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Lazio, bellissima d’Italia

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Immensa, infinita, regale Lazio. Quando il San Paolo si preparava ai titoli di coda, pensando alla finale dell’Olimpico contro la Juventus, è arrivata la zampata di Senad Lulic a decidere vittoria e qualificazione. Questa è proprio la Coppa di Lulic perché il centrocampista bosniaco, qualche minuto dopo la prodezza, andava sulla riga di porta a respingere miracolosamente la conclusione di Insigne, destinata al gol. Finiva con il trionfo dei biancocelesti in mezzo al prato e con gli azzurri, sconfitti e delusi, che vagavano come mosche e fishiati dal pubblico. Una notte speciale per la Lazio che ha conquistato l’ottava finale della sua storia, che ha dato già un senso concreto a una stagione speciale. E’ stata anche la grande notte di Stefano Pioli che ha centrato il primo obiettivo. Una qualificazione giocata con sagacia, concentrazione e spirito di sacrificio assoluto, come aveva chiesto l’allenatore.

SFIDA TATTICA. Il primo tempo è stato bloccato dalla paura di sbagliare e di subire gol. La squadra laziale è apparsa troppo timida e compassata, incapace di conferire velocità alla manovra con Biglia che giocava sulla linea dei centrali difensivi. A centrocampo né Cataldi, né Parolo riuscivano a verticalizzare anche per l’ottima disposizione tattica dei partenopei. Benitez conteneva molto bene le fasce, mandando a raddoppiare e persino a triplicare su Anderson e facendo braccare Candreva. Gara tattica e soporifera nei ritmi, con il Napoli a gestire la situazione favorevole per il gol segnato all’andata. I biancocelesti troppo lenti nella circolazione della palla, prevedibili nei fraseggi, spesso fallosi nei passaggi, raramente riuscivano a portare avanti una manovra avvolgente. Avaro lo spettacolo, scarne le occasioni e partita che, avendo assunto una connotazione tattica molto marcata, non decollava anche perché la posta in palio era troppo alta e nessuna delle squadre voleva concedere il benché minimo vantaggio. Un diagonale di Candreva, di poco a lato, e una punizione, finita sul palo, di Gabbiadini erano gli unici bagliori di una prima frazione senza squilli e molto equilibrata.

OTTIMA RIPRESA. In avvio di secondo tempo Pioli cambiava le fasce di Candreva e Anderson, nell’intento di conferire maggiore vivacità e incisività al gioco. Poi ridisegnava l’assetto inserendo Mauri al posto di Cataldi, passando al 4-2-3-1, quindi mandava dentro anche Lulic. La sfida usciva da torpore fisiologico, lievitando nei ritmi e nelle geometrie, Biglia avanzava di qualche metro il suo raggio d’azione entrando con maggiore frequenza nel cuore della manovra. Anche Anderson si scuoteva puntando e superando avversari con dribbling in velocità. Una Lazio che appariva più tonica e determinata alla ricerca di quella rete che poteva cambiare il destino della qualificazione. Gli azzurri non restavano a guardare e la partita regalava squarci di bel calcio, capovolgimenti di fronte, azioni rapide, brividi e situazioni importanti per sbloccare il risultato. Con il passare dei minuti saliva la tensione e diminuiva la lucidità. La Lazio, però, prendeva al guinzaglio la gara e Lulic aveva la palla del match ma il colpo di testa, su perfetto cross di Anderson, era debole e centrale su Andujar. Roba da mordersi le mani. La squadra di Pioli piantava le tende nella metà campo napoletana, cercava con pervicacia la rete che trovava meritatamente con lo stesso Lulic, sempre su servizio di Anderson. Era l’apoteosi di una serata da ricordare che ha portto la Lazio in finale di Coppa Italia (traguardo che vale anche la finale di Supercoppa Italiana). Ancora da decidere la data, che dipenderà dal cammino che effettuerà la Juventus in Champions League. Per adesso è fissata al 7 giugno ma potrebbe slittare.

(Il Messaggero)

 


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Formello

FORMELLO – Scarico per i titolari e breve fase tattica

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Dopo la sconfitta di ieri arrivata ieri all’Allianz Stadium, nella gara che ha sancito l’eliminazione della Lazio dalla Coppa Italia per mano della Juevntus, i biancocelesti sono subito tornati in campo, in preparazione del match che vedrà impegnati gli uomini di Sarri lunedì sul campo dell’Hellas Verona. A Formello nel pomeriggio i titolari di ieri hanno svolto lavoro di scarico, mentre le riserve hanno lavorato dal punto atletico, prendendo poi parte ad una breve fase tattica.

Successivamente è stata la volta della consueta partitella a campo ridotto, prima con le stesse squadre della parte tattica, poi anche mischiate.

 


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