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Mauricio: “Qui sono a casa, voglio la Champions! La rivalità con la Roma è stimolante…”

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In poco tempo Mauricio ha conquistato la difesa, è diventato il partner ideale di Stefan De Vrij, in attesa di Gentiletti. Arrivato a gennaio dallo Sporting Lisbona, ha subito capito il calcio italiano e ora vola con la Lazio, sognando la Nazionale. Come afferma il difensore a globoesporte.com.

Con la Lazio vivete un momento magico. Hai mai vissuto qualcosa di simile in carriera?

“Sono da poco qui ma tutto va bene grazie a Dio. E’ uno dei periodi più belli della mia carriera, volevo questo”.

Che differenze ci sono tra il calcio italiano e quello portoghese?

 “Ho giocato un anno e mezzo allo Sporting e il calcio è molto diverso rispetto a qui. In Portogallo è tutto più veloce, ci sono più spazi. Qui c’è più tattica e più pressing. Mi sto adattando in fretta, devo dire grazie a Ederson, Felipe Anderson e Pioli”.

Quali sono invece le differenze con il Brasile?

“Sono tante. In Brasile il difensore sale molto. Qui il difensore deve muoversi in sintonia con i suoi compagni”.

 Quale è il punto di forza di questa Lazio?

“Sicuramente il gruppo, molto unito. Ci diciamo sempre che la miglior difesa è l’attacco”.

I tifosi sognano la Champions, voi?

“Certo, sarebbe fantastico. Ho già giocato quest’anno in Champions, voglio rigiocarci. La Lazio è forte, non deve rimanere fuori dall’Europa. Inoltre la rivalità con la Roma è stimolante, si parla sempre di derby”.

I tifosi vi stanno chiedendo di superare la Roma?

“Loro vorrebbero vederci campioni, ma la Juventus ha fatto un campionato perfetto e ha troppo vantaggio ormai. Noi pensiamo solo a noi stessi partita dopo partita, ma faremo di tutto per superarli. Ogni volta che vado a cena fuori, la gente mi ferma e mi dice “stanno solo a un punto”. E’ tutto molto sentito”.

Che ti dicono da Lisbona?

“Lì tutti mi hanno sempre trattato molto bene, mi chiamavano lo “sceriffo”. Anche oggi mi scrivono sotto le mie foto sui social network. Spero di riuscire a farmi volere bene anche qua alla Lazio”.

Come è stato l’approdo in Europa?

“Quando i dirigenti dello Sporting sono venuti da me e mi hanno acquistato è stato uno dei momenti migliori della mia carriera, quello che ho sempre sognato e desiderato. Era un’occasione unica. Mi sono ambientato in fretta, giocando anche in Champions. Mi aiutarono molto Rojo (ora allo United, ndr) e Jardim, oggi al Monaco. Prima di trasferirmi alla Lazio il presidente mi ha detto che per me le porte dello Sporting saranno sempre aperte. Il mio segreto è semplice, mantenere sempre attenzione, dedizione e umiltà”.

Anche nella Lazio ti sei inserito subito

“Appena sono arrivato o subito giocato contro il Milan. E prima di quella gara avevo dovuto fare anche due viaggi a Lisbona per delle pratiche burocratiche. I tifosi mi hanno aiutato molto”.

Come è il rapporto con gli altri brasiliani?

“Ottimo. Felipe ed Ederson sono grandi giocatori e grandi persone. Un altro che mi ha aiutato è Cesar, che mi ha aiutato a trovare casa e a prendere un auto. E’ stato fondamentale per me. Non parlo ancora benissimo l’italiano, ma lo capisco sempre di più. Lo studierò meglio”.

Cosa significa avere Klose nello spogliatoio?

“Klose è un punto di riferimento per me e per tutti i miei compagni. Nonostante sia un campione del mondo è il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene dall’allenamento. È un ragazzo umile che aiuta tutti, me compreso. E’ un onore giocare con lui. È una di quelle cose che un giorno potrò raccontare ai miei nipoti”.

Ti ricordi del tuo litigio con Obina nel 2009?

“Ormai è il passato. Sono trascorsi sei anni, ero un ragazzo troppo immaturo e ho agito inconsciamente. Oggi siamo amici. Sono molto grato al Palmeiras, mi scuso ancora per quell’errore commesso quel giorno e sono certo che non accadrà mai più”.

Quali furono le conseguenze di quell’episodio?

“Ho sofferto molto in quel periodo. Mi mandarono al Gremio, ma il nuovo allenatore aveva altre scelte e andavo sempre in panchina. Così chiesi la cessione e andai in prestito al Portuguesa. Lì ho fatto molto bene, così tornai al Palmeiras dove mi allenai separatamente dal resto del gruppo. Successivamente approdai al Victoria, in Serie B, per poi essere richiamato da Scolari. Le tappe successive furono il Vitoria e lo Joinville, dove ho fatto un campionato spettacolare. Attirai l’attenzione di diversi club, poi scelsi di andare allo Sport.

Dopo tanti cambiamenti, finalmente a 25 anni hai trovato stabilità?

“Sì, finalmente. Il mio sogno è il sogno di qualsiasi giocatore: giocare in un club che milita nei migliori campionati al mondo. Se Dio pensa che dovrei andare in un posto migliore, lo farò. Ma qui alla Lazio è fantastico. E se Lazio raggiungerà l’Europa, per me sarà ancora meglio.

Sogni già la seleção brasiliana?

“Sì, spero di fare come Hernanes. Lui fece grandi cose alla Lazio, che alla fine lo portarono a giocare la Coppa del Mondo. Io voglio seguire il suo esempio, ho lo stesso obiettivo”.

Anche se la difesa del Brasile sembra decisa…

“Thiago Silva e David Luiz sono grandi giocatori. Hanno esperienza, sono in grandi club, e fanno la differenza.  Devo osservarli e aspettare il mio momento. Sono sicuro che un giorno arriverà questa possibilità”.

Tornerai al Palmeiras?

“Ora non so, in futuro mi piacerebbe. Voglio essere un esempio per i più giovani”.

 
 
 
 


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Lazio, buona la prima: rimonta sul Bologna – FOTO

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La società biancoceleste pubblica una foto del post partita di LazioBologna, prima gara della stagione 2022/23. Allo stadio Olimpico la squadra di Maurizio Sarri trova il gol del pareggio con l’autogol di De Silvestri e rimonta con la rete del 4 volte capocannoniere in A, Ciro Immobile.

Arriva il commento di Sergej Milinkovic Savic. Il Sergente è stato decisivo anche in questa partita, servendo l’assist al bacio per il gol vittoria di Ciro Immobile.

 

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Un post condiviso da Sergej Milinkovic Savic (@sergej___21)

 
 
 
 


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