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Per Lei Combattiamo

Pepe: “Crediamo nella Champions e speriamo di spostare la finale di Coppa Italia. Sabato in palio un pezzo di scudetto”

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Simone Pepe è stato ospite oggi pomeriggio negli studi di JTV, nel consueto programma settimanale “Filo Diretto”.  L’esterno bianconero ha risposto alle domande della bella conduttrice spagnola e dei tifosi bianconeri:

Bentornato Simone, come stai?
“Bene”.

Ti sei allenato?
“Sì, ci siamo allenati, abbiamo mangiato, eccoci pronti”.

Una stagione bella intensa…
“Speriamo che finisca ancora meglio. Per adesso sta andando tutto bene”.

Forse è la più intensa della tua carriera…
“Sicuramente, perchè in Champions negli anni precedenti non eravamo arrivato così avanti e adesso siamo un passo avanti e vogliamo continuare”.

Da quando sei rientrato in campo hai fatto benissimo. Sei soddisfatto delle tue prestazioni?
“Sì, per quel poco che ho giocato sono soddisfatto. E’ normale che siamo 25-26, io venivo da un lungo infortunio, per cui ho avuto magari un po’ più di difficoltà inizialmente, però adesso sto bene e sono a disposizione come tutti gli altri”.

La tua specialità sono i cross. Fai un allenamento specifico per questo?
“Sì, oggi per esempio, a fine allenamento ci siamo messi a fare i cross sulla fascia con Llorente e Matri dentro, per cui è anche una questione di allenamento”.

Tra l’altro Llorente è perfetto…
“Di testa dovrebbe essere perfetto…”.

Quanto all’interno dello spogliatoio coronato il sogno di alzare questa Coppa dalle grandi orecchie?
“Sicuramente il sogno sta continuando, eravamop partiti con calma, con molta calma, è normale che andando avanti il sogno sta prendendo un po’ più forma. E’ normale che ci crediamo, arrivi ai quarti di finale a giocarti un passaggio in semifinale con il Monaco mercoledì prossimo, per cui la voglia e la cosa di provare ad arrivare in fondo c’è, questo è fuori discussione. Però bisogna mantenere un po’ di calma e starci con la testa”.

La Juve sta dimostrando che c’è…
“Sì, comunque gli anni dove non è andata benissimo, perchè uan volta non abbiamo passato il girone e una volta siamo usciti agli ottavi, ci sono serviti per maturare e per arrivare oggi a fare un passo in più in avanti e a provare ad arrivare in semifinale”.

Come descriveresti il tuo rapporto con Vidal?
“Il mio rapporto con Vidal è particolare perchè comunque appena è arrivato in Italia io sono stato uno dei primi a dargli confidenza, perchè mi piace scherzare, divertirmi con i miei compagni, lui all’inizio era un po’ più timido e io subito ho cominciato a scherzare con lui dai primi giorni a Villar Perosa. Perchè il primo giorno che è arrivato lui, c’era l’amichevole a Villar Perosa. Fece l’esordio lì e io da subito ho cominciato a scherzare con lui e si è creato un rapporto. Lui da subito ha vito una persona simpatica, disponibile allo scherzo, e anche quando magari delle volte ha avuto delle volte qualche piccolo incidente di percorso, mi piacere stare vicino ai miei compagni come hanno fatto loro con me”.

Quando all’inizio non conosci nessuno e una persona ti accoglie…
“Arrivi da un altro Paese per cui non è facile andare subito in un altro spogliatoio e ambientarsi subito, se non hai un carattere particolare”.

Tu sei l’anima dello spogliatoio…
“Ma ci sono tanti altri ragazzi come me… c’è Storari, c’è Bonucci, solo che magari il fatto che io parli con tutti, anche con gli stranieri, con Asamoah….”.

In tutte le lingue…
“Nooo, in una lingua sola, l’italiano (ride, ndr). Romano poi, neanche italiano”.

Sabato e mercoledì ci attendono due impegni delicati e difficili. 
“Ci aspettano due impegni fondamentali, sia con la Lazio che col Monaco, due partite difficili. Non possiamo pensare già al Monaco perchè dobbiamo pensare alla Lazio, dobbiamo riuscire a chiudere il prima possibile il campionato. Siccome abbiamo un buon vantaggio, sabato passa un pezzo di Scudetto in una partita fondamentale contro la Lazio. E poi si penserà al Monaco”.

Tu non la fai passare liscia alla Lazio…
“Sì, è passata che per tre anni ho segnato consecutivamente alla Lazio, da lì è nata questa cosa”.

C’è sempre questo tuo derby nel cuore…
“Qualche gol l’ho fatta anche nelle giovanili, ma si ricorda meno, adesso c’è più valore”.

