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Extra Lazio

[FOCUS] La breve ma intensa scalata del Verona di Mandorlini

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La bella favola dei gialloblu inizia dalla Lega Pro. E’ la stagione 2010/2011 e dopo una partenza piuttosto deludente, soli 13 punti conquistati in 12 partite, la dirigenza veronese decide di esonerare l’allenatore. Si tratta di  Giancarlo Giannini. Un volto noto qui nella capitale. L’ex capitano giallorosso viene sostituito a metà novembre da Andrea Mandorlini che ha vinto tanti titoli, ma in Romania. La squadra riesce ad arrivare ai play-off, in finale batte la Salernitana ed approda così in Serie B.  L’anno successivo è da record per gli scaligeri, che riescono ad inanellare ben 9 vittorie di fila tra campionato e Coppa Italia. La striscia positivi si conclude a Roma proprio contro la Lazio, agli ottavi di finale di Tim Cup. Ci vuole un’altra stagione in cadetteria prima di tornare in Serie A ed è quella del 2013/2014. Dopo ben 11 anni i tifosi del Verona possono gioire per il grande traguardo raggiunto. Tanta euforia in città, tanti sono  i nuovi innesti in rosa tra cui  Luca Toni, un veterano,  il numero 9 per eccellenza. Ben 20 gol per lui lo scorso anno e con questi numeri entra di diritto nella storia del club gialloblu con il titolo di miglior bomber di sempre del Verona, in seria A. Il tutto a 35 anni suonati . Un’annata da incorniciare per l’Hellas. Arrivano sesti nel girone d’andata e una volta raggiunta la quota salvezza la squadra cede nel finale piazzandosi alla  decima posizione in classifica. Poco importa ai tifosi che ritrovano la propria squadra salva dagli incubi della serie B e pronta per affrontare un altro anno nella massimo campionato italiano. Ma torniamo al presente. Dopo le pesanti cessioni dei gioielli Iturbe, Jorginho e Romulo nel mercato estivo, i ragazzi guidati da Mandorlini iniziano l’anno con qualche difficoltà di troppo. Tante le sconfitte e non si vede più quel bel gioco che ha caratterizzato questa squadra l’anno precedente. Ora il Verona si trova al 14esimo posto in classifica con ben 32 punti e si sta riprendendo dal momento negativo, non a caso viene da ben 4 risultati utili consecutivi. La strada per la salvezza è spianata. Il sogno per i veronesi può continuare…il tutto grazie all’uomo Mandorlini che è ha condotto questa squadra, in soli  3 anni, dalla Lega Pro alla Serie A.

 


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Extra Lazio

È morto Roberto Maroni: l’ex ministro ed ex segretario della Lega aveva 67 anni

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Roberto Maroni, ex ministro ed ex segretario della Lega, è morto questa mattina: aveva 67 anni. Maroni, che dal 2013 al 2018 aveva ricoperto anche la carica di presidente della Regione Lombardia, era malato da tempo.

Più volte ministro – Nato a Varese nel 1955, Roberto Maroni ha ricoperto il ruolo di segretario federale della Lega Nord dal 1º luglio 2012 al 15 dicembre 2013. È stato due volte ministro dell’Interno (dal 1994 al 1995, ricoprendo anche l’incarico di vicepresidente del Consiglio e dal 2008 al 2011) e ministro del Lavoro e delle Politiche sociali dal 2008 al 2011.

Segretario della Lega – Nell’aprile del 2012 Maroni ha fatto parte, con Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago, del triumvirato che fino al congresso della Lega Nord è stato incaricato di sostituire la carica di segretario del partito lasciata da Umberto Bossi. Tre mesi dopo, al congresso del partito, viene eletto segretario, rimanendo in carica fino a quando gli è subentrato Matteo Salvini.

Presidente della Regione Lombardia – Nel 2013, alle Regionali in Lombardia, è stato eletto presidente con il 42,8% dei voti. Non si è poi ricandidato alle elezioni successive del 2018. SkyTG24

 


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