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FOCUS – Klose e Toni, amici e campioni del mondo contro. Ma Miro non ha mai battuto Luca…

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Domenica sera la Lazio sfiderà l’Hellas per cercare la 6^ vittoria consecutiva. Per farlo, si affiderà ai gol del suo bomber Klose. Allo stesso tempo, gli scaligeri cercheranno reti pesanti nel loro capitano Toni.

Proprio loro, Klose e Toni. Quasi coetanei, 1978 il tedesco, 1977 l’italiano, da anni vengono etichettati come “vecchi” e puntualmente rispondono nell’unico modo a loro conosciuto: con il gol. Diventati grandi amici ai tempi del Bayern, sono due dei bomber più longevi in Europa. Entrambi hanno vissuto una flessione, che sembrava fosse la loro fine, ed entrambi si sono rialzati, a suon di gol. Paradossalmente è stato il Bayern il loro problema. Miro arriva a Monaco di Baviera nel 2007, dopo 3 grandi anni al Werder Brema. Con i rossi fa bene solo i primi due anni, dove colleziona 41 gol. Nei successivi due, accusa un calo. Gonfia la rete appena 12 volte. Il suo contratto è in scadenza, così capisce che è tempo di lasciare per la prima volta in carriera la Germania proprio per non perdere la…Germania! Il ct della Nazionale Low, infatti, convoca solo giocatori titolari e Klose ha ancora il record di Muller da superare. Così ecco la svolta chiamata Lazio. Nella capitale viene accolto con scetticismo, molti lo reputano un giocatore finito. Mai errore fu più grave. Il tedesco inizia a segnare con continuità e solo un infortunio nel finale di stagione gli impedisce di superare quota 15 gol stagionali e di portare la Lazio in Champions. Solo un caso? Assolutamente no, l’anno successivo, infatti, il numero 11 laziale conferma la cifra ed entra nella storia laziale: segna 5 gol in una singola partita. Inoltre, a fine stagione contribuisce a far vincere alla Lazio il derby più importante di tutti, quello del 26 maggio. Ma come al Bayern, al terzo anno incontra delle difficoltà. La squadra non gira e gli infortuni lo tormentano. Ma questo non gli impedisce di fare la storia con la Germania: Miro si laurea campione del mondo (come Luca), diventa il giocatore con più reti segnate con la Die Mannschaft (71) e nella fase finale dei Mondiali (16). Così inizia l’attuale stagione galvanizzato dai record ottenuti, ma l’esplosione di Djordjevic lo relega in panchina. A gennaio contro il Milan però, il serbo s’infortuna gravemente e Miro torna titolare, insieme a lui i gol: 11 stagionali finora. La Lazio vola, guidata dalla sua saggia guida e da Pioli. Verso quale meta? La Champions.

Non è diversa la situazione di Toni. Arrivato al Bayern dalla Fiorentina e da campione del mondo in carica, il suo impatto in Germania è devastante: 39 gol stagionali, 24 in Bundesliga, 5 in coppa e 10 in Coppa Uefa. L’attaccante è nel momento migliore della sua carriera. La stagione successiva non arriva a quelle cifre, ma segna con regolarità: 18. Ma l’anno dopo viene messo inspiegabilmente da parte, così decide di tornare in Italia, alla Roma. Lì sfiora lo scudetto ma a fine stagione non viene confermato. Così girovaga per Genoa, Juventus, Al-Nasr e Fiorentina. Sembrano gli ultimi anni di un grande bomber. Ma poi ecco la chiamata del Verona, neo promossa in A. Come nel caso di Klose, tutti sono scettici e questo non fa altro che esaltare l’emiliano. Toni infatti regala una tranquilla salvezza a Mandorlini e sfiora il titolo di capocannoniere, segnando 20 volte e sfiorando il Mondiale, vinto proprio dal laziale. “Solo una stagione fortunata”, suggeriscono in estate i maligni. Tutto questo non fa che caricare il numero 9 gialloblu, che ricomincia il campionato attuale come aveva finito quello scorso: segnando. E finora sono 14 le reti siglate, così dopo un periodo di appannamento l’Hellas è tornato lontano dalle zone pericolose della classifica. Ecco quindi che domenica sera all’Olimpico si sfideranno due bomber da oltre 300 reti in carriera, con il gol nel sangue. Miro però dovrà sfatare un tabù: non ha mai battuto il suo amico Luca. Ma c’è sempre la prima volta…



 


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Caso Juventus, il ministro dello sport Abodi: “Non sarà la sola, bisogna fare pulizia”

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Il ministro dello sport Andrea Abodi è intervenuto alla presentazione del Codice di Giustizia sportiva Figc oggi al Coni parlando anche del caso Juventus e della necessità di “fare pulizia”. Queste le sue parole:

“Il caso Juventus? Si tratta di un club che probabilmente non rimarrà il solo e questo ci permetterà di fare pulizia. Abbiamo bisogno di sapere presto cosa sia successo e che vengano assunte decisioni per ridare credibilità al sistema, nel principio dell’equa competizione. Ed è evidente che negli ultimi anni non è successo”.  


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