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Pioli si scalda, a Torino può battere due record

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SS Lazio v UC Sampdoria - Serie A

Il più bravo, Toro permettendo. «Partita dopo partita» è il mantra che Stefano Pioli ripete in continuazione, il profilo basso è una delle chiavi che permette al tecnico di accendere la Lazio quando serve, cioè sul campo. E la squadra lo segue nell’umiltà, grazie ai piccoli passi sta marciando spedita per andare lontano, in Europa di sicuro, in Champions League chissà. Ma la prossima sfida, quella in trasferta di lunedì prossimo contro il Torino di Ventura, può essere il piccolo grande passo dell’allenatore, certamente una partita un po’ più speciale delle altre visto che a Pioli manca ancora una vittoria per battere due record in un colpo solo. Il primo è il più facile da individuare: mai finora c’è stato un filotto di cinque partite vinte (c’è pure l’ottobre d’oro, 4 vittorie consecutive dal Palermo al Torino), solo il primo Petkovic, due stagioni fa, riuscì ad infilarle (nel 2012: dal Napoli, il 26 settembre, alla Fiorentina, il 28 ottobre). Ma il secondo record è ancora meglio, soprattutto se si ritorna alle perplessità che circolavano ad inizio stagione sulle capacità del tecnico parmigiano in relazione ad un club importante (e stressante) come la Lazio: ancora tre punti e Pioli arriverà a 49 in classifica, un signor bottino con cui battere i suoi predecessori. Al suo primo anno laziale (stagione 2012-13) Petkovic arrivò alla giornata numero 26 con 47 punti, mentre Reja ne totalizzò 48 l’anno precedente, quello di una delle due Champions sfuggite per un niente. Ma la questione è: se Pioli ce la farà a battere i due tecnici che l’hanno preceduto diventando il migliore di tutti, come riuscirà a mantenere ancora basso il profilo?

(Corriere della Sera) 


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Caso Juventus, il ministro dello sport Abodi: “Non sarà la sola, bisogna fare pulizia”

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Il ministro dello sport Andrea Abodi è intervenuto alla presentazione del Codice di Giustizia sportiva Figc oggi al Coni parlando anche del caso Juventus e della necessità di “fare pulizia”. Queste le sue parole:

“Il caso Juventus? Si tratta di un club che probabilmente non rimarrà il solo e questo ci permetterà di fare pulizia. Abbiamo bisogno di sapere presto cosa sia successo e che vengano assunte decisioni per ridare credibilità al sistema, nel principio dell’equa competizione. Ed è evidente che negli ultimi anni non è successo”.  


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