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Minacce e telefonate, le strategie anti-Lotito degli Irriducibili per scalare la Lazio

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Gli Irriducibili come braccio armato di un fantomatico gruppo d’acquisto. Claudio Lotito pressato dagli ultrà a suon di minacce perché venda la Lazio. La moglie del patron biancoceleste che spinge il marito a vendere e forse, esasperata, con l’aiuto della badante, fabbrica per lui una finta lettera minatoria per indurlo a cedere le azioni del club. E ancora Giorgio Chinaglia che a un certo punto si rende conto di essere statousatocome“paravento”da Giorgio Di Cosimo, il vero regista occulto della torbida scalata alla Lazio. C’è tutto questo nelle motivazioni della sentenza che lo scorso 29 gennaio ha portato alla condanna di 7 persone, quattro ultrà e 3 componenti dello pseudo “gruppo d’acquisto”.
«Un anno in camicia e l’anno dopo in canottiera». Lo dice Fabrizio Piscitelli a un altro ultrà, Fabrizio Toffolo (entrambi condannati). Il riferimento è ai fasti, per gli Irriducibili, della Lazio ai tempi di Sergio Cragnotti: biglietti gratis, coreografie pagate e merchandising del club su cui far soldi. Con l’arrivo di Lotito finisce tutto. Tuttavia il gruppetto dei tifosi torna a sognare quando, nel 2005, compare all’orizzonte Giorgio Chinaglia. La contropartita è semplice: i 4 ultrà aiuteranno l’ex bomber della Lazio e i suoi amici a indurre Lotito a suon di minacce a svendere il club, e in cambio si guadagneranno dei posti nella futura dirigenza biancoceleste. Toffolo così, da capo della Nord, già si vede in tribuna: «L’anno prossimo — spiega a un amico al telefono — mi vedrai in tribuna autorità con il microfono collegato in curva».
Il terrore a casa Lotito tocca il culmine quando Cristina Mezzaroma, moglie del presidente biancoceleste, subisce una brutta telefonata a casa: «Sei sola con tuo figlio — questa la ricostruzione della conversazione fatta dalla donna a processo — ricordati (del massacro, ndr) del Circeo». A questo punto la signora Mezzaroma, esasperata, avrebbe spedito una lettera anonima al marito per spingerlo a vendere il club. Su questo aspetto, però, i giudici non sciolgono il dubbio: «L’ascolto della conversazione telefonica tra Piacentini (domestica di casa Lotito, ndr) e la Mezzaroma — scrivono nelle motivazioni — in cui le donne fanno riferimento al “danno del cazzo” che avrebbero provocato (con la presunta missiva, ndr), sepurefasorgere sospetti in ordine al preconfezionamento della lettera che Lotito avrebbe dovuto leggere, convincendosi a lasciare la Lazio », comprova comunque lo stato di «ansia» che si respirava a casa Lotito in quel periodo.
I giudici scrivono anche altro. Di fatto, Chinaglia e gli Irriducibili a un certo punto si rendono conto di essere stati usati: «Hanno creduto alla verità dell’operazione commerciale (…), hanno creduto a ciò che Di Cosimo aveva loro prospettato».

(La Repubblica)

 

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Il Tempo | Lazio, Lotito-Sarri: firma vicina

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Aveva fame dopo la partita contro il Verona Maurizio Sarri. Voleva solo tornare a casa e mangiare. Per il futuro c’è tempo. Neanche troppo. Chissà se a pancia piena deciderà di sottoscrivere l’accordo che Lotito gli ha già presentato. Un rinnovo fino al 2025 che darebbe un segnale di continuità dopo un anno considerato di costruzione. Chiudere al quinto posto era l’obiettivo del tecnico, non proprio quello della società. Il presidente si aspettava qualcosa di più, non per questo non ha apprezzato il lavoro di Sarri durante tutta la stagione ed è pronto a continuare con lui. In settimana ci sarà un nuovo incontro per delineare gli ultimi dettagli. «Posso prendere qualsiasi tipo di decisione. – ha confidato dopo la gara con l’HellasLe politiche societarie le fa la società.  Siamo una delle poche non in mano ai fondi ma in mano a una famiglia. Questa è una cosa che mi fa impazzire. Si può fare un bel lavoro perché l’ambiente è bello e il gruppo si è compattato in maniera straordinaria specialmente negli ultimi mesi». Le basi sono state gettate, quindi. Cosa manca per la firma? «Se siamo contenti tutti e due andiamo avanti e facciamo contratti», parola di Maurizio. E la dirigenza sta facendo di tutto per accontentare il suo allenatore. Le premesse del calciomercato sono buone. Sono già circolati molti nomi, quasi tutti funzionali al progetto. Sarri ha chiesto un vice Immobile, Caputo è decisamente in pole, è un nome fatto dall’allenatore, il sogno rimane sempre quello di poter arrivare a Mertens. L’attaccante belga, che ha trascorso nove stagioni al Napoli, è in scadenza di contratto. C’è stato un contatto con il suo ex mister. Se dovesse lasciare Castel Volturno, tra le ipotesi c’è anche quella di venire a Roma. A parte Mertens e Caputo non si può escludere un attaccante giovane, magari che sappia anche giocare sull’esterno. A proposito di calciatori che si svincolano. Entro la fine del mese si cercherà di definire gli acquisti di Romagnoli e Vecino. Il primo ha chiesto un po’ di tempo per riflettere, ormai la distanza tra domanda e offerta è minima. Anche se Lotito preferirebbe prima liberarsi dell’ingaggio di Acerbi. Fronte Vecino si sta trattando solo sulla cifra e la durata del contratto: l’uruguaiano classe 1991 vorrebbe 2 milioni per quattro anni. Per la porta il nome più allettante è quello di Carnesecchi, anche se già l’Atalanta non lo regalerà. Lo spagnolo Patric ha rinnivato fino al 2027: bisogna solo ratificare e mettere nero su bianco: intesa da 1,3 milioni più bonus. Il Tempo/Daniele Rocca

 

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