ti vedi più come direttore sportivo o come allenatore?

“Mi piacerebbe fare entrambi i lavori, si potrebbe inventare questo nuovo ruolo? (ride, ndr). In realtà mi vedo ancora molto bene come giocatore”.

Tu e Klose avete caratteri differenti ma la stessa personalità: è vero?

“Dopo tanti anni un giocatore esperto capisce prima ciò che vuole un allenatore e cerca di mettersi a disposizione per gli altri, soprattutto per i più giovani. L’ho detto già in ritiro che questa è la Lazio più forte in cui abbia mai giocato”.

Rivedremo presto una magia come quella contro il Napoli?

“Speriamo. Ci ho riprovato recentemente ma ero fuori lo specchio della porta. Comunque mi va bene segnare anche gol alla…Inzaghi!”.

Com’è nata la tua passione per il calcio?

“Giocavo ad Arcore vicino la mia città, poi mi hanno notato alcuni osservatori del Monza, dove sono rimasto per tutto il settore giovanile fino a 18 anni. Da lì ho fatto molta gavetta. Ho iniziato nei dilettanti come difensore centrale poi centrocampista, fino ad avanzare sempre di più, ma anche giocando dietro ho segnato molto”.

 

  


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Lazio-Fiorentina, Ballotta: “Partita delicata, biancocelesti più in forma ma il risultato non è scontato”

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Intervenuto sulle frequenze di Radio Bruno, l’ex primiere biancoceleste Marco Ballotta si è espresso in merito al match di domani in programma all’Olimpico alle ore 18:00 tra Lazio e Fiorentina.

Queste le sue parole:

“È una partita delicata, la Lazio si è rilanciata a differenza della Fiorentina ma la partita resta aperta e non è scontata assolutamente. Per la Lazio di Sarri è un po’ l’anno della consacrazione, i risultati stanno arrivando anche se altalenanti. La Fiorentina? Ci si aspettava una partenza diversa, vista l’annata scorsa, ci si aspettava qualcosa di meglio anche se non è mai automatico, i programmi possono essere buoni ma poi vanno concretizzati. E’ indubbio che la Fiorentina sia un po’ indietro, non so quale sia il problema. Qualcosa di sbagliato c’è, non so se un contrasto da allenatore e giocatori o con la società ma sono convinto che la Fiorentina risalirà la china poi”. 

  


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