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La Lazio vuole fare la storia

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ROMA C’è da scrivere un altro capitolo importante nella storia della Lazio: l’ottava finale di Coppa Italia e colorare una stagione che sta regalando grandissime soddisfazioni, tanto da far persino lievitare il target degli obiettivi. Questa è una squadra dai grandi numeri che stasera tenterà l’impresa al San Paolo contro un avversario deluso dal campionato ma ancora in linea nelle Coppe. La sfida secca, tra formazioni che si equivalgono, sfugge a facili vaticinii perciò, nonostante il piccolo vantaggio che l’uno a uno dell’andata regala ai partenopei, la qualificazione resta apertissima. La Lazio, reduce dalle 7 vittorie consecutive, ha dimostrato di vivere un periodo di grazia: consapevole dei propri mezzi, scortata da un’immensa fiducia, resa imprevedibile dalla freschezza di alcuni dei suoi migliori interpreti. Per arrivare alla finale del 7 giugno dovrà segnare almeno un gol ma questo non rappresenterà un problema per una squadra che ne ha collezionato 54 in campionato e che si troverà davanti il reparto più fragile di Benitez.

SERVE SEGNARE
Lazio e Napoli segnano e subiscono tanto, prerogative che dovrebbero assicurare incertezza e spettacolo. Però, almeno in questa occasione, conterà soltanto il risultato perché il resto finirà per appartenere al repertorio dei rimpianti e che non renderanno meno amara un’eventuale eliminazione. Arrivare al gol senza subirlo: dovrà essere questo l’imperativo che i biancocelesti dovranno seguire in campo: serviranno pazienza, sacrificio e attenzione. Stefano Pioli l’ha detto e ripetuto ai suoi ragazzi. «La concentrazione dovrà essere assoluta anche perché il Napoli è uno dei peggiori avversari che potesse capitarci. E’ vero che, nelle due volte all’Olimpico, non lo abbiamo battuto però ci siamo dimostrati all’altezza e questo dovrà accrescere la convinzione di poter centrare l’obiettivo di inizio stagione». L’allenatore non si fida della partita secca. «In novanta minuti potrebbero diventare decisivi tanti fattori, non soltanto la forza e la forma di una squadra. Napoli e Lazio hanno valori simili, il San Paolo darà una spinta notevole ai nostri avversari ma noi abbiamo delle carte da giocarci per centrare la qualificazione alla finale».

SFIDA TRA BOMBER
La Lazio dovrà continuare a sfruttare la qualità e la velocità che possiede sulle fasce, soprattutto con la fantasia di Anderson e le incursioni di Candreva, per aprire il dispositivo arretrato avversario e capovolgere l’impostazione tattica della gara che, almeno in avvio, sarà favorevole al Napoli, grazie alla rete in trasferta. I bianconcelesti hanno da tempo scalzato gli azzurri dal terzo posto in classifica e stasera cercheranno di eliminarli anche dalla Coppa Italia. In quest’ottica diventerà centrale il duello tra 2 grandi attaccanti: Klose e Higuain, una sorta di piccola rivincita della finale Mondiale. La ritrovata brillantezza del tedesco ha restituito alla Lazio incisività e personalità.
Un apporto, di gol e di rendimento, che ha garantito un impulso fondamentale nella straordinaria galoppata laziale degli ultimi mesi. Al contrario, la fase negativa del Napoli in campionato, è cominciata proprio con il calo di forma del bomber argentino. La finale di Roma passerà attraverso le loro prestazioni e i loro gol. Ma ci sono ottime possibilità che possa finire come a Rio de Janeiro, il 13 luglio scorso.

Il messaggero 

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Scudetto Milan, rubata la medaglia di Pioli: “Restituitemela, è l’unica che ho”

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 Episodio sgradevole durante i festeggiamenti per il diciannovesimo titolo rossonero. Il tecnico: “Me l’hanno strappata dal collo, aiutatemi a ritrovarla”.

REGGIO EMILIA – La festa per lo scudetto vinto dal Milan non è rovinata. Ma l’episodio è sgradevole. Al tecnico rossonero Stefano Pioli è stata rubata la medaglia ricevuta durante la premiazione. “Mi hanno strappato la medaglia nelle celebrazioni: se potete fare un appello vi ringrazio, è l’unica che ho”.

Il furto della medaglia di Pioli è avvenuta mentre si stavano svolgendo i festeggiamenti. I tifosi hanno cantato in continuazione il coro “Pioli is on fire”, sulle note della celebre canzone “Freed from desire”. Prima della premiazione dei rossoneri, Ibrahimovic aveva innaffiato di prosecco Pioli, poi si era acceso un sigaro. “Non mi sono mai sentito così bene – aveva detto poco prima del fattaccio Pioli – io mi conosco e so quanto è importante sentirmi apprezzato come mi sono sentito nell’ambiente Milan. E questo mi ha permesso di fare quello che ho fatto e ai miei giocatori di darmi il cuore e la testa. Siamo un squadra di fenomeni, non abbiamo mai mollato. Ci abbiamo creduto sempre e siamo stati più continui dell’Inter”. Restituite quella medaglia a Pioli, se l’è meritata. Repubblica.it 

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