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L’agente di F. Anderson: “Resta alla Lazio anche senza Champions, ama la Lazio e i tifosi”

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Felipe Anderson, il calciatore del momento e non solo. La società in fretta è furia si è apprestata a rinnovargli il contratto, con cospicuo adeguamento del contratto ora prolungato fino al 2020, con opzione per l’anno successivo. Sulle frequenze di Radiosei è intervenuto il procuratore del ragazzo Stefano Castagna, che si è espresso sul momento ed eventuali prospettive di mercato:

“C’è tanta gioia perché la società ha dimostrato di saper valorizzare il ragazzo e di voler continuare questo progetto. Tutti possono vedere e apprezzare in questo momento i progressi di una squadra che può raggiungere obiettivi significativi. La Lazio è la squadra del momento e che, insieme alla Fiorentina, esprime il miglior calcio. È un piacere ora vederla giocare”.

Come avete fatto a venirvi incontro in così poco tempo?

“Il rapporto con la società è sempre stato molto buono. È normale che uno cerca sempre di curare i propri interessi al massimo ma in questo caso coincidevano per entrambe le parti. Non è stato difficile trovare un accordo. Il ragazzo aveva ancora tre anni e mezzo di contratto per cui non c’era tutta questa fretta di rinnovare. Bisogna comunque fare un plauso al presidente, al direttore sportivo e al segretario per aver voluto questo traguardo. Abbiamo ottimizzato il momento e siamo felici di questa fiducia e della possibilità di continuare questo progetto”.

Si è parlato anche di una clausola di rescissione?

“Il contratto è sicuramente importante. Il valore di giocatore lo fa il mercato insieme alle prestazioni che sta offrendo in questo momento. Non conta parlare ora della clausola”.

Eppure lo seguono club come il Manchester City, che è giunto fino a Torino per vederlo giocare…

“Il fatto che vengano squadre importanti a vederlo è sintomo del fatto che sta facendo benissimo. Abbiamo firmato con la Lazio e lui è felicissimo di Roma e dei tifosi. Tutto il resto è un problema che non si pone. Credo sia stato anche un premio per quanto espresso in questa stagione e soprattutto negli ultimi mesi. Ho sempre detto che il primo anno in Italia per i talenti come Felipe è sempre difficile, in quanto vieni da un altro paese e da un’altra cultura calcistica. Poi lui nell’estate 2013 arrivò infortunato, saltando anche la preparazione. Ci sono stati dei momenti difficili ma il suo talento nessuno lo ha mai messo in discussione. C’era solo da aspettare”.

La gestione del ragazzo, soprattutto in alcuni momenti, è stata eccezionale da parte della società…

“Quando un club fa un investimento del genere mette anche in conto il tempo necessario per inserirti, accettando anche qualche errore. Noi questo lo sapevamo ed è stata la molla per cui abbiamo scelto i biancocelesti. Poi Felipe è un ragazzo intelligente, professionale che sa come lavorare e aspettare il momento giusto. Questo è un binomio importante e i risultati si vedono”.

Che tu sappia, Dunga crede al ragazzo?

“In Brasile ci sono tanti giocatori di qualità, per cui non è semplice far parte dei 23 della Nazionale. Lui ora è felicissimo di far parte della selezione dell’Under21, che punta ora a vincere l’Olimpiade nel proprio paese, unico trofeo che manca ai verdeoro. Se dovesse poi continuare a questo livello, la nazionale maggiore sarà una normale conseguenza”.

Nella nazionale maggiore potrebbe poi giocare accanto al suo amico Neymar…

“Neymar ne fa parte già da qualche anno e credo che ci rimarrà per molto tempo. Spero che anche Felipe possa raggiungerla quanto prima”.

Se la Lazio non dovesse arrivare in Champions, Felipe sarebbe un giocatore della Lazio anche per il prossimo anno?

“Non vedo particolari problemi anche in quel caso. La Champions sarebbe l’ideale ma l’importante è arrivare in Europa. Anche l’Europa League non è niente male”.

 


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Il Messaggero| Vicina quota 40.000 contro lo Spezia. Lotito sarà a colloquio con Sarri e Tare per le prossime mosse del club

edo9923@hotmail.it'

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Undicimila i biglietti venduti per domenica, i tifosi biancocelesti ormai costituiscono il quarto bacino d’Italia. Si muovono in massa anche in trasferta: hanno rimosso la batosta in Danimarca, hanno prenotato in 1.000 un posto a Graz, in 2.500 si sono già rifatti gli occhi a Cremona. C’è la possibilità di centrare, almeno in campionato, la terza vittoria di fila. Non arriva da oltre un anno e mezzo, da aprile 2021, era stata conquistata proprio contro lo Spezia. Sarri non parla alla vigilia, un po’ perché squalificato (al suo posto Martusciello in panchina), un po’ per scaramanzia. Riecco anche il Capitano, Immobile voleva giocare con Inghilterra e Ungheria, figuriamoci se avrebbe davvero rinunciato allo Spezia sei giorni dopo. Ciro ieri era subito in campo. Vuole esserci a ogni costo per superare i 187 gol, contro lo Spezia l’anno scorso trovò una tripletta, contro i club liguri si è sempre scatenato. Sarri tiene sempre in considerazione i piani b Cancellieri e Pedro. Oltretutto per il futuro, a sorpresa, prende quota in quel ruolo anche l’idea Luka Romero.

 

Non vuole perdere questo talento a zero, Lotito, arrivato ieri alle 19.15 a Formello per un brindisi (con Rao, Fabiani, la comunicazione e il marketing) per la sua elezione al Senato. Il patron commosso, ha rinviato un altro cin cin e il discorso con Sarri, Tare e la squadra a domani pomeriggio nella pancia dell’Olimpico. Il tecnico vuole regalargli il successo, ma chiede sempre un terzino sinistro a gennaio: è in ballo Parisi dell’Empoli, c’è Valeri in risalita, anche se su quest’ultimo andrebbe fatto poi un intenso lavoro difensivo nel passaggio da esterno alla linea a quattro, stile Lazzari. Cataldi aveva preso una botta giovedì pomeriggio, ha già recuperato. Luis Alberto vuole riprendersi una maglia dal primo minuto. Sarri terrà conto anche del tour de force di 12 gare in 43 giorni, fra campionato e Coppa. La Lazio ne giocherà all’Olimpico sette, più della metà. E allora bisogna sfruttare il calore e la spinta fra le proprie mura, quest’anno, su 4 sfide casalinghe, i biancocelesti ne hanno vinte 3 e persa appena una contro il Napoli capolista. In generale, nell’anno solare 2022, a prescindere dall’affluenza sugli spalti, in 17 match sono arrivate appena 3 sconfitte di cui quelle con Milan e Napoli, praticamente a fine gara. Poi 9 successi e 5 pareggi, inserendo nel computo Europa League e Coppa Italia.

Il Messaggero

 


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