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Kakuta e la sua voglia di rivalsa: “Al Rayo Vallecano credono in me”

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Un arrivo in casa Lazio condito dalla benedizione del ds biancoceleste Igli Tare: aspettative che però non hanno trovato lo sperato seguito. 28 i minuti collezionati a Roma in due sole presenze. L’esterno nativo del Congo ora disegna gol e assist tra le fila del Rayo Vallecano, dopo il prestito dal Chelsea. Ai microfoni di France Footbal, Kakuta si è espresso sul suo momento attuale, cogliendo l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe:

Il Real Madrid ha vinto 9-1 contro il Granada, credi che il Rayo Vallecano farà la stessa fine?

“Non credo. Col Granada il Real è stato straripante, ma stasera giochiamo in casa nostra. Sarà un match difficile per loro, è pur sempre un derby. Sono molto motivato in queste partite”.

Hai giocato con Bolton, Dijon FCO, Vitesse Arnhem e Lazio. Poi sei approdato al Rayo Vallecano la scorsa estate. Con 29 presenze e 5 gol, stai disputando la tua miglior stagione, come te lo spieghi?

“Sono più determinato rispetto alle stagioni precedenti, mi prendo cura del mio corpo e lavoro duramente così da non infortunarmi più. Presto attenzione a degli aspetti che prima nemmeno consideravo, ma la cosa fondamentale è che mi fido del mio allenatore. Ho fatto molte esperienze in diversi paesi, ho imparato molto. Proprio grazie a quelle esperienze ho aperto gli occhi. Non sono più il ragazzo dei video su youtube, quello che gioca 20 minuti. Voglio dimostrare a tutti che ho lo stesso talento di quando ero giovanissimo”.  

Eri considerato un campione dopo la vittoria dell’Europeo Under 19, alcuni tuoi ex compagni di squadra come Lacazette, Grenier o Griezmann ora giocano in Ligue 1. Tu stai faticando molto, perché?

“(Silenzio, ndr)… Ero sicuro che sarebbero diventati grandi giocatori. Per quanto riguarda me, sono capitato in molte squadre dove mi volevano i dirigenti ma non gli allenatori. Durante questo periodo, gli altri hanno giocato e sono migliorati, mentre il mio percorso di crescita si è arrestato. Ho avuto la dimostrazione che il calcio non aspetta nessuno, fortunatamente ho solo 23 anni”.

Nel 2009 Ancelotti disse riferendosi a te: “A questa età, non ho mai visto un giocatore con così tanto talento”. È questo tipo di complimenti che ti ha fatto montare la testa?

“No, ho ricevuto una marea di complimenti e non mi sono mai montato la testa. Al Chelsea è stato solo difficile trovare un posto”. 

Forse sei andato all’estero quando eri troppo giovane (a 16 anni)?

“No, non credo. È una scelta che farei di nuovo. Mi sono demoralizzato quando avrei dovuto crederci. Sono diventato un professionista a diciassette anni e adesso ne ho solo ventitré, ho ancora un sacco di tempo davanti a me. Molti giocatori esplodono a 27/28 anni, questo mi consola”.

Il Chelsea ti ha mandato in prestito cinque volte, non sei stanco di questa situazione?

“Al Chelsea cambia spesso l’allenatore. I giovani sono un po’ messi da parte perché si punta a risultati immediati. Per questo bisogna cercare di trarre il massimo dal prestito per poi tornare maturati. Ma se non va bene, vieni ceduto nuovamente in prestito”.

In questa stagione di Liga, sei quinto per numero di dribbling dietro a Messi e Neymar…

“Sono in una squadra che ama giocare la palla e mantenere il possesso. Quando sono negli ultimi trenta metri, il mister mi chiede di liberarmi e provare il tiro. Il nostro sistema di gioco, il 4-2-3-1, ci permette di avere quattro giocatori offensivi costantemente in movimento. I dribbling? È il mio lavoro per creare superiorità numerica. Se il mister ci chiede di giocare con un solo tocco, io lo faccio”.  

Hai fatto cinque gol e sfornato sei assist, sei anche diventato concreto…

“Il campionato spagnolo si addice alle mie caratteristiche. Sono capitato in squadre che giocavano poco palla a terra, mi criticavano perché tenevo troppo la palla. Mi è stato chiesto di snaturarmi, qui è un’altra cosa. Qui il gioco è basato sul possesso, questa filosofia permette di valorizzare le mie qualità”.  

Il tuo prestito scadrà in estate, poi cosa vedi nel tuo futuro?

“Per il momento mi concentro sul Rayo Vallecano. Cercherò di fare del mio meglio fino alla fine della stagione, poi si vedrà …”.

Vuoi sempre giocare con il Chelsea?

“Tutti sognano di giocare nel Chelsea”.

Florent Ibengue, l’allenatore della Repubblica Democratica del Congo, spera che tu possa giocare nella sua Nazionale…

“Il Congo è il mio Paese, stanno facendo un ottimo lavoro. Il ct è riuscito a formare un gruppo di buoni giocatori. Ma per ora non penso alla mia carriera internazionale, non è una questione prioritaria per me”. 

 

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Lotito: “Dopo la Juventus, la Lazio ha vinto più di tutte”

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Claudio Lotito nella giornata odierna ha preso parte alla presentazione del libro “La Regina del Fioretto” di Valentina Vezzali, alla Casina dell’Orologio a Villa Borghese. Dopo l’evento il presidente della Lazio ha parlato in merito alla situazione attuale della sua squadra e ha poi espresso un pensiero sulla recente vittoria della Conference League da parte dei giallorossi.

Sulla Lazio: “Più che di rivoluzione parlerei di rinnovamento, un perfezionamento di un lavoro intrapreso e che porteremo a compimento. I cambiamenti saranno quelli giusti e necessari per rendere ancor più competitiva la squadra e potere lottare per raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Sulla Roma: “Se la vittoria della Roma in Conference mi dà stimoli? Vedo sempre le cose in casa mia e non quello che succede in casa degli altri. I miei stimoli nascono dal fatto che, dopo la Juventus, la Lazio ha vinto più di tutte, con tre Coppa Italia e tre Supercoppa Italiana. E poi si è sempre classificata nelle posizioni di alta classifica. Come laziali abbiamo nel nostro palmares una storia di vittorie e trofei molto importanti. Detto questo, ogni volta che vince il merito fa sempre piacere. Nel momento in cui ci sono competizioni internazionali – ha concluso – sono un italiano e faccio in modo che prevalgano gli interessi nazionali”.

 

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