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Per Lei Combattiamo

L’ex Corradi: “Pioli? In estate ero uno dei pochi ad essere contento del suo arrivo” Poi sul derby…

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Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato Bernardo Corradi, ex attaccante biancoceleste dal 2002 al 2004, attualmente commentatore di Mediaset Premium.
Bernardo la giornata di domani può essere molto importante per la Lazio, anche in virtù degli incroci tra Roma-Napoli e Fiorentina-Sampdoria…
Sicuramente. Bisognerà essere bravi a sfruttare questo turno che sulla carta sembra favorevole. Il Cagliari di Zeman poi sembra l’avversario ideale per la Lazio, perchè lascia sempre grandi spazi e in questo momento, se lasci campo a questa squadra, sei spacciato. L’unica cosa da non fare è prendere sottogamba la partita. Ogni sfida, anche la più semplice, può nascondere delle insidie.
Gran parte del merito di questi risultati va dato a Stefano Pioli. Che idea ti sei fatto sull’operato del Mister?
In estate ero uno dei pochi ad essere contento del suo arrivo. Ricordo che fu accolto da molto scetticismo, ma conoscendo sia l’uomo che la professionalità che mette nel suo lavoro, non avevo dubbi sul suo valore. Inoltre ha un grande staff tecnico, tutta gente molto preparata per un contesto importante come quello della Lazio.
Quest’anno è arrivato a Roma Filip Djordjevic, un giocatore che a molti ricorda il tuo modo di giocare, fatto di sacrificio per la squadra e sponde per gli inserimenti dei centrocampisti, Sei d’accordo con questa disamina?
Sì penso che sia corretto. Giocatori come Djordjevic, o come potevo essere io, magari non fanno venti gol a stagione, ma sono molto preziosi per la squadra. Va detto che Filip, come valeva per me, non tira calci di rigore, un aspetto che potrebbe spostare l’asticella più verso i venti gol che verso i dieci.
Molti qui a Roma rivedono in questa Lazio la squadra di Mancini, dove c’eravate tu, Fiore, Stam e tanti altri calciatori di livello. Parliamo, più che di aspetto tecnico, di unione di gruppo…
Osservando dall’esterno non posso giudicare con esattezza quanto sia unito questo gruppo. Da quel che vedo c’è molta sintonia, come c’era anche nel nostro caso. Pensate che io ancora vado a cena o in vacanza con molti giocatori con cui ho giocato a Roma.
Il giocatore che si è messo più in luce in questi ultimi mesi è senza dubbio Felipe Anderson. Pensi che sarà lui ad incidere maggiormente su un’eventuale qualificazione in Champions League?
Credo di sì e me lo auguro per la Lazio. La cosa che sorprende maggiormente è vedere che fa queste cose a 21 anni. E’ tornato ad essere il giocatore che faceva parte del famoso trio delle meraviglie del Santos insieme a Ganso e Neymar. La mia speranza è che possa restare a Roma per un altro po’ di anni. Immagino che se continuerà a giocare così molte squadre europee vorranno accaparrarselo.
Nel salutarti, ci dici secondo te quali saranno le squadre che centreranno il secondo e il terzo posto?
Penso che sarà una lotta molto affascinante e che probabilmente potrà essere decisa da una partita in particolare, il Derby del 24 maggio.

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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