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Quando protagonisti lo diventano i tifosi e le emozioni: la più grande vittoria di un Popolo

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pioli

9/04/15. Una data che rimarrà impressa nella mente e nel cuore di chi ha premiato la sua esistenza, vivendola con l’Aquila biancoceleste stampata nel cuore. No, non centrano trofei o titoli da apporre in bacheca, record o risultati strabilianti da annoverare sugli almanacchi e tramandare ai posteri. Nessun trionfo storico, stoico od eroico. Quello che è successo prescinde da qualunque mero risultato sportivo, elude perfino le asfissianti dinamiche di uno sport ormai divenuto ostaggio della sua matrice business. Diviene comprensibile e immaginabile anche a chi non ne fa una propria passione: vi è mai successo di andare al teatro, ad uno spettacolo o un concerto e veder i protagonisti dello stesso intenti a voler invertire i ruoli con la gremita e osannante platea? Chi mai ha avuto la fortuna di essere ammirato, con emozionato stupore, dai propri idoli o beniamini? Un protagonista che quotidianamente si nutre della passione della sua gente che scambia i ruoli e cerca di immortalare, imitare e somigliare il più possibile a quella stessa sua gente, manifestando e restituendo senza freni inibitori un affetto ed una passione accumulata nel tempo e difesa con onore. Di qualunque ambito o settore si voglia parlare, una cosa mai vista prima, fino a mercoledì notte. Quando una squadra di miti milionari si getta fra le braccia del suo popolo festante, assetato di amore e lazialità. Un popolo accorso in circa 3000 unità in piena notte a Formello per ringraziare i protagonisti. La felice e inimmaginabile sorpresa è che i protagonisti lo diventano i tifosi festanti e chi è da sempre attore protagonista, con piacere, indossa i panni dello spettatore. Gli attori che scrutano sorpresi, imitano, filmano e fotografano la platea, facendola sentire attore, protagonista sul palco. Il risultato sportivo di una storica qualificazione ottenuta al San Paolo, nella tana di un Napoli ferito, e raggiunta grazie a straordinarie qualità morali e tecniche di un gruppo, e di chi lo guida, non vuole in alcun modo essere precocemente accantonato, ma c’è altro. Una squadra che al termine del match rappresenta in campo la sua gente, fondendosi e identificandosi con la stessa. Il sipario è calato: non esistono più attori e spettatori, professionisti e appassionati, ma un unico popolo frutto del connubio e gravido di un amore viscerale. Non si sorprendano allora nel vedere il fiero condottiero cantare in panchina l’inno della propria gente, al cospetto di colleghi professionisti impettiti e intenti a specchiarsi nei flash dei fotografi. Non si sorprendano nel sentire lo stesso fiero condottiero dichiarare: “I tifosi li hanno le altre squadre, noi abbiamo un Popolo e noi siamo una famiglia”. Solo per citarne alcune. Il bagno di folla e di entusiasmo di Termini ha trovato la sua lieta e naturale chiosa nel notturno e festante abbraccio di Formello. Dalla partenza al ritorno: un cerchio che si chiude. Un sintomatico gioco di successione di eventi e destino, la cui perfezione trova metafora proprio nella figura che ha visto la luce fra le mani di Archimede. All’interno del cerchio un Popolo e una miscela inebriante di emozioni dal color del cielo. Il Popolo biancoceleste non poteva chiedere e non ha mai chiesto altro, solo rispetto e consapevolezza del valore di quei colori, quel simbolo, quella maglia, quella storia. La più grande vittoria di un Popolo.

 


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MOVIOLA – Ayroldi gestisce una gara fisica: dubbi sul gol annullato a Casale, giusta l’espulsione per il Verona

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Termina la sfida delle 15:00 tra Hellas Verona e Lazio con il risultato di 1-1. A dirigere l’incontro è stato il signor Giovanni Ayroldi, che ha gestito una gara fisica e con diversi episodi arbitrali. Nel primo tempo poco d segnalare, qualche svista per l’arbitro come in occasione del fallo fischiato a Zaccagni, che in realtà aveva recuperato il pallone. Per il resto, un ammonito per parte, Duda per il Verona e Marusic per la Lazio.

Nella seconda frazione, sono aumentati gli episodi: la squadra di casa pareggia, i biancocelesti ritravano il vantaggio con Casale il cui gol viene però annullato. Il Var infatti richiama Ayroldi all’on field review, che valuta a spinta del difensore della Lazio troppo evidente, e quindi la rete viene annullata. Successivamente, in casa gialloblù viene espulso Duda già sanzionato nel primo tempo, un rosso che forse sarebbe dovuto arrivare prima. La gara si conclude con 3 ammonizioni in casa Lazio.

 


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