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Per Lei Combattiamo

La Lazio sa solo vincere. Un gol di Lulic schianta il Napoli e regala la finale ai biancocelesti

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Lulic, ancora tu! L’eroe del 26 Maggio è di nuovo decisivo in Coppa Italia e con un gol da uomo d’area piega il Napoli e porta la Lazio in finale, dove ad aspettarla troverà  la Juventus, vittoriosa ieri in quel di Firenze per 3-0.

PRIMO TEMPO. Pioli sceglie la stessa formazione scesa in campo sabato a Cagliari, ad eccezione di Marchetti che quest’oggi s’accomoda in panchina a favore dell’albanese Berisha, sempre più portiere di coppa. In avanti, quindi, le speranze di passaggio del turno sono affidate al cinismo di Klose, l’estro di Candreva e il talento di Anderson. Benitez risponde con un 4-2-3-1: unica punta Higuain, supportato alle sue spalle da Hamsik, Mertens e Gabbiadini. La prima fiammata della partita è della Lazio, con Anderson che, con caparbietà, recupera un pallone sulla trequarti e serve subito in profondità Candreva, ma il sinistro dell’ala di Tor de’ Cenci è stoppato dalla difesa napoletana. La posta in palio è alta e, così, l’inizio del match è abbastanza contratto, con entrambe le squadre che si preoccupano maggiormente di non concedere il fianco all’avversario, piuttosto che affondare il colpo in attacco. Al 20′ Klose difende saggiamente palla in area e la offre a Candreva che arriva da dietro e lascia partire una botta tremenda che lambisce il palo e termina sul fondo. Il primo squillo del Napoli arriva al 29′ ed è di Gabbiadini che, su punizione da distanza siderale, vede infrangersi sul palo una conclusione sulla quale Berisha non sarebbe mai arrivato. Al 42′ Biglia recupera palla nella metà campo azzurra e serve di prima Candreva, l’esterno romano non ci pensa su due volte e mette subito all’interno dell’area un cross sul quale Braafheid non riesce a colpire di testa con convinzione e la palla termina ampiamente lontana dalla porta. La prima frazione di gioco termina, dunque, sul parziale di 0-0.

SECONDO TEMPO. Al rientro dagli spogliatoi, nè Benitez, nè Pioli operano alcun cambio. Al 51′ il Napoli spreca un’occasione colossale: Maggio mette in mezzo un pallone velenoso sul quale Basta interviene in anticipo su Higuain che, altrimenti, avrebbe battuto a rete senza problemi. Pioli si gioca la carta Mauri al posto di Cataldi dopo appena 10′ minuti dall’inizio della seconda frazione di gioco, passando conseguentemente al 4-2-3-1. Mossa vincente perché la Lazio inizia a premere con maggiore pressione ed efficacia, alla ricerca del gol qualificazione. Al 59′ Biglia serve Klose che va in campo aperto, ma il tedesco viene steso non appena entrato in area: l’arbitro, inconcepibilmente, non concede il penalty. Passano una decina di minuti e Braafheid lancia inavvertitamente Higuain con un passaggio all’indietro, ma Berisha riesce a fermare l’argentino con una tackle provvidenziale. La Lazio tenta il tutto per tutto e gioca stabilmente nella metà campo avversaria, rischiando il contropiede napoletano, ma il muro azzurro sembra tenere egregiamente. Al 75′ Andujar compie una prodezza sul colpo di testa da posizione ravvicinata di Lulic. Pochi minuti più tardi Hamsik prova l’eurogol con una volèe che sfiora il palo dai trentacinque metri. La Lazio insiste e finalmente al 79′ trova la via del gol grazie al solito spunto di Anderson che sfugge ai difensori napoletani e serve un assist d’oro che Lulic appoggia in rete senza problemi. Negli ultimi minuti del match ancora l’eroe del 26 Maggio salva sulla riga un gol fatto, negando al Napoli la possibilità dei tempi supplementari



 


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Urbano Cairo: “Questa volta io e Lotito la pensiamo alla stessa maniera. Al calcio serve sostegno”

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Il Presidente del Torino, Urbano Cairo, ha commentato, al telefono con l’ANSA, gli emendamenti presentati in Parlamento per aiutare il calcio: “Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato: penso al tax credit per il cinema, ad esempio (incentivo che peraltro vede escluse le TV come la 7 che danno lavoro a 500 persone con le loro trasmissioni e la cui occupazione andrebbe tutelata come quella del cinema dove il ministro della cultura Franceschini prese molto a cuore i problemi del settore riuscendo ad ottenere supporto).

Il discorso della rateizzazione fiscale per le società, che non è a fondo perduto come i tax credit ma una semplice dilazione, ha un senso, tra l’altro, anche come sostegno ad un comparto che contribuisce in larga parte al mantenimento degli altri sport. Quanto all’idea di modificare la legge Melandri e prolungare da tre a cinque anni la durata dei diritti tv, non è certo un assist a un’emittente TV o un’altra. Qualsiasi persona di buon senso capisce che è una sacrosanta opportunità per chi investe di ottenere un guadagno grazie alla continuità del progetto. E di conseguenza consente a chi vende di ottenere di più. Mi pare elementare da capire, e se non sbaglio funziona così anche all’estero. In Spagna, ad esempio, dove i diritti tv li valorizzano bene, gli anni di durata sono appunto cinque e sei per quelli internazionali”.

 


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