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ESCLUSIVA – Cesar, da Pioli a Mauricio: “Qualsiasi cosa accadrà a Torino, la Lazio c’è”

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SS Lazio v Juventus FC - Serie A

Questa Lazio non si ferma, in casa come in trasferta. Gli ultimi infortunati sono l’unica nota dolente del momento biancoceleste. La redazione di LazioPress.it, ha contatto in esclusiva, il nostro grande Cesar Aparecido Rodrigues, per tutti “Cesaretto”:

Ottava vittoria consecutiva, o meglio nona se consideriamo anche la Coppa Italia e secondo posto raggiunto. Ti aspettavi una stagione simile da parte della Lazio?

“Certo, l’ho detto all’inizio che la Lazio sarebbe arrivata seconda (ride, ndr). Scherzi a parte, credo che sia una sorpresa per tutti. Pioli ha una mentalità da vero lavoratore. Questo era immaginabile perchè basta vedere il suo curriculum e ascoltare come parla di lui chi ci ha lavorato e lo conosce bene. Per arrivare a questo livello però, oltre al lavoro ci vogliono tante altre componenti. Una su tutte la potenzialità di questi ragazzi che stanno facendo davvero qualcosa di incredibile. Quando si uniscono lavoro, qualità ed energia positiva non può che andare tutto bene. Dopo una partenza non fantastica nessuno si aspettava questa Lazio”. 

Qual è secondo te il vero segreto di questa Lazio?

“Prima di tutto Pioli. Lui è uno di quelli a cui non piace parlare molto, ma dimostra il suo valore con i fatti. Ha agito nell’ombra e i risultati gli stanno dando ragione. Per arrivare al successo poi, come ho già detto, devono incastrarsi tante cose. La squadra nel suo totale, gli infortuni, i cartellini e l’esplosione dei singoli. Felipe Anderson ha raggiunto livelli incredibili. Cavanda domenica ha fatto una partita perfetta. Biglia a centrocampo è immenso. Candreva che ha sempre i suoi spunti nonostante non credo sia al top. De Vrij e Mauricio in difesa con Basta che si sta ritrovando rispetto all’Udinese. E poi ovviamente Klose che è tornato ad essere Klose”.

Il prossimo turno vedrà la Roma impegnata in casa contro l’Atalanta e la Lazio nella difficile gara dello Juventus Stadium. In molti sono già convinti di un possibile contro sorpasso. Tu cosa ti aspetti e soprattutto questa Juve si può battere?

“L’Atalanta non verrà a Roma a passeggiare. Non è una gara da sottovalutare e non sarà per niente semplice. Loro devono pensare a loro e la Lazio deve andare avanti con la mentalità che ha avuto fino a oggi. Certo la Juve è sempre la Juve, ma io non sono timoroso. La Lazio si trova in un momento di crescita impressionante e può giocarsela con chiunque. Se dovesse vincere, benissimo. Ma se così non fosse non fa niente. La corsa sulla Roma va messa da parte e non dimentichiamoci che c’è ancora un confronto diretto da affrontare”.

Per la corsa alla Champions possono ancora rientrare Napoli e Fiorentina?

“Qualsiasi cosa accadrà a Torino, la Lazio c’è. Questo è l’importante. Napoli e Fiorentina invece hanno dimostrato di non essere continue e questo ovviamente le ha penalizzate. Mancano ancora 8 partite però e ovviamente tutto può succedere. Sono squadre che hanno qualità e la Lazio deve fare attenzione. Ma ciò a cui deve stare più attenta è a se stessa. Dipende tutto soltanto da noi”.

Sappiamo che sei piuttosto legato a Mauricio e lo hai aiutato molto ad ambientarsi a Roma. Che persona è?

“Lui veniva da una squadra di un certo livello come lo Sporting. E’ arrivato a Roma ed è riuscito ad entrare subito nelle dinamiche del calcio italiano. Non è semplice trasferirsi in un Paese nuovo, senza conoscere la lingua, senza avere nessuno. Lui però si è subito messo a disposizione ed è entrato nella giusta mentalità. Inoltre ha un ottimo feeling con De Vrij, tant’è che la Lazio sta subendo davvero pochi gol. Fuori dal campo è una persona fantastica. E’ bello potergli dare una mano, fargli capire cosa vuol dire giocare in una piazza come Roma”.

C’è un Juventus-Lazio al quale sei particolarmente legato?

“Senza dubbio la vittoria di Coppa Italia. Venivamo dal 2 a 0 in casa e quando siamo andati a Torino ci siamo trovati sotto di due gol. Poi siamo usciti fuori e abbiamo pareggiato con i gol di Corradi e Fiore. Eravamo la famosa ‘Banda Mancini’. Abbiamo fatto una partita straordinaria. Davanti avevamo una Juventus di campioni come Nedved, Zambrotta, Trezeguet e Del Piero”.

Un’altra squadra alla quale sei molto legato è l’Inter. Ti aspettavi questa stagione dai neroazzurri, soprattutto dopo l’arrivo di Mancini?

“Purtroppo no, non me lo aspettavo per niente. Il calcio però è anche questo. L’Inter ha già ammesso le sue colpe e ora deve ripartire. Mi auguro che possa fare bene queste ultime partite anche per sollevare il morale della squadra. Mi dispiace perchè pensavo che Mancini sarebbe riuscito ad imporre la sua mentalità, ma così non è stato”.

  


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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