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La Lazio sfida il tabù Mancini

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È questione di tabù, di come vincere per la prima volta l’Inter di Mancini. È questione di ex, di quanto alla Lazio riescano sempre a fare male. È questione di Champions, di tornare ai tre punti per sognare più forte il secondo posto. Quando cabala e ambizioni si mescolano, la sfida con i nerazzurri all’Olimpico s’accende ancora di più. I biancocelesti non sono mai riusciti a battere l’Inter, quando lo hanno incontrato con Mancini in panchina. Quasi un talismano il tecnico, proprio non ne vuol sapere di regalare una gioia ai suoi ex tifosi laziali, che pure mai ne hanno dimenticato la classe e i gol da giocatore. Oltre i trofei vinti, naturalmente: in tre stagioni ha collezionato uno scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e altri tre trofei. Nessuna nostalgia del passato però per Mancini. Da allenatore nerazzurro è ancora imbattuto contro la Lazio, è un record che va avanti dalla stagione 2004/05, la prima sulla panchina dell’Inter. Un bottino che recita sei vittorie e sette pareggi contro i biancocelesti tra serie A e coppa Italia, maturato tra la sua prima esprienza all’ombra del Duomo e il suo ritorno quest’anno a prendere il posto di Walter Mazzarri. E non è stato clemente neanche quando il 21 dicembre scorso ha ospitato da padrone di casa la Lazio a San Siro, tornando ad affrontare il suo passato per la prima volta dal 2008. Alla doppietta di Felipe Anderson, risposero nella ripresa Kovacic prima e Palacio poi per il 2-2 finale. Negli anni del primo incarico da allenatore nerazzurro, dunque dal 2004/05 al 2007/08, Mancini non ha mai lasciato scampo ai biancocelesti. Anzi ha saputo conquistare sei vittorie e sei pareggi ai danni dell’ex. In due occasioni è riuscito anche a fare l’en plein di risultati utili. Prima nella stagione 2005/06, quando ottenne due vittorie e due pareggi tra il campionato (Lazio-Inter 0-0 e Inter-Lazio 3-1) e la Coppa Italia (nei quarti di finale Lazio-Inter 1-1 e Inter-Lazio 1-0). Poi nella stagione 2007/08 quando bissò lo score con altre due vittorie e due pareggi tra serie A (Lazio-inter 1-1 e Inter-Lazio 3-0) e coppa nazionale (in semifinale Inter-Lazio 0-0 e Lazio-Inter 2-0). Insomma, i biancocelesti di Pioli dovranno invertire la rotta e sfatare questo tabù. Anche perché Mancini da tecnico nerazzuro è sempre riuscito a portare via punti dalle sfide all’Olimpico, collezionando quattro pareggi e due vittorie in quello stadio che conosce così bene. Stavolta non vuole essere da meno e ha già avvertito la Lazio: «Se giochiamo così, a Roma vinciamo», aveva spiegato l’allenatore dell’Inter dopo l’ultimo pareggio con il Chievo Verona. Certo, potrà giocarsi una carta in più, se si parla di fortuna. C’è un altro tabù che la Lazio vorrebbe sfatare, quella fastidiosa legge dei gol dell’ex. Per questo Hernanes fa già tremare i tifosi biancocelesti. Il Profeta è pronto a tornare nella Capitale, nell’Olimpico che lo ha fatto conoscere al calcio italiano, per la prima volta dopo il suo addio nel gennaio 2014. Sono passati quindici mesi, nel frattempo il brasiliano ha punito la Roma con una sua rete. Pioli incrocia le dita, che non voglia ripetersi anche con la Lazio.

(Il Tempo)

 


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CdS | Milinkovic, oggi in campo con la caviglia gonfia. Kezman cerca offerte in Europa

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Camerun da battere oggi e Svizzera da rimontare per ribaltare il destino di un gruppo in cui la Serbia si presentava da antagonista principale dei verdeoro.

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Come riportato dal Corriere dello Sport, Milinkovic oggi scenderà in campo con la caviglia gonfia per cercare la consacrazione dopo la  prova anonima col Brasile. L’infortunio del centrocampista biancoceleste è di origine traumatica e forse risale alla partita con la Juve. Kezman, il suo agente, è in giro per l’Europa a raccogliere offerte. Sbarcherà a Doha solo in caso di qualificazione agli ottavi. Sergej, nei pensieri della Juve, ieri è stato accostato al Real Madrid dal quotidiano Marca.

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