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Galderisi: “Felipe Anderson può diventare un numero uno assoluto”

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La redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, ha contattato Giuseppe “Nanu” Galderisi, ex attaccante della Lazio nella stagione 1987-88. Attualmente Galderisi è l’allenatore della Lucchese.

Beppe ieri si è disputata Lazio-Verona. Tu hai giocato in entrambe le squadre e hai addirittura vinto uno Scudetto con la squadra scaligera. La vostra impresa fu merito di un grande gruppo, un po’ quello che sta facendo la differenza nella Lazio di adesso…

Assolutamente. Non dimentichiamoci che Stefano Pioli ha avuto allenatori del calibro di Bagnoli e Trapattoni, due persone che facevano del gruppo la loro forza. E’ un piacere osservare la Lazio giocare. Si vede proprio che i calciatori si aiutano e si vogliono bene. Non me ne voglia nessuno, ma in questo momento secondo me la Lazio gioca il calcio più bello della Serie A.

Da allenatore cosa pensi di Felipe Anderson?

E’ un calciatore che può diventare un numero uno assoluto. Quello che stupisce maggiormente, oltre alle sue indiscusse qualità tecniche e alla sua velocità devastante, è la continuità con cui in 90 minuti mette in subbuglio le difese avversarie. Ha avuto la fortuna di incontrare un grandissimo allenatore come Pioli, un uomo che ho sempre stimato e che è riuscito a tirar fuori il meglio da questo ragazzo. Lo sta guidando nel migliore dei modi, trasmettendogli la giusta dose d’umiltà.

Tu sei stato un grandissimo attaccante. Hai giocato nella Juventus, nel Milan e hai disputato tutte le partite del Mondiale del 1986. Ci dai un tuo parere su Miro Klose?

Secondo me Klose, oltre ad essere un campione, è un punto di riferimento importante per tutti. Ha un grande carisma e trasmette lo spirito di abnegazione che impiega negli allenamenti anche ai compagni di squadra.

Avendo allenato anche in Portogallo, puoi darci un giudizio più approfondito su Mauricio?

Mi sembra che stia facendo bene. E’ stato fortunato ad arrivare e ad inserirsi in un contesto molto rodato e positivo come quello che si vive attualmente alla Lazio. Allo Sporting era amatissimo perchè dava sempre tutto in campo, lottando su ogni pallone. In più, con un grandissimo difensore come De Vrij, vicino tutto è più facile.

Per la corsa all’Europa quali squadre vedi favorite per il secondo e per il terzo posto?

Lazio e Fiorentina. Delle altre, quella che vedo peggio è la Roma. Sta facendo tanta fatica e non credo che arriverà con facilità in Champions League.

Diciamo ai ragazzi più giovani, che magari non conoscono bene la tua storia nella Lazio, che tu arrivasti a Roma dal Milan nel 1987-88. Cosa ti è rimasto di quell’annata vissuta con la nostra maglia?

Degli splendidi ricordi. Molti all’epoca non capirono la mia scelta di lasciare il Milan per andare in una Lazio che non era certo quella di oggi. L’unico rammarico è che non riuscii a ripagare l’affetto della gente laziale. Fu il mio anno peggiore dal punto di vista realizzativo, ma i tifosi non mi fecero mai pesare questa cosa. Ringrazierò per sempre la Curva laziale per la gigantografia che fecero con il mio gol segnato al Bologna. 


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Massimo Maestrelli e la Curva intitolata a papà Tommaso: “Chiamale se vuoi… Emozioni” | FOTO

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Oltre al successo della Lazio contro lo Spezia per 4-0, la giornata di ieri è entrata di diritto nella storia biancoceleste. Prima del match contro i liguri, è stata intitolata ufficialmente la Curva Sud a Tommaso Maestrelli, allenatore della Lazio vincitrice del primo Scudetto. Al taglio del nastro, oltre al Presidente della Lazio Claudio Lotito, era presente anche il figlio di Tommaso, Massimo Maestrelli, che ha ricevuto un targa commemorativa.

Questa mattina, lo stesso Massimo, ha ricordato la giornata di ieri attraverso Instagram. L’immagine pubblicata è accompagnata dal messaggio in ricordo di papà Tommaso: “E chiamale se vuoi… Emozioni, Babbo”.

 

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