Possiamo arrivare in finale di Champions? I tifosi ti acclamano sempre allo stadio
“Questo è bello perchè quando i tuoi tifositi vogliono bene è una cosa fantastica. Io ho sempre dato tutto in campo, loro mi sono stati vicini sempre quando ho giocato e anche quando sono stato fuori, quindi questo è un motivo d’orgoglio per me. Il fatto che la gente ti ami è fondamentale. A fine carriera poi la maglia te la devi togliere, di qualunque squadra sia, poi rimane l’uomo. Possiamo vincere la Champions? Io dico che volere è potere. Un passo alla volta si può fare qualunque cosa. Quando c’è un gruppo unito, una squadra unita, sognare non costa niente e diventa possibile. Poi è normale che ci siano grandi squadra da adesso in poi nelle ultime battute della Champions, però ormai quando arrivi in semifinale – era una partita difficile anche con il Monaco  – se riesci a superare il Monaco, come speriamo, può succede qualunque cosa”.

Come si sta preparando la Juventus e tu in particolare alla finale di Coppa Italia rispetto agli altri anni? Cosa vi fa sentire più consapevoli di potercela fare? E come ti sentirai a giocare la finale a Roma?
“L’importanza delle partite che stiamo giocando e come le stiamo giocando, ti dà la consapevolezza di poter pensare a un futuro sempre più roseo, perchè comunque stiamo affrontando le partite con l’intensità giusta, con una voglia di vincere importante e questo ti porta a poter pensare di giocarti una semifinale di Champions, la finale di Coppa Italia quando sarà, perchè nel calcio bisogna vedere la partita che affrontiamo adesso. Adesso non possiamo pensare al Monaco perchè abbiamo la Lazio. Prima di parlare, devi centrare i tre obiettivi. Si dice che la Juventus ha già vinto lo Scudetto, ma la Juve non lo ha vinto, lo dobbiamo vincere. Adesso abbiamo l’obiettivo di battere la Lazio e di rimanere a distanza, per poi chiudere il prima possibile. Poi si penserà a mercoledì che c’è un altro appuntamento fondamentale. E poi quando sarà speriamo di poter spostare la finale di Coppa Italia per fare quella di Champions. L’idea c’è. E’ un sogno che rimane quello della Champions e affrontiamo con calma”.

Ci sono tante pressioni, tutti parlano del triplete….
“Ci sono tante pressioni. Il tifoso è giusto che sogni come stiamo sognando noi. Poi  noi dobbiamo avere un sogno realistico, loro è giusto che sognino in grande perchè la Juve è abituata a vincere, però noi da dentro abbiamo bisogno di guardare le cose con la realtà giusta e di pensare passaggio dopo passaggio. Vediamo quello che succede”.

Qual è stata la sfida più difficile in Champions? Come stai?
“Intanto io sto bene, e questo è importante per me e per la squadra, come è importante che stiano bene tutti gli altri. Adesso abbiamo bisogno di tutti perchè ci sono partite ogni tre giorni, c’è bisogno della rosa al completo. Per quanto riguarda la sfida più difficile, io prima di Dortmund ho detto ‘che Dio ce la mandi buona’, ma non perchè non credevo nella Juve, perchè comunque gli ottavi di Champions erano stati un passaggio a vuoto negli anni passati, invece questa volta, affrontando una squadra che con gli stessi giocatori era arrivata in finale contro il Bayern e che comunque nel tempo aveva fatto bene nella Bundesliga e anche in Champions, con molti giocatori giovani, ma già pronti a giocare partite importanti, è normale che sia stata una partita un po’ particolare. Non li abbiamo sottovalutati e non ci siamo sottovalutati, però la partita non era facile, perchè il Borussia Dortmund è un’ottima squadra. Abbiamo fatto un’ottima partita a Torino e poi abbiamo fatto una partita impressionante a Dortmund. Ci siamo meritati il passaggio però devi essere anche un attimo realista che vai a giocare col Borussia Dortmund e può succedere qualsiasi cosa. Puoi passare tu, come possono passare loro, perchè poi quando arrivi tra le prime 16 o tra le prime 8 d’Europa, lì il divario… dicevano a noi che il Monaco era la squadra migliori che potessimo prendere ai quarti di finale, invece hanno dimostrato che sono un’ottima squadra e ci hanno messo in difficoltà, questa è la verità. Adesso devi giocare una partita a Monaco difficile, poi per carità, sta nelle nostre corde passare, ma sta anche nelle loro corde poter ribaltare il risultato, per cui dobbiamo restare concentrati”.

Quel poco tempo libero che ti rimane come lo impegni?
“Due figli. Ho un bellissimo hobby, ma ho due figli”.

