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Per Lei Combattiamo

12/04/2000 – Nel giorno del dramma di Ronaldo, la Lazio ipoteca la Coppa Italia. Per uno storico double

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Mercoledì 12 aprile 2000. Allo stadio Olimpico va di scena l’andata della finale di Coppa Italia (non esisteva ancora la finale unica, ndr) tra Lazio e Inter. Gli uomini di Eriksson sono in corsa per lo scudetto ma non vogliono snobbare la coppa. Quelli di Lippi, invece, vedono nel trofeo nazionale l’unico modo per salvare una stagione anonima. Entrambe le squadre hanno raggiunto meritatamente l’ultimo atto del torneo, ma solo una potrà alzare la coppa. La Lazio parte forte ma dopo 8′ Seedorf la fredda. Una rete pesante, in grado di abbattere chiunque. Ma non quella squadra. Inzaghi e compagni caricano a testa bassa e al 40′ vedono premiati i propri sforzi: Nedved s’inserisce centralmente e batte Peruzzi. La rete del pareggio carica ancora di più i capitolini, che al 52′ trovano il sorpasso con l’ex Simeone. Lippi gioca così la carta Ronaldo, al rientro dopo 5 mesi, ma il brasiliano pochi minuti dopo s’infortuna gravemente, facendo calare il gelo sull’Olimpico. Una vittoria oscurata dal suo dramma. La Lazio porterà comunque a casa la vittoria, che al ritorno difenderà con uno 0-0. Conquisterà dunque uno storico double, scudetto e coppa Italia.

Di seguito il tabellino:

LAZIO: Ballotta, Gottardi, Couto, Mihajlovic, Pancaro, Conceicao, Sensini, Stankovic (55′ Mancini), Simeone (81′ Almeyda), Nedved, S.Inzaghi (76’ Salas). A disposizione: Marchegiani, Negro, Lombardo,Veron. Allenatore: Eriksson.

INTER: Peruzzi, Panucci, Blanc, Cordoba, Moriero (46′ Di Biagio), J.Zanetti, Seedorf, Cauet, M.Serena, Mutu (58′ Ronaldo), Baggio (I) (58’ Zamorano). A disposizione: Frezzolini, Colonnese, Domoraud, Recoba. Allenatore: Lippi.

Arbitri: Sigg. Trentalange (Torino) e Pellegrino (Barcellona Pozzo di Gotto).

Marcatori: 8′ Seedorf, 40′ Nedved, 52′ Simeone.

Note: Ammoniti Moriero per proteste, Nedved, Couto, Almeyda per gioco falloso. Recupero, 2′ p.t., 5′ s.t. Antidoping per Almeyda, Mihajlovic, Panucci e Zamorano.

Spettatori: 35.824

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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