Da quando sei venuto l’ultima volta…
“E’ aumentata la famiglia. Ho una bambina di due anni e mezzo e uno di quattro mesi, per cui c’è da fare. Devo dire che la mia compagna ci sta molto molto dietro. Noi la mattina usciamo, arriviamo al campo alle 9.30, andiamo via alle 2.30, alle 3.00, per cui a noi papà passa la giornata. Adesso torni a casa, giochi un po’ con loro, però tanto lo fa la mamma”.

Se tuo figlio Cristian ti dicesse: “Voglio fare il calciatore”?
“Sarei l’uomo più felice del mondo. Mi piacerebbe. E’ normale che poi deve decidere lui quello che vuole fare, per carità. Alla fine può decidere il calcio, come un altro sport, ci mancherebbe, però mi piacerebbe se facesse il calciatore”.

Però lo porteresti a giocare a calcio…
“Neanche, lascerei abbastanza spazio, perchè quando sono ragazzini…”.

Starai dietro alla bambina…
“E’ più facile quello, che segua la bambina…(ride, ndr). Mi piacerebbe che lui facesse quello, ma lo deve fare con tutta la serenità. Io ho avuto la fortuna di giocare da professionista a questo sport e fino all’età di 14-15 anni deve essere un divertimento, poi è normale che se ha delle doti e può diventare un lavoro, per carità, ci mancherebbe non sfruttare quelle doti. Ma si deve divertire”.

A che età hai iniziato?
“Io ho iniziato a 5 anni, ero piccolissimo. Ma mi sono sempre divertito. Uno va al campo per divertirsi, non devo dire a mio figlio, devi andare per forza a giocare a calcio, se ci va controvoglia poi non lo fa bene. Come  in tutte le cose della vita, ti devi divertire, poj quando sarà il momento se può diventare un lavoro allora uno ci si mette con la testa per farlo diventare un lavoro, come è successo a me. Fino a 15 anni mi divertivo, poi vedevo che c’erano delle potenzialità, mi dicevano che potevo fare qualcosa di importante, e poi è normale che uno a 15-16 anni ci si mette con un’altra testa e fa un percorso”.

Cosa fai per caricarti prima del match? Tu carichi anche gli altri, perchè poi parli anche con gli altri giocatori…
“Sì, perchè ormai sono un po’ di anni che gioco, conosco un po’ tutti, mi conoscono per il personaggio che sono, scherza e ridi, allora mi viene da scherzare anche con gli altri. Poi non si può piacere a tutti, perchè quando piaci a tutti è una cosa particolare, però magari c’è quello che parla poco e dice: ‘Ma guarda questo quanto chiacchiera’. Ci sta. Nel tempo ho instaurato bei rapporti con tanta gente che ho conosciuto nel calcio, mi piace scherzare e ridere e alla fine piaci anche agli altri. Non ho un modo particolare per caricarmi. Io sento musica prima di arrivare nello spogliatoio, poi quando arrivo nello spogliatoio, per me basta musica, sto lì, faccio le mie cose, però ormai è diventato… sembra il Quizzone dentro lo spogliatoio, tutti con le cuffie, non parla più nessuno. A me rovinano come persona. Li trovo tutti con le cuffie che stanno così, io non ci riesco”.

Obiettivi stagionali?
“Gli obiettivi stagionali sono quelli della squadra. Se avessi giocato a tennis, ti avrei detto l’obiettivo personale, ma siccome gioco in una squadra, l’obiettivo è quello della squadra, fare il massimo”.

Grazie Simone.
“Grazie a voi, speriamo di rivederci da campioni”(redazione Tuttojuve.com)

tuttojuve.com

 


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Formello

FORMELLO – Differenziato per Patric. Domani ancora doppia seduta

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Dopo la ripresa andata in scena questa mattina, il gruppo biancoceleste si è ritrovato a Formello nel pomeriggio, per la seconda seduta di giornata. Oltre all’assenza di Marcos Antonio, da segnalare il lavoro differenziato svolto da Patric. Dopo un riscaldamento caratterizzato da attivazione atletica ed esercizi sulla rapidità, è iniziato il lavoro tattico agli ordini i mister Sarri, con due formazioni in campo schierate con il 4-3-3. La seduta è terminata dopo una partita a campo ridotto, in cui si sono affrontati rossi e celesti. La squadra tornerà in campo domani per la seconda doppia seduta consecutiva.

Dopo i test andati in scena in questi giorni, il gruppo biancoceleste è tornato in campo a Formello questa mattina, per la prima delle due sedute di giornata. Oltre a Vecino e Milinkovic-Savic, che quest’oggi scenderanno in campo nell’ultima gara dei rispettivi gironi, l’unico assente è Marcos Antonio, alle prese con un problema influenzale. Dopo una prima fase di attivazione muscolare, il gruppo ha svolto un lavoro atletico, seguito da una lunga fase dedicata alle prove tattiche, in cui la squadra era divisa per reparti. Il gruppo biancoceleste tornerà a lavorare nel pomeriggio.

 